mercato premium in tensione: i conti di mercedes nel 2026 e le mosse per il rilancio

report 2026: utili operativi e netti quasi dimezzati, ricavi in calo e volumi in contrazione; Stoccarda scommette su efficienza, oltre 40 novità entro il 2027 e investimenti in software per invertire la rotta

Mariano Comotto

Specialista nell'arte di farsi trovare online, dai motori di ricerca tradizionali alle nuove AI come ChatGPT e Perplexity. Analizza come l'intelligenza artificiale sta cambiando le regole della visibilità digitale. Strategie concrete per chi vuole esistere nel web del futuro, non solo in quello di ieri.

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Mercedes-Benz ha registrato nel 2026 un peggioramento degli indicatori di redditività, pur mantenendo la solidità finanziaria del gruppo.

I risultati comunicati mostrano tensioni operative legate a fattori esterni, tra cui i dazi sulle importazioni, l’andamento sfavorevole dei cambi e una competizione intensa in mercati chiave come la Cina. La direzione sottolinea il controllo dei flussi di cassa e una rigorosa disciplina sui costi come elementi che hanno limitato l’impatto.

performance e contesto operativo

I dati mostrano un trend chiaro: la pressione sui margini deriva prevalentemente da costi esterni e dinamiche competitive regionali.

Dal punto di vista strategico, la combinazione di oneri legati ai dazi e svalutazioni valutarie ha ridotto la redditività operativa. Le aree con maggiore tensione includono i mercati asiatici, dove la competizione di marchi locali e globali è particolarmente intensa.

I numeri chiave del bilancio 2026

I dati mostrano un trend chiaro: il gruppo evidenzia un calo rilevante della redditività operativa e del risultato netto, pur mantenendo volumi significativi di vendita.

L’EBIT ha registrato circa 5,8 miliardi di euro, una riduzione del -57% rispetto all’esercizio precedente. Il risultato netto è stato di circa 5,1 miliardi di euro, con un calo del -49,6% anno su anno.

I ricavi consolidati si sono attestati attorno a 132,2 miliardi di euro, in diminuzione di circa il -9%. Sul fronte dei volumi, le consegne complessive di autovetture e veicoli commerciali sono state circa 2,16 milioni di unità, pari a un -9% rispetto all’anno precedente.

La domanda di vetture elettriche ha mostrato segni di ripresa: le immatricolazioni nel secondo semestre sono cresciute del +23%. Dal punto di vista strategico, questa dinamica indica una progressiva ricomposizione del mix prodotti verso veicoli a basse emissioni.

Le tensioni operative nei mercati asiatici si riflettono sui margini e sui volumi, contribuendo alle variazioni sopra riportate. Il framework operativo del gruppo dovrà prioritizzare margini e presenza prodotto per stabilizzare la redditività.

fattori che hanno inciso sui risultati

I dati mostrano un trend chiaro: i principali fattori che hanno compresso la redditività sono stati dazi elevati verso gli USA, movimenti valutari sfavorevoli e la perdita di terreno nel mercato cinese. Questi elementi hanno ridotto i margini operativi pur con volumi di vendita ancora significativi.

Dal punto di vista strategico, la sede di Stoccarda ha sottolineato risparmi nella divisione auto per oltre 3,5 miliardi di euro, ottenuti tramite un piano di cost control volto a preservare liquidità e capacità di investimento.

Il framework operativo del gruppo dovrà ora prioritizzare margini e presenza prodotto per stabilizzare la redditività; il monitoraggio della performance resterà cruciale nei prossimi rendiconti trimestrali.

posizionamento rispetto ai concorrenti premium

Dopo la stabilizzazione dei margini, l’attenzione si concentra sul posizionamento competitivo nel segmento premium. I dati sui volumi riferiti agli autoveicoli mostrano significative differenze tra i principali costruttori.

BMW registra circa 2,2 milioni di vetture, con una crescita lieve pari a +0,5%.

Mercedes si attesta intorno a 1,8 milioni di unità, con un calo del 9%. Audi dichiara circa 1,6 milioni di vetture, in flessione del 2,9%.

Dal punto di vista strategico, i numeri indicano che BMW ha mantenuto quota con azioni commerciali e gamma rinnovata. Audi ha limitato il calo grazie all’espansione delle motorizzazioni elettriche. Mercedes soffre maggiormente la contrazione, suggerendo la necessità di interventi su prodotto e prezzo.

interpretazione del confronto

Segue la precedente analisi sul posizionamento: Mercedes evidenzia una transizione difficile verso l’elettrico che incide su margini e volumi. I dati mostrano un trend chiaro: la pressione competitiva e i costi di trasformazione stanno comprimendo la redditività.

La differenza tra le consegne complessive e i volumi riferiti alle sole auto deriva dalla distinzione tra tutti i veicoli consegnati e le autovetture. Questa distinzione è utile per valutare la posizione commerciale del gruppo e per isolare l’impatto delle attività non auto sulla performance complessiva.

Dal punto di vista strategico, la contrazione richiede interventi su prodotto e prezzo e un riallineamento della gamma verso modelli elettrici a marginalità sostenibile. Il framework operativo suggerisce monitoraggio puntuale di mix prodotto e iniziative di pricing per contenere l’erosione delle marginalità.

La strategia per il 2026 e oltre

In continuità con il monitoraggio del mix prodotto e le iniziative di pricing, Mercedes ha delineato un piano su tre assi per arrestare l’erosione delle marginalità.

Dal punto di vista strategico la casa punta a rilanciare l’efficienza operativa, ampliare l’offerta prodotto e rafforzare il software di bordo. Il programma annunciato prevede oltre 40 aggiornamenti e lanci entro il 2027, con forte attenzione a tecnologie digitali e servizi di connettività. L’obiettivo è stabilizzare i ricavi e recuperare competitività in mercati chiave, in particolare in Asia.

Rischi e leve operative

Il gruppo punta sull’ulteriore ottimizzazione della catena dei costi, sullo sfruttamento dei risparmi già realizzati e sulla capacità di monetizzare nuove funzionalità software in grado di generare ricavi ricorrenti.

Permangono tuttavia rischi legati a politiche commerciali internazionali e all’evoluzione della domanda per i veicoli elettrici, fattori che possono condizionare il ritmo del recupero.

Il 2026 ha fotografato un gruppo sotto pressione ma con fondamentali ancora sostanzialmente solidi: il bilancio registra perdite sui profitti, ma conserva disponibilità di cassa e misure di contenimento dei costi che assicurano margini di manovra. La sfida dei prossimi trimestri consiste nel trasformare i risparmi e i nuovi prodotti in una ripresa sostenibile delle vendite e della redditività, mentre la concorrenza nel segmento premium non mostra segni di attenuazione.