Zambenedetti conferma che Ducati avrebbe potuto valutare Iannone, ma sottolinea che i progetti di livello richiedono tempo, risorse e una squadra già organizzata
Situazione su Andrea Iannone
La vicenda di Andrea Iannone è rimasta uno dei temi caldi dell’inverno Superbike.
Con la pubblicazione delle entry list per l’Australia e l’assenza del suo nome tra i partecipanti fissi, sono fioccate supposizioni su motivi e sviluppi futuri.
In un’intervista Marco Zambenedetti — responsabile dell’attività Superbike in pista per Ducati — ha fatto il punto sulle trattative. Le sue parole chiariscono che non si è ancora arrivati a un accordo: servono intese tecniche e condizioni contrattuali precise prima di parlare di un ritorno. Le parti sono in contatto, ma al momento non esiste nulla di chiuso; ogni passo dipenderà da verifiche operative e dalla definizione degli aspetti economici.
Ducati, aperture e limiti
Zambenedetti ha rimarcato che la disponibilità di Ducati non è venuta meno: la Casa si è detta pronta a valutare richieste di Iannone e, se le condizioni lo permettessero, anche a fornire materiale adeguato — ipotesi che include una Panigale V4 nelle specifiche più evolute. Però ha chiarito anche i limiti pratici: una squadra competitiva non si costruisce dall’oggi al domani. Ci vogliono budget, staff tecnico e logistica già pianificati; non si può sovrapporre una nuova operazione alle scelte operative già prese da altri team.
Il punto di Zambenedetti è semplice ma concreto: riconoscere il valore sportivo del pilota non significa poter ignorare gli impegni presi da chi ha progettato la stagione in anticipo. Per Ducati quindi c’è apertura, ma solo se il quadro organizzativo e finanziario si mette nelle giuste condizioni.
Il valore del pilota e il rispetto per i team
Il manager ha messo in luce due priorità da bilanciare. Da una parte l’esperienza di Iannone — capacità di dare feedback, personalità e potenziale valore in pista — dall’altra il rispetto per i team che hanno investito tempo e risorse per preparare la stagione.
Questa doppia esigenza spiega la posizione prudente della Casa: salvaguardare i progetti già avviati senza chiudere la porta a soluzioni alternative, se e quando saranno sostenibili.
Cosa serve per un progetto di alto livello
Zambenedetti ha elencato gli ingredienti indispensabili per sostenere una stagione completa: una moto realmente competitiva, un team tecnico solido e consolidato, un budget definito e un programma di test esteso. L’integrazione tra pilota e staff richiede molte ore in pista e lavoro analitico — non è un’attività che si improvvisa a ridosso dell’inizio del campionato.
I tempi per vedere i frutti di un eventuale progetto dipendono dalla capacità di sviluppo, dalla disponibilità dei componenti e dalla chiarezza degli accordi economici. Solo con un coordinamento stretto tra costruttore e squadra si può sperare di trasformare piani in risultati concreti.
Tempistiche e sviluppo
Per mettere insieme un pacchetto competitivo serve programmazione condivisa e continuità nelle sessioni di lavoro: richieste tecniche o logistiche arrivate in ritardo complicano l’implementazione e rischiano di compromettere il rendimento.
Ducati c’è dal punto di vista tecnico, ma è imprescindibile che esista una struttura operativa già pronta per tempo.
Possibili evoluzioni e prospettive per Iannone
Tra le opzioni sul tavolo c’è quella delle wildcard: permetterebbe a Iannone di correre in singoli appuntamenti senza un impegno contrattuale su tutta la stagione. Questa formula dà flessibilità per testare la competitività in gara e limitare il rischio gestionale e finanziario, rispettando al contempo gli impegni già presi da altri piloti.
Zambenedetti ha espresso il desiderio che Iannone trovi una collocazione adeguata e ha ribadito la disponibilità di Ducati nel caso emergessero le condizioni per un progetto serio e ben organizzato. Il messaggio è chiaro: talento e voglia non bastano se non sono supportati da struttura, pianificazione e tempi utili per lavorare. Nei prossimi giorni o settimane si attendono verifiche tecniche e decisioni sulle singole partecipazioni, che diranno se e come si potrà concretizzare un ritorno.