Immatricolazioni in ripresa: elettriche quasi raddoppiate ad aprile

Il mercato auto registra +11,6% ad aprile: ibride dominanti e elettriche in forte ascesa grazie agli incentivi

Marco TechExpert

Ha testato ogni smartphone sin dal primo iPhone, ogni laptop, ogni gadget che prometteva di cambiare la vita. Sa distinguere la vera innovazione dal marketing. Le sue recensioni non cercano sponsor: cercano la verità su ciò che vale i soldi.

Condividi

Ad aprile il mercato auto italiano ha segnato un rialzo evidente: sono state targate 155.210 vetture, pari a un aumento del 11,6% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

Nel primo quadrimestre i volumi complessivi raggiungono le 640.083 immatricolazioni, con un incremento del 9,8% sul 2026. Questi numeri raccontano una fase di ripresa ma, allo stesso tempo, evidenziano una dipendenza dagli incentivi e la fragilità del contesto macroeconomico che spingono gli operatori a rivedere le previsioni.

Chi sta guidando la ripresa: canali e dinamiche

Il quadro degli utilizzatori mostra segnali differenti: i privati rappresentano ora il 50,3% del mercato, mentre le autoimmatricolazioni recuperano terreno arrivando al 10,3% di quota.

Il noleggio a lungo termine arretra al 21,2% per una flessione delle captive, mentre il noleggio a breve termine sale al 13,1%. Le società aziendali, nel complesso, si fermano a una quota del 5,2%. Queste variazioni riflettono sia cambiamenti strategici nei gruppi che una domanda ancora sensibile a incentivi e condizioni fiscali.

Il ruolo degli incentivi

Un elemento chiave è l’onda lunga degli incentivi che ha sostenuto in modo particolare le auto elettriche.

Le immatricolazioni BEV ad aprile raggiungono una quota dell’8,5%, in netto aumento rispetto all’anno precedente. È utile ricordare che il termine BEV indica i veicoli a batteria esclusiva, mentre PHEV indica le plug-in hybrid. Senza misure di sostegno immediate e prevedibili, la domanda può essere volatile: per questo molti attori sottolineano la necessità di interventi stabili sulla fiscalità delle flotte.

Alimentazioni: la predominanza delle ibride e il calo dei tradizionali

Nel mix per alimentazione le ibride confermano il loro primato con una quota complessiva del 49,1%. All’interno di questa voce, le full hybrid pesano per il 16,5% mentre le mild hybrid contribuiscono per il 32,6%. Le PHEV salgono al 9,1%, mentre le BEV crescono fino all’8,5%. Al contrario, le alimentazioni tradizionali arretrano: la benzina scende al 20,4%, il diesel si riduce al 6,9% e il GPL cala al 6,1%.

Questa trasformazione del parco circolante riflette sia l’ampliamento dell’offerta che i cambiamenti fiscali e normativi.

Impatto sulle scelte d’acquisto

La forte presenza delle ibride è il risultato di un duplice fattore: l’estensione dell’offerta da parte dei costruttori e la convenienza per le flotte aziendali, dove la normativa sul fringe benefit favorisce determinati modelli. Le elettriche, pur crescendo rapidamente, mostrano ancora una penetrazione limitata e sensibile agli incentivi pubblici, elemento che le rende meno stabili in assenza di politiche di lungo termine.

Le performance dei gruppi e le prospettive

A livello di gruppo, Stellantis mantiene la leadership con 48.778 immatricolazioni e una crescita del 13,65%. Tra i marchi del gruppo si evidenziano Fiat (+31,02%) e Opel (+19,63%), mentre alcuni brand come Alfa Romeo e Maserati registrano cali significativi. Il Gruppo Volkswagen si conferma secondo con 24.610 targhe (+7,35%), seguito da Renault con una performance complessiva in equilibrio e Alpine in forte crescita percentuale.

Spiccano poi i progressi dei costruttori cinesi, con Leapmotor passata da 321 a 4.496 immatricolazioni, a testimonianza della competizione sul segmento elettrico e urbano.

Nonostante il buon avvio d’anno, UNRAE ha rivisto al ribasso le stime per il 2026, fissando un target intorno a 1,53 milioni di immatricolazioni. Le associazioni di settore chiedono ora interventi sulla fiscalità delle flotte — come maggiore deducibilità e una revisione del periodo di ammortamento — per favorire il rinnovo e accelerare l’adozione di veicoli a basse e zero emissioni.

La sfida per i prossimi mesi resta collegata alla fiducia di famiglie e imprese in un contesto economico ancora incerto.