Il 2026 segna un punto critico per le gare di mountain bike amatoriali in Italia, con eventi storici che chiudono i battenti.
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Il 2026 si presenta come un anno particolarmente difficile per il mondo delle competizioni di mountain bike amatoriali in Italia.
Due eventi storici, la Südtirol Dolomiti Superbike e la Sirente Bike Marathon, hanno recentemente annunciato la loro chiusura, un segnale allarmante che evidenzia una crisi più profonda che affligge il panorama delle gare nel nostro paese.
La Südtirol Dolomiti Superbike, nata nel 1995 a Villabassa, ha rappresentato un punto di riferimento per gli appassionati di mountain bike per oltre trent’anni.
Con percorsi spettacolari che includono una distanza di 123 km e un dislivello di oltre 3.400 metri, ha attirato ogni anno migliaia di ciclisti provenienti da tutto il mondo. L’ultima edizione, svoltasi nel 2026, ha visto la partecipazione di oltre 2.500 atleti da 38 nazioni, rendendola una vera e propria celebrazione della mountain bike.
Tuttavia, Kurt Ploner, l’organizzatore della manifestazione, ha comunicato con grande tristezza che nel 2026 non ci sarà alcuna edizione della gara.
I motivi sono chiari: i costi di organizzazione sono diventati insostenibili. Secondo Ploner, «la spesa non vale l’impresa», a causa di spese crescenti per permessi ambientali, assicurazioni e logistica in una zona turistica come quella delle Dolomiti, patrimonio dell’umanità. Questa chiusura non rappresenta solo la fine di una gara, ma anche un colpo durissimo per l’economia locale, che traeva benefici significativi da un evento di tale portata.
Parallelamente, la Sirente Bike Marathon, che si svolgeva ad Aielli, in Abruzzo, ha anch’essa annunciato la sua chiusura definitiva. Dopo otto edizioni, la manifestazione ha contribuito a far crescere il movimento della mountain bike nel Centro-Sud, ospitando eventi di grande prestigio come i Campionati Italiani FCI nel 2019. Purtroppo, le sfide organizzative come l’aumento della burocrazia, i costi di logistica e la difficoltà nel reperire volontari hanno portato alla decisione di interrompere questa storica competizione.
La Sirente Bike Marathon non era solo una gara, ma un’importante occasione di socializzazione e promozione del territorio. La difficoltà ad utilizzare il marchio per eventi futuri segna la fine di un capitolo significativo nella storia della mountain bike amatoriale in Italia, privando centinaia di ciclisti dell’opportunità di partecipare a un evento che amavano.
Le chiusure di questi eventi non sono casi isolati, ma riflettono un problema sistemico.
Le ragioni alla base di questa crisi sono molteplici e includono:
La chiusura di eventi come la Südtirol Dolomiti Superbike e la Sirente Bike Marathon ha un impatto ben oltre il mondo sportivo. Queste gare rappresentavano occasioni uniche di aggregazione e scoperta per i ciclisti amatoriali, ma anche opportunità economiche per le comunità montane.
Molti temono un futuro in cui il calendario delle gare amatoriali possa svuotarsi, lasciando spazio solo a eventi di grande calibro.
Tuttavia, non tutto è perduto. Proposte come un maggiore supporto da parte delle federazioni, l’implementazione di format di gare più leggeri e il coinvolgimento di enti turistici potrebbero rappresentare una via d’uscita. Alcune regioni, infatti, continuano a resistere grazie a comunità forti e innovative, suggerendo che ci sia ancora speranza per il futuro delle gare amatoriali di mountain bike.