Lamborghini valuta in prospettiva una nuova Sterrato sulla base della Temerario, ma per ora la priorità resta sulle coupé, le spider e le versioni estreme
Negli ambienti automobilistici si discute della possibilità che Lamborghini torni ad esplorare la nicchia delle supercar con caratteristiche off-road.
La suggestione nasce dalle osservazioni del ceo Stephan Winkelmann, che ha lasciato intendere come la casa non escluda a priori il ritorno della sigla Sterrato, particolarmente apprezzata nella versione basata sulla Huracan.
Il concetto di un prodotto che unisca prestazioni estreme e capacità su fondi non asfaltati ha dimostrato di poter creare interesse: la prima Sterrato ha fatto parlare di sé per l’originalità della proposta e per la capacità di ritagliarsi una precisa fetta di mercato tra gli appassionati.
È su questa scia che oggi si valuta quale modello possa ospitare una nuova declinazione simile.
Un modello Sterrato non è semplicemente una versione rialzata di una supercar: è un progetto che richiede una filosofia progettuale diversa, capace di mantenere l’elemento prestazionale tipico del marchio pur adattandolo a condizioni più impegnative. In termini commerciali, questo tipo di variante crea una proposta distintiva che attrae collezionisti e clienti alla ricerca di qualcosa di unico.
Dal punto di vista del brand, inoltre, la Sterrato amplifica la capacità di Lamborghini di sperimentare senza snaturare la propria identità.
La prima incarnazione chiamata Sterrato, presentata su base Huracan, fece il suo esordio nel 2026 e sorprese per l’approccio anticonvenzionale. Quel modello dimostrò che una supercar può essere reinterpretata per affrontare sterrato leggero senza perdere il carattere tipico di Lamborghini. Per molti osservatori la riuscita commerciale e comunicativa di quell’operazione ha aperto la strada a possibili repliche in futuro.
Il candidato più plausibile per una nuova Sterrato è la Temerario, la vettura che ha preso il posto della Huracan nella gamma del marchio. La Temerario monta una piattaforma ibrida che unisce un propulsore 4.0 V8 biturbo con unità elettriche, per una potenza complessiva dichiarata di circa 920 CV. Questa architettura consente margini interessanti per adattamenti come rialzi di assetto, protezioni inferiori e pneumatici dedicati, pur mantenendo la spinta e la reattività tipiche di una supercar.
Per trasformare una Temerario in una vera Sterrato servirebbero interventi mirati: un assetto rialzato con sospensioni riviste, rinforzi per paraurti e sottoscocca, mappe motore e gestione della coppia ottimizzate per condizioni a bassa aderenza, oltre a sistemi di raffreddamento rinforzati per preservare prestazioni in condizioni gravose. Anche la scelta degli pneumatici e delle geometrie di sterzo assume un ruolo cruciale, così come la gestione elettronica delle unità elettriche presenti nella piattaforma ibrida.
Intervistato da una testata specializzata, il ceo Stephan Winkelmann ha ricordato come le risorse siano un fattore determinante nelle scelte di prodotto: al momento l’attenzione è focalizzata sulle varianti più tradizionali della nuova supercar, come le versioni coupé, le spider e le declinazioni ancora più estreme. Lo stesso dirigente ha però riconosciuto che realizzare una Sterrato alla fine del ciclo di vita di un modello può avere senso, lasciando uno spiraglio per il futuro: «non è nei piani oggi, ma mai dire mai».
Nel breve periodo è dunque più probabile vedere una Temerario Spyder e versioni ulteriormente potenziate ispirate alle eredi della Huracan STO e Performante, con potenze che potrebbero avvicinarsi ai 950 CV. Solo in una fase successiva, e se il mercato e le risorse lo consentiranno, Lamborghini potrebbe riprendere seriamente l’idea di una supercar pronta anche per la terra battuta.
In conclusione, la possibilità di una nuova Sterrato esiste ed è tecnicamente plausibile sulla base della Temerario, ma per vederla concreta gli appassionati dovranno probabilmente attendere.
Nel frattempo il marchio sembra orientato a consolidare la linea principale con varianti aperte e modelli ad alte prestazioni, lasciando aperta la porta a futuri esperimenti.