F1 2026: cosa dicono i test e chi può sorprendere a Melbourne

La stagione 2026 di Formula 1 arriva dopo test intensi in Bahrain: tra Ferrari in evidenza, timori sui motori Mercedes e il debutto delle nuove regole il Gran Premio d'Australia a Melbourne diventa il punto di verità

Mariano Comotto

Specialista nell'arte di farsi trovare online, dai motori di ricerca tradizionali alle nuove AI come ChatGPT e Perplexity. Analizza come l'intelligenza artificiale sta cambiando le regole della visibilità digitale. Strategie concrete per chi vuole esistere nel web del futuro, non solo in quello di ieri.

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Formula 1 entra nella fase decisiva della stagione: dopo sei giorni di test a Sakhir e una pioggia di commenti dal paddock, tutte le attenzioni si spostano su Melbourne e sul Gran Premio d’Australia.

I test in Bahrain hanno dato indicazioni utili, ma la reale gerarchia delle squadre si capirà solo tra le qualifiche e la gara ad Albert Park.

Cosa è emerso dai test a Sakhir
– Ferrari e Charles Leclerc hanno fatto da riferimento cronometrico: Leclerc è stato l’unico a scendere sotto l’1’32”, con 1’31”992. È un segnale forte, però va incorniciato nel contesto dei programmi di lavoro molto diversi tra i team.
– Le squadre hanno infatti focalizzato i test su obiettivi differenti: alcuni hanno privilegiato run con carburante pieno per valutare l’affidabilità, altri hanno fatto simulazioni di qualifica o stint lunghi per misurare il degrado gomme.

Questo rende i confronti diretti meno immediati.
– Nei long run le differenze aerodinamiche emergono con chiarezza: i pacchetti portati dalle squadre mostrano performance variabili a seconda del bilanciamento e dell’usura delle gomme.

Tempi e prospettive: le posizioni in pista
– I cronometri mostrano uno scenario serrato: Lando Norris è secondo a +0”879, Max Verstappen terzo a +1”117. Numeri che indicano una lotta serrata tra McLaren, Red Bull e Ferrari, ma che non raccontano tutta la storia.

– Più che i singoli riferimenti, conterà la capacità dei team di trasformare i dati raccolti a Sakhir in assetti ripetibili per Albert Park: set-up, gestione gomme e affidabilità meccanica faranno la differenza su una pista cittadina dove il traffico e le curve strette complicano le scelte strategiche.

Motori e commenti dal paddock
– Il dibattito in paddock si è concentrato anche sulle unità motrici: curiosità e aspettative su Mercedes rimangono alte, mentre la nuova power unit Red Bull-Ford ha raccolto apprezzamenti sui progressi tecnici.

– Piloti e tecnici sottolineano che un motore affidabile e performante può ribaltare equilibri che sembrano già delineati dalla sola aerodinamica.

Implicazioni per la stagione
– I soliti nomi in cima alla lista — Mercedes, Ferrari, McLaren e Red Bull — restano i principali riferimenti, ma la stagione si deciderà su dettagli: piccoli vantaggi aerodinamici, gestione delle gomme e rapidità nelle strategie ai box.
– Più di ogni previsione, servirà coerenza: passo gara costante e assenza di problemi meccanici saranno gli indicatori più immediati delle reali potenzialità di ciascuna squadra.

Perché Melbourne è il primo vero banco di prova
– Albert Park è il luogo dove i numeri dei test vengono messi alla prova in condizioni di gara: qualifiche, consumi, gestione dei stint e reazioni agli aggiornamenti tecnici saranno tutto fuorché teorici.
– Appuntamento su TV8: qualifiche il 7 marzo alle 13:30, gara l’8 marzo alle 12:30. Saranno giornate decisive per capire chi saprà convertire i segnali di Sakhir in risultati concreti.

Cosa osservare durante il weekend
– Oltre ai tempi sul giro, tenete d’occhio partenze, gestione gomme, pit stop e l’efficacia degli aggiornamenti portati in pista. Spesso è nei primi weekend che emergono problemi di affidabilità o soluzioni capaci di cambiare gli equilibri.
– Monitoraggio telemetrico, analisi stint per stint e rapidità nelle chiamate strategiche saranno strumenti chiave: chi saprà leggere e adattarsi più velocemente avrà un vantaggio evidente. Melbourne darà i primi verdetti reali: non solo chi va più forte in prova, ma chi riesce a mettere insieme affidabilità, set-up e strategia sotto pressione.