Un uomo senza fissa dimora, Mohamed Saidi, ha trascorso dodici ore di violenza a Milano, danneggiando auto, rubando e sfregiando una giovane donna alla stazione Duomo
Milano ha vissuto una giornata di tensione a causa di Mohamed Saidi, un 27enne algerino senza fissa dimora.
In poco più di dodici ore, l’uomo ha compiuto una serie di reati che hanno scosso la città, culminando con l’aggressione e lo sfregio di una giovane donna alla stazione Duomo.
La vicenda inizia all’alba del 9 luglio, quando alcuni residenti di corso Buenos Aires notano Saidi intento a danneggiare auto parcheggiate. La polizia lo intercetta in piazza Argentina, dove viene arrestato con l’accusa di tentato furto aggravato.
Durante la perquisizione, gli agenti trovano oggetti rubati da un’auto a Lambrate, aggiungendo un’altra accusa di furto aggravato.
Dopo il passaggio in questura, Saidi viene accompagnato in Tribunale per l’udienza per direttissima. Viene rilasciato con il divieto di dimora a Milano, ma poche ore dopo si ritrova di nuovo in manette. In via Torino, a un chilometro dal Palazzo di Giustizia, viene acciuffato dagli agenti della polizia locale dopo un breve inseguimento.
Poco prima, alle 15.45, Saidi aveva aggredito e sfregiato una 22enne marocchina sulla banchina della linea gialla del metrò sotto il sagrato della cattedrale. La giovane, in compagnia di amici, era in attesa del treno quando l’algerino l’ha avvicinata, insultandola e sferrandole un pugno in pieno viso. Poi, con un coltello, le ha inflitto uno sfregio permanente dalla guancia al collo.
Secondo le testimonianze, Saidi avrebbe rivolto alla ragazza parole in arabo, accusandola di averlo guardato. La giovane ha dichiarato di aver pensato di morire, con il sangue che le impediva di respirare. Gli amici della vittima hanno cercato di bloccarlo senza riuscirci, ma gli agenti di polizia locale lo hanno raggiunto e arrestato.
La ragazza è stata soccorsa al Policlinico in codice giallo. L’aggressore è stato arrestato per sfregio permanente aggravato dal porto abusivo di armi e resistenza a pubblico ufficiale.
Il reato specifico di cui dovrà rispondere è quello di deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso punito con la reclusione da 8 a 14 anni.
Il nucleo Antiterrorismo dei Ros di Milano sta facendo verifiche in Europa, tramite Interpol, su un’eventuale coinvolgimento di Saidi in ambienti radicalizzati. L’algerino sarà interrogato l’11 luglio nel carcere milanese di San Vittore.
La vicenda ha suscitato numerose reazioni politiche. Il capogruppo di FdI alla Camera dei deputati, Galeazzo Bignami, ha dichiarato: La brutale aggressione è un fatto gravissimo che impone una risposta ferma dello Stato: espulsione immediata per l’aggressore. Anche il segretario del Pd Milano Metropolitana, Alessandro Capelli, ha espresso vicinanza alla vittima, sottolineando l’importanza del diritto delle donne di vivere senza paura.