Jake Hughes ha conquistato il Guinness con 218,71 km/h a bordo di una GEN3 modificata: potenza aumentata, trazione integrale e dettagli aerodinamici hanno fatto la differenza
Il pilota britannico Jake Hughes ha segnato un nuovo capitolo nella storia delle corse elettriche entrando nel Guinness per la velocità in ambiente chiuso: la sua vettura ha raggiunto 218,71 km/h su un rettilineo di 346 metri all’interno dell’ExCeL London.
Questa prestazione supera nettamente il precedente limite registrato a 165,2 km/h, confermando l’impatto delle ottimizzazioni tecniche anche su distanze molto brevi e in contesti indoor.
L’esperimento non era una gara tradizionale ma una prova controllata, inserita in un programma di innovazione della Federazione. La monoposto utilizzata, chiamata Genbeta, prende spunto dal modello di serie GEN3, ma è stata sottoposta a una serie di interventi mirati dai partner del campionato, tra cui SABIC e Hankook, per massimizzare accelerazione e stabilità in rettilineo.
La sfida si è svolta nella formula del duello che caratterizza spesso le esibizioni di Formula E: due piloti, la stessa macchina e più tentativi singoli per cercare il miglior tempo. In pista si è alternato anche il campione Lucas di Grassi, elemento di confronto ideale perché abituato alle sfide in ABB FIA Formula E World Championship. Ogni pilota ha avuto tre run di prova e una manche ufficiale; il punto di partenza è stato da fermo, seguito da una curva a 130 gradi percorsa a circa 40 km/h prima di lanciarsi lungo il rettilineo.
Durante i turni di prova il brasiliano ha mostrato performance superiori, ma nella tirata finale Jake Hughes ha messo a segno il giro più veloce con 218,71 km/h, mentre Lucas di Grassi si è fermato a 217,65 km/h nella prova ufficiale. La dinamica della competizione ha messo in evidenza la componente tattica: non basta solo la potenza, ma contano anche il setup e la gestione della trazione nel tratto iniziale e della resistenza aerodinamica lungo il rettilineo.
La base scelta per il tentativo è la GEN3, oggi considerata tra le monoposto elettriche più leggere e veloci: nel suo assetto standard raggiunge punte oltre i 322 km/h ed è utilizzata dagli 11 team e 22 piloti del campionato. Per l’assalto al record, però, la vettura è stata modificata su più fronti: la potenza della batteria è stata portata da 350 kW a 400 kW, e per la prima volta è stata sfruttata la trazione integrale per ottimizzare lo scatto durante l’accelerazione iniziale.
Oltre alla centralina e al pacco batterie, gli organizzatori hanno realizzato piccoli ma efficaci interventi sulla carrozzeria: le piastre terminali dell’ala anteriore, le alette e i deflettori sono stati prodotti tramite stampa 3D per ottenere un profilo aerodinamico più efficiente in rettilineo. Sul fronte pneumatici, Hankook ha fornito una nuova mescola morbida studiata per garantire maggiore aderenza istantanea, elemento chiave su una distanza così corta dove ogni decimo conta.
Il record dimostra come «piccoli» interventi su potenza, trazione e aerodinamica possano tradursi in miglioramenti sostanziali nelle prestazioni. Il progetto del record rientra in un più ampio programma di innovazione promosso dalla Federazione, che coinvolge partner tecnici e team come NEOM McLaren Formula E Team e Mahindra Racing. Le soluzioni sperimentate potrebbero trovare applicazioni nelle future evoluzioni dei regolamenti o nelle piattaforme di sviluppo per auto elettriche da competizione e consumo.
In sintesi, la prova di ExCeL London ha messo in luce non solo il valore del pilota — Jake Hughes — ma anche il ruolo decisivo di dettagli progettuali e materiali avanzati: la combinazione di maggiore potenza, trazione integrale, mescola studiata e componenti aerodinamici stampati in 3D ha consentito di entrare nel Guinness con 218,71 km/h su 346 metri, stabilendo un nuovo standard per le sfide indoor su veicoli elettrici.