leclerc leader dei test a sakhir: analisi del day-2 e confronti col day-1

Leclerc firma il miglior crono del secondo giorno a Sakhir, Norris accumula chilometri e Mercedes fatica: un primo bilancio utile in vista delle prossime giornate di test.

Sarah Finance

Ha trascorso anni davanti agli schermi con i grafici che si muovevano mentre il resto del mondo dormiva. Conosce l'adrenalina di un'operazione giusta e il freddo di una sbagliata. Oggi analizza i mercati senza i conflitti d'interesse di chi vende prodotti finanziari. Quando parla di investimenti, parla come qualcuno che ha messo in gioco soldi veri, non solo teorie.

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La prima tranche dei test invernali a Sakhir ha lasciato segnali contrastanti: qualche spunto convincente ma anche più di un punto interrogativo.

Charles Leclerc ha fatto brillare il cronometro nel secondo giorno, mentre Lando Norris si è distinto per continuità e chilometraggio. Tuttavia, tra programmi differenti e piccoli guasti, è ancora presto per tracciare una gerarchia definitiva: le prove servono soprattutto a mettere a punto assetti, capire il comportamento delle mescole e verificare le power unit.

Cosa dicono i tempi
– Nel day‑2 (12/02/2026) Leclerc ha fatto segnare il miglior tempo in 1:34.273, con gomme Pirelli C3, la più morbida utilizzata in giornata.

Ha anche svolto una simulazione di Gran Premio e ha chiuso con 139 giri, privilegiando i long run.
– Lando Norris ha risposto con 1:34.784 su C2 e il chilometraggio più alto della sessione: 149 tornate. La McLaren ha sfruttato molto la pista per accumulare dati di affidabilità.
– Dietro ai due top troviamo Oliver Bearman (Haas) con 1:35.394 e 130 giri, e George Russell (Mercedes) con 1:35.466.

Isack Hadjar ha chiuso la top‑5 con 1:36.561.

Perché i conti non tornano subito
I crono vanno presi con cautela perché ogni team ha obiettivi diversi: alcuni hanno cercato il tempo sull’unico giro pulito, altri hanno fatto chilometri per misurare degrado e consumi. Variano mescole (C2 vs C3), carichi di carburante e set‑up: tutto questo rende i paragoni diretti poco affidabili. Inoltre, la pista di Sakhir presenta condizioni che mutano con le temperature e l’usura dell’asfalto, fattori che influiscono su grip e usura pneumatici.

Affidabilità e programmi: il valore dei chilometri
Il parametro più utile in queste prime prove rimane il chilometraggio. Più giri significa più telemetria per testare motore, aerodinamica e comportamento su long run. La McLaren, con Norris a 149 passaggi, ha mostrato un pacchetto meccanicamente solido; la Ferrari ha invece sfruttato Leclerc per raccogliere dati a pieno carico e tarare assetti. Per molti team la priorità in questo momento è l’affidabilità più che la pura prestazione.

Chi ha brillato inaspettatamente
La Haas è stata una bella sorpresa: Bearman terzo con buon numero di giri indica che il team può giocarsi posizioni nel centro gruppo. Anche la Red Bull ha portato avanti il programma: nonostante un problema al cambio in mattinata con Hadjar, nel corso della giornata è stata completata una simulazione di gara.

Dove hanno faticato Mercedes e Aston Martin
Mercedes ha avuto una battuta d’arresto con un guasto alla power unit che ha impedito ad Andrea Kimi Antonelli di girare nella mattina e ha reso necessaria la sostituzione del motore.

Nel pomeriggio George Russell è tornato in pista ma la sessione è finita prima del previsto dopo 54 giri. Aston Martin ha invece lamentato mancanza di passo e un comportamento della vettura tutt’altro che convincente: Lance Stroll ha parlato di un divario percepito importante rispetto ai migliori, mentre Fernando Alonso, pur con 98 giri all’attivo, non è rimasto soddisfatto.

Le variabili da tenere sotto controllo
Tra gli elementi che stanno rallentando la costruzione di un quadro chiaro ci sono il carico di carburante, il tipo di mescola impiegata e lo stato di sviluppo delle power unit.

Le interruzioni per verifiche tecniche e i piccoli guasti hanno spezzato alcuni programmi, limitando l’utilità di confronti puramente cronometrici. I tecnici, intanto, continuano a scrutare telemetria, consumi e comportamento aerodinamico per correggere assetti e strategie.

Cosa aspettarsi dalle prossime giornate
Nei prossimi turni di prove le squadre seguiranno principalmente due strade: consolidare i long run per valutare consumi e degrado pneumatico, e testare eventuali aggiornamenti tecnici. Il chilometraggio cumulato resterà l’indicatore più concreto per capire quanto siano vicine le monoposto a una configurazione pronta per la gara.

Riepilogo rapido del day‑2
– 1° Charles Leclerc — 1:34.273 (C3) — 139 giri
– 2° Lando Norris — 1:34.784 (C2) — 149 giri
– 3° Oliver Bearman — 1:35.394 — 130 giri
– 4° George Russell — 1:35.466 — 54 giri
– 5° Isack Hadjar — 1:36.561

Confronto col day‑1
Il giorno precedente (11/02/2026) Norris aveva segnato 1:34.669 su C2 e Max Verstappen era a 0,129 secondi su C3; Leclerc era terzo con 1:35.190 su C3.

Anche in questo caso le differenze riflettono scelte di programma e mescole, più che un reale divario prestazionale. I prossimi giorni serviranno a confermare tendenze, a verificare le correzioni apportate e, soprattutto, a mettere più chilometri nelle macchine prima dell’inizio del campionato.