Breve ritratto di Jeremy Alcoba: statistiche, tappe chiave e la transizione alle derivate dalla serie
Jeremy Alcoba Ferrer, nato a Tortosa il 15 novembre 2001, ha costruito la propria carriera tra le classi del mondiale a due ruote con progressioni costanti e passaggi decisivi.
Dalla comparsa nelle prime gare come wild card fino al ruolo da pilota titolare nel mondiale Supersport, la sua storia mette in evidenza adattabilità, risultati e una discreta continuità di rendimento. Nel corso degli anni ha totalizzato oltre cento gare nel mondiale (principalmente in Moto3 e Moto2) con alcuni podi e prestazioni degne di nota.
Nel palmarès e nelle statistiche figurano numeri che raccontano la sua evoluzione: esordio nel mondiale nel 2018, miglior piazzamento finale in una stagione tra i prototipi (11º), e il passaggio successivo alle derivate dalla serie con la nuova Kawasaki ZX-6R-636 nel 2026.
Il suo percorso è scandito da cambi di team e di moto, esperienze in squadre come Gresini, Intact GP e il progetto Yamaha VR46 Master Camp, che hanno contribuito alla sua maturazione tecnica e tattica.
Alcoba ha mosso i primi passi internazionali nel 2018 disputando alcune gare mondiali come pilota sostitutivo e wild card con il team Estrella Galicia 0,0, senza raccogliere punti in quella fase iniziale.
L’anno successivo è stato decisivo nel campionato CEV, dove ha conquistato il titolo con la Laglisse Academy su Husqvarna, dimostrando capacità di crescita rapida e competitività. Contemporaneamente ha raccolto apparizioni nel mondiale Moto3 con il Team Gresini in gare come Austria e Silverstone; risultati che, pur non essendo ancora ai vertici, hanno fornito esperienza sui circuiti iridati.
La vittoria nel CEV ha rappresentato per lui un biglietto d’ingresso verso impegni più consistenti in ambito mondiale.
Le gare disputate in Moto3 nel biennio successivo hanno alternato piazzamenti utili e ritiri: questi anni sono stati utili per consolidare la tecnica di guida e la gestione delle gare in gruppo. L’approccio metodico e la capacità di adattarsi a moto e team differenti hanno fatto emergere una propensione alla costanza, qualità che si sarebbe rivelata importante nei passaggi successivi di categoria.
Nel 2026 e nel 2026 Alcoba è rimasto a lottare in Moto3 con una Honda del team Kömmerling Gresini, condividendo il box con piloti come Gabriel Rodrigo. Nel 2026 è salito sul podio con un terzo posto in Portogallo e ha chiuso la stagione all’11º posto con 87 punti. L’anno seguente ha raccolto altre soddisfazioni, tra cui una seconda piazza in Catalogna, un terzo in Spagna e una pole position in Olanda, concludendo la stagione al 12º posto e 86 punti.
Durante il gran premio d’Italia al Mugello è stato coinvolto nell’incidente che ha visto la tragica morte di Jason Dupasquier; evento che ha segnato emotivamente la stagione e il paddock.
Il 2026 ha segnato il salto in Moto2 con il team Liqui Moly Intact GP, a bordo di una Kalex, compagno di squadra di Marcel Schrötter. La prima annata nella classe intermedia si è chiusa con 72 punti e il 18º posto in campionato, mostrando un periodo di adattamento alle potenze e alle dinamiche della categoria.
Nel 2026 è tornato sotto l’ala del Gresini Racing in Moto2, ottenendo come migliori risultati due quarti posti in Texas e Australia e chiudendo nuovamente 18º; nel 2026, nel box del Yamaha VR46 Master Camp, ha migliorato la posizione finale arrivando quindicesimo con altri piazzamenti prossimi alla top five.
Nel 2026 Alcoba ha cambiato radicalmente prospettiva passando alle derivate dalla serie: è diventato pilota titolare nel mondiale Supersport con la nuova Kawasaki ZX-6R-636.
In questa categoria si è distinto per regolarità, con costanti arrivi nella zona punti e due podi nelle fasi finali della stagione, che gli hanno permesso di classificarsi all’ottavo posto nella classifica iridata. I numeri di quel campionato raccontano un pilota capace di trasferire esperienza da piste e moto diverse su una piattaforma più vicina alle motociclette di serie.
Il passaggio da Moto2 a Supersport comporta adattamenti tecnici e tattici: le derivate dalla serie richiedono gestione del rapporto peso-potenza, set-up di ciclistica differente e stili di guida più orientati al grip meccanico.
Per Alcoba questa transizione ha evidenziato la sua capacità di apprendere in fretta, regolare traiettorie e conservare costanza di rendimento su gare lunghe e confronti sfruttando la scia e la strategia di gruppo.
In sintesi, la carriera di Jeremy Alcoba è la storia di un pilota che ha saputo seguire un percorso graduale: dai trionfi giovanili nel CEV, alle sfide tra i prototipi di Moto3 e Moto2, fino al nuovo capitolo nelle Supersport con Kawasaki.
Le premesse indicano che il futuro potrebbe riservargli altre opportunità sia in ambito SBK che in categorie internazionali, grazie a una combinazione di esperienza, adattabilità e risultati concreti.