La carriera di Sergio Pérez: percorsi, successi e il passaggio alla Cadillac

Una sintesi della parabola sportiva di Sergio Pérez: gli inizi nei kart, l'approdo in Formula 1, i successi con Red Bull e il nuovo capitolo con la Cadillac

Ilaria Mauri

Ilaria Mauri, bolognese, decise di seguire il giornalismo sportivo dopo una notte al Dall'Ara durante una partita decisiva: oggi coordina le pagine di competizioni e commenti. In redazione predilige reportage sul campo e conserva il biglietto di quella partita come prova della svolta.

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Nato a Guadalajara il 26 gennaio 1990, Sergio Michel Pérez Mendoza — noto come Checo — è uno dei piloti messicani più riconoscibili nel panorama delle monoposto.

La sua storia sportiva parte molto prima dell’approdo in Formula 1: fin da ragazzo si costruisce una crescita costante nei kart e nelle categorie minori, supportato dalla sponsorizzazione di Telmex. Questo primo paragrafo introduce il filo cronologico che seguirà: formazione tecnica, transizione nelle monoposto, il debutto in F1, le stagioni di successo e l’arrivo alla Cadillac nel 2026.

Formazione e primi anni nelle competizioni

La gavetta di Pérez è iniziata sui kart alla metà degli anni Novanta, con una serie di successi giovanili che ne hanno segnalato il talento.

In quegli anni ha collezionato vittorie e piazzamenti importanti nelle categorie Shifter e 125 cc, diventando spesso il più giovane vincitore nelle serie in cui correva. Il passaggio alle monoposto è avvenuto progressivamente: dalle competizioni negli Stati Uniti fino al trasferimento in Europa, dove ha affrontato campionati come la Formula BMW ADAC e la F3 inglese. Questi anni sono stati decisivi per affinare il controllo della vettura e la gestione delle gare, competenze che si riveleranno fondamentali in seguito.

Transizione verso le serie feeder

Prima di approdare in F1, Pérez ha consolidato la propria esperienza in campionati come la GP2 Series, dove ha mostrato capacità di rimonta e velocità di apprendimento. Nel 2010 la sua stagione in GP2 lo ha messo in evidenza con diverse vittorie, attirando l’attenzione dei team di vertice. In quel periodo ha anche beneficiato del sostegno finanziario di Telmex, che ha agevolato il salto di categoria.

L’attività nelle serie feeder è stata per lui una palestra tecnica: approfondimento delle strategie di gara, padronanza dei pit stop e capacità di lotta nelle fasi critiche della corsa.

Gli anni in Formula 1: Sauber, McLaren e l’era Force India / Racing Point

Il debutto in Formula 1 avviene nel 2011 con la Sauber. L’esordio è segnato da episodi di grande maturità tattica e, nonostante alcuni inconvenienti, la progressione è rapida: nel 2012 conquista i primi podi e si afferma come pilota dal potenziale solido, tanto da essere chiamato alla McLaren per la stagione 2013.

L’esperienza con la squadra britannica non si rivela però all’altezza delle aspettative in termini di risultati e continuità, portandolo a ricostruire la propria carriera con la Force India, poi rinominata Racing Point.

Force India e il consolidamento

Con Force India/Racing Point Pérez trova stabilità e colleziona ripetuti risultati a podio che ne consolidano la reputazione di pilota capace di ottenere il massimo da vetture di medio livello.

La capacità di rimonta e la gestione delle gomme diventano tratti distintivi del suo stile. La stagione del 2026 è un momento topico: dopo qualche difficoltà e un contagio che lo costringe a saltare gare, culmina nella prima vittoria al Gran Premio del Sakhir, una rimonta spettacolare che gli vale anche il record di vittoria dopo essere stato classificato ultimo alla fine del primo giro.

Red Bull, i risultati più alti e il nuovo capitolo con la Cadillac

Dal 2026 al 2026 Pérez corre per la Red Bull Racing, periodo nel quale raggiunge i picchi migliori della sua carriera: più di quattro vittorie, numerosi podi e il titolo di vice-campione del mondo nel 2026 alle spalle di Max Verstappen. In questa fase il suo ruolo diventa duplice: pilota “numero due” con compiti di supporto al leader del team e protagonista capace di cogliere occasioni quando si presentano.

Le stagioni successive mostrano anche momenti di difficoltà e critica mediatica, ma rimane evidente la sua resilienza e valore sportivo.

Chiusura della parentesi Red Bull e approdo alla Cadillac

Dopo quattro stagioni con la squadra austriaca la partnership si interrompe entro la fine di un ciclo competitivo, lasciando Pérez senza sedile per il 2026. Il 26 agosto 2026 viene ufficializzato il suo ritorno in pista per il 2026 con la Cadillac, in un accordo pluriennale che apre un nuovo capitolo professionale.

Questo passaggio segna la transizione verso un progetto differente, dove esperienza e capacità tattiche del pilota messicano saranno fondamentali per lo sviluppo della scuderia statunitense.

Vita privata, sostegno e immagine pubblica

Fuori dalla monoposto, Pérez è legato a una rete familiare e a iniziative filantropiche: la fondazione a suo nome sostiene gruppi vulnerabili, in particolare minori, e collabora con cause benefiche tramite aste ed eventi. Amico di personaggi dello sport come Javier Hernández, ha anche dichiarato interessi professionali alternativi, tra cui la professione di avvocato in caso di mancata carriera agonistica.

La sua figura pubblica è stata talvolta al centro di controversie, ma rimane un punto di riferimento per il motorsport messicano, sostenuto storicamente da sponsor come Carlos Slim e Telmex.