M24 a Le Mans: il nuovo museo del motorsport tra F1 e endurance

A Le Mans nasce M24: un museo di 8.600 metri quadrati che apre al pubblico il 28 maggio 2026 con centinaia di pezzi storici, esperienze multimediali e una collezione che spazia dalla 24 Ore alla Formula 1.

Francesca Lombardi

Francesca Lombardi, fiorentina, prese appunti tecnici dal primo box di un circuito toscano e da allora firma approfondimenti sui motori. In redazione sostiene un approccio metodico alle prove su pista, cura il format 'tecnica e cronaca' e conserva i fogli di appunti del debutto tecnico in autodromo.

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All’ingresso principale del celebre circuito della Sarthe è nato un nuovo spazio pensato per gli appassionati di corse: M24 – Motorsport Museum.

La struttura, frutto della collaborazione tra l’Automobile Club de l’Ouest (ACO) e il collezionista e imprenditore Richard Mille, propone un percorso espositivo che copre oltre un secolo di competizioni automobilistiche. Il museo sarà accessibile al pubblico a partire dal 28 maggio 2026 e sfrutta sia la galleria storica inaugurata nel 1961 sia una nuova ala firmata dall’architetto Frédéric Audevard.

L’allestimento punta a offrire non solo una collezione statica, ma una narrazione coinvolgente dei momenti chiave della storia del motorsport.

Tra le novità più evidenti ci sono installazioni multimediali, ricostruzioni dei box e simulazioni pensate per avvicinare visitatori di tutte le età alla tecnica e alle emozioni delle gare. La filosofia del progetto cerca di bilanciare la conservazione di pezzi storici con l’uso di tecnologie interattive per contestualizzare innovazione e sfide tecniche che hanno segnato l’evoluzione dell’automobile da corsa.

La collezione e i pezzi di punta

Il nucleo della esposizione comprende circa 197 pezzi principali tra vetture e oggetti di valore, oltre a migliaia di modellini.

Tra le auto autentiche spiccano esemplari simbolo della storia del motorsport: dalla Ferrari F2002 guidata da Michael Schumacher alla Bentley vincitrice della 24 Ore del 1924, fino alla Mercedes W09 collegata al titolo mondiale di Lewis Hamilton. La varietà comprende monoposto di Formula 1, prototipi endurance, vetture di rally e modelli di IndyCar, offrendo un panorama ampio sulle discipline che hanno fatto la storia delle corse.

Cimeli e memoria delle gare

Accanto alle vetture vengono esposti oggetti che raccontano storie personali e collettive: tute indossate da piloti leggendari come Ayrton Senna e Jacky Ickx, trofei storici come la Coppa Rudge-Whitworth della prima edizione della 24 Ore del 1923 e materiali tecnici che illustrano l’evoluzione della sicurezza e delle prestazioni. Questi reperti servono a tracciare un filo temporale che mette in relazione momenti epici delle gare con i progressi tecnologici che li hanno resi possibili.

Spazi, numeri e progetto architettonico

Il nuovo corpo museale si estende su circa 8.600 metri quadrati, integrando la vecchia struttura con una aliA contemporanea progettata per flussi di pubblico elevati. Il percorso è suddiviso in dodici aree tematiche che guidano il visitatore attraverso episodi principali come la storia della 24 Ore di Le Mans, l’epoca d’oro della Formula 1, le competizioni di endurance e le imprese nel mondo del rally.

L’obiettivo degli ideatori è rendere il museo un punto di riferimento stabile per gli appassionati che raggiungono Le Mans durante tutto l’anno.

Modellini e partecipazione volontaria

Una delle attrazioni consistenti è la grande collezione di modellini: circa 4.800 miniatura che riproducono le vetture schierate alla 24 Ore dal 1923 fino ai giorni nostri. Questo lavoro è stato in gran parte curato da gruppi di volontari, sottolineando come il progetto voglia coinvolgere la comunità e valorizzare la memoria collettiva delle gare attraverso contributi appassionati e dettagliati.

Dimensione internazionale e pubblico

Per dare all’istituzione una visibilità globale è stato scelto un ruolo di patron internazionale: Lewis Hamilton figura come ambasciatore del museo con l’intento di avvicinare le nuove generazioni e rafforzare l’attrattiva internazionale. All’inaugurazione ufficiale hanno partecipato personalità provenienti dallo sport e dallo spettacolo, a conferma dell’interesse trasversale verso un progetto che unisce cultura, storia e intrattenimento.

Il museo non si limita a celebrare i trofei, ma intende spiegare le trasformazioni tecnologiche e le storie umane dietro alle vittorie.

Attraverso una combinazione di esposizioni statiche, installazioni digitali e sezioni ricostruite, M24 si propone come un luogo dove si può comprendere l’evoluzione tecnica dell’auto da corsa e rivivere i momenti che hanno segnato il motorsport mondiale.

Con l’apertura di M24, Le Mans consolida la sua posizione come capitale dell’endurance offrendo ai visitatori un nuovo punto di riferimento permanente dedicato alla storia e alla cultura delle corse automobilistiche.