Al Jarama il Cupra Raval Madrid E‑Prix mette a fuoco il rapporto tra tecnologia, strategie e sensazioni: dalla gestione dell’energia al Pit Boost fino al giro in pista a bordo della Cupra Raval.
Il Jarama ha ospitato un fine settimana che ha raccontato la Formula E sotto tre luci diverse: regolamento, tecnica e esperienza pratica.
L’evento title sponsor Cupra ha fornito non solo visibilità ma anche continuità narrativa tra pista e prodotto di serie, con ospiti che sono arrivati in circuito a bordo di Cupra Leon e Formentor Tribe Edition. Tra vernici matt, dettagli Dark Chrome e sedili in 3D Knitting, la cornice era studiata per rimarcare l’approccio sostenibile e tecnologico del marchio.
Entrando nel paddock si comprende subito che la velocità è solo una parte del gioco: dietro a ogni giro c’è un continuo scambio di dati, decisioni tattiche e ottimizzazione delle risorse.
Le monoposto Gen3 Evo hanno reso tutto più complesso e, allo stesso tempo, più spettacolare: ogni sorpasso, ogni staccata e ogni pit stop portano con sé conseguenze strategiche misurate in kilowatt.
Un weekend tipo a Jarama prevede momenti distinti e imprescindibili: shakedown, due sessioni di prove libere, qualifiche a duelli e infine la gara. Lo shakedown serve a verificare affidabilità e sistemi elettronici a bassa velocità; le due prove libere da venti minuti sono il banco di prova per assetti e la gestione dell’energia.
Nelle qualifiche a duelli ogni errore si paga subito: un singolo giro, una sola chance per centrare la posizione in griglia. Nel frattempo, i team lavorano su elementi concreti come i soli due set di gomme disponibili per l’intero weekend e le ricariche rapide che richiedono coordinazione millimetrica tra box e torre.
Il garage è la vera regia: schermi con telemetria, comunicazioni radio e gruppi di lavoro che possono essere sia in loco sia collegati da remoto.
Il team Kiro Cupra, ad esempio, coordina strategie in tempo reale su scenari A, B, C e D, monitorando avversari e consumi istantanei. In pista non vince solo il pilota più veloce, ma chi sa combinare talento e strategia, ottimizzando ogni fase della gara.
Fuori dagli schemi estetici, la Gen3 Evo introduce differenze sostanziali nella guida. Il motore anteriore non è più solo un generatore: partecipa all’accelerazione rendendo disponibile una trazione integrale che alleggerisce il compito del posteriore in uscita di curva.
Il risultato è una vettura più stabile, più incisiva in partenza e capace di offendere di più in rettilineo. L’accelerazione 0-100 km/h scende sotto la soglia psicologica dei due secondi, ma è la sensazione di controllo che cambia l’approccio tattico.
La gestione dell’energia rimane il fulcro: le monoposto partono con circa il 60% della carica e recuperano energia in frenata, con la rigenerazione che può coprire fino al 50% del fabbisogno.
A questo si aggiungono strumenti strategici come l’Attack Mode — uscire dalla traiettoria per ottenere potenza extra — e il Pit Boost, una sosta rapida di circa trenta secondi che restituisce il 10% di energia. Nuovi pneumatici Hankook offrono più grip e sostenibilità, mentre aggiornamenti software affinano la mappatura e la gestione termica dei powertrain.
I commenti dei piloti descrivono la Gen3 Evo come una macchina familiare nella sensazione, ma più pronta al confronto: Dan Ticktum parla di maggiore trazione e gare più calcolate; Pepe Martí, rookie, sottolinea la necessità di concentrazione fisica e mentale costante e l’attenzione a gomme e acqua nelle condizioni variabili.
In gara, la capacità di gestire Pit Boost e Attack Mode ha fatto la differenza per il piazzamento finale: Antonio Felix Da Costa ha vinto il Madrid E‑Prix con la Jaguar, seguito dal compagno Mitch Evans, mentre Ticktum ha portato la Kiro Cupra in quarta posizione, dimostrando competitività e buon lavoro di strategia.
La Cupra Raval ha fornito un’esperienza tangibile del futuro elettrico: un hot lap fianco a fianco con un pilota professionista ha mostrato come accelerazioni istantanee, traiettorie chirurgiche e silenzio possano convivere in una guida emozionante.
La livrea camouflage ispirata al quartiere El Raval di Barcellona è stata una firma estetica che ha creato continuità tra prodotto di serie e pista, sottolineando come dinamica e stile possano essere integrati anche in vetture compatte basate su piattaforma Meb+.
Alla fine, il Cupra Raval Madrid E‑Prix ha ribadito che la Formula E è un laboratorio in movimento: tecnologia, strategia e spettacolo si intrecciano per offrire gare imprevedibili e un’idea di motorsport sempre più orientata alla sostenibilità.