Doppio ePrix di Jeddah: Wehrlein, da Costa e i temi che ridisegnano la stagione 12

Il doppio ePrix sulla Corniche di Jeddah ha confermato la leadership di Pascal Wehrlein e riportato Antonio Felix da Costa sul gradino più alto, evidenziando forza di squadra, strategie diverse e qualche passo falso per Stellantis e Cassidy

John Carter

Dodici anni come inviato in zone di conflitto per le maggiori testate internazionali, tra Iraq e Afghanistan. Ha imparato che i fatti vengono prima delle opinioni e che ogni storia ha almeno due versioni. Oggi applica lo stesso rigore alla cronaca quotidiana: verifica, contestualizza, racconta. Niente sensazionalismi, solo ciò che è verificato.

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Il doppio appuntamento sulla veloce pista della Corniche di Jeddah ha offerto risposte importanti per la Season 12 della Formula E: due gare, due vincitori diversi e molti spunti tecnici e strategici.

Tra strategie di gara, pole position che non si trasformano in successo e squadre che alternano brillantezza e difficoltà, il fine settimana saudita ha rimodellato la classifica piloti e team.

In breve, Pascal Wehrlein si è rivelato il più costante nel complesso, conquistando la leadership iridata, mentre Antonio Felix da Costa ha regalato la prima gioia stagionale alla Jaguar. Al contempo, la Mahindra di Edoardo Mortara ha dominato le qualifiche ma non le gare, confermando come la partenza e la strategia restino fattori decisivi.

Porsche e Wehrlein: strategia che vale la vetta

Con la vittoria del venerdì, Pascal Wehrlein ha consolidato il primato nella classifica piloti e contribuito a mantenere la Porsche in cima alle graduatorie costruttori. La sua gara è stata costruita su una scelta tattica precisa: l’utilizzo del Pit Boost in un momento chiave che gli ha permesso di prendere il comando e gestire il ritmo fino al traguardo. La domenica, però, una qualifica complicata lo ha costretto a una rimonta che si è risolta con un ottavo posto, dimostrando come la consistenza delle performance resti il vero banco di prova.

Prestazioni dei team clienti

Oltre a Wehrlein, la casa madre ha ottenuto contributi utili anche dai team clienti: Andretti e Cupra Kiro hanno portato a casa piazzamenti importanti, con Dan Ticktum e Pepe Martí che hanno raccolto punti dopo un avvio di stagione sfortunato. In particolare Cupra Kiro ha visto un primo segnale di consolidamento, mentre Martí si è distinto come esordiente capace di centrare risultati già in più gare.

Jaguar, da Costa e il risveglio dei campioni

La Jaguar ha lasciato Jeddah con un bilancio positivo: la vittoria di Antonio Felix da Costa sabato ha confermato la crescita del team, che con 24 successi totali è sempre tra i più vincenti della serie. Da Costa ha espresso soddisfazione per l’adattamento al nuovo ambiente e per la collaborazione con i team clienti, sottolineando come la convergenza di quattro vetture che lavorano in sintonia possa fare la differenza in una competizione tecnica come la Formula E.

Podio e fiducia

Il podio di sabato, completato da Sébastien Buemi e Oliver Rowland, ha messo in luce come l’esperienza continui a pesare nel campionato: piloti navigati sono spesso in grado di trasformare opportunità in risultati concreti, soprattutto quando la gestione dell’energia e delle gomme diventa cruciale su circuiti veloci come la Corniche.

Mahindra, Stellantis e le incognite strategiche

Se le qualifiche hanno sorriso a Edoardo Mortara (due pole consecutive), in gara la Mahindra non è riuscita a capitalizzare come avrebbe dovuto.

Mortara è ora secondo nella classifica piloti, ma manca la zampata vincente che completerebbe il buon lavoro in prova. Problemi tecnici, partenze non perfette e penalità hanno limitato il potenziale complessivo del team, che però resta in gioco per il campionato grazie alla regolarità dei risultati.

Per quanto riguarda Stellantis, invece, il weekend è stato al di sotto delle attese: nonostante la presenza di più monoposto competitive in qualifica, i punti raccolti sono stati meno dei previsti e la leadership del campionato è cambiata.

Nick Cassidy, in particolare, ha pagato scelte strategiche e qualche imprevisto, perdendo la posizione di vertice nella graduatoria piloti.

Le sfide tecniche

Il doppio ePrix ha ricordato quanto siano decisive la gestione dell’energia, le scelte sul timing dell’Attack Mode e la preparazione delle gomme. Team diversi hanno interpretato queste variabili in modo opposto: alcuni hanno vinto con strategie conservative e un uso oculato del Pit Boost, altri hanno faticato soprattutto quando la qualifica non ha permesso una partenza favorevole.

I prossimi round saranno fondamentali per capire chi saprà trasformare costanza e strategia in successo continuativo.