Mondiale MotoGP 2026: Marquez favorito e le squadre pronte alla sfida in Thailandia

Marc Marquez arriva in Thailandia come il riferimento dopo i test di Buriram; Aprilia, Ducati, Honda e KTM hanno armi per rispondere, mentre duelli e trasferimenti potrebbero riscrivere gli equilibri

Roberto Investigator

Tre scandali politici e due frodi finanziarie portate alla luce. Lavora con un metodo quasi scientifico: molteplici fonti, documenti verificati, zero assunzioni. Non pubblica finché non è a prova di proiettile. Un buon giornalismo investigativo richiede pazienza e paranoia in egual misura.

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Il paddock della MotoGP si prepara a riaccendere i motori con gli occhi puntati su Marc Marquez, emerso come il pilota da battere dopo le sessioni di prove a Buriram.

I test hanno tracciato un quadro chiaro: da un lato la continuità di rendimento dello spagnolo sulla Ducati ufficiale, dall’altro una schiera di avversari pronti a insidiare il suo dominio, tra conferme tecniche e voci di mercato che agitano il box.

Questa panoramica mette in luce non solo i valori in pista, ma anche le trasformazioni che attendono la classe regina: cambi regolamentari e novità motoristiche stanno già indirizzando strategie e programmi dei team, mentre alcuni piloti emergono come possibili protagonisti della stagione.

Lo stato dei favoriti e i principali antagonisti

Marc Marquez si presenta come il riferimento principale grazie alla combinazione di velocità pura e costanza sul ritmo gara. Nonostante il periodo di recupero dall’infortunio alla spalla, le prestazioni mostrano che la sua capacità di spingere al limite rimane intatta. Alle sue spalle si sono messi in evidenza piloti come Marco Bezzecchi e Francesco Bagnaia: il primo ha impressionato per la regolarità nei long run con l’Aprilia, mentre Bagnaia sembra aver trovato maggiore confidenza con la GP26 rispetto all’anno precedente.

I contendenti con esperienza mondiale

Nel novero dei possibili sfidanti figurano anche più campioni del mondo: Jorge Martín con l’Aprilia, Fabio Quartararo con la Yamaha (che sta affrontando un significativo ripensamento tecnico) e Joan Mir con la Honda HRC. A loro si aggiungono Alex Marquez e altri piloti come Pedro Acosta e Johann Zarco, che possono giocare un ruolo da protagonisti in singole gare pur non apparendo, al momento, come favoriti per la corona iridata.

Novità tecniche e impatto sul campionato

Oltre alla competizione tra piloti, il circus si sta muovendo in vista di cambi regolamentari che ridisegneranno il futuro della classe regina. A partire da specifiche come miglioramenti sulla sostenibilità e modifiche aerodinamiche, i team stanno adattando sviluppi tecnici per non restare indietro. Tra le case, la Yamaha ha introdotto un nuovo motore a V4, simbolo di un cambio di filosofia che richiede tempo per essere ottimizzato.

La Honda e le sorprese potenziali

La Honda HRC mostra segnali di ripresa: i riscontri cronometrici e i podi ottenuti in alcune gare precedenti suggeriscono che la casa giapponese potrebbe tornare competitiva. Un recupero stabile della performance per Honda rappresenterebbe una delle possibili sorprese della stagione, soprattutto se accompagnato da affidabilità e sviluppo coerente.

Mercato piloti e nuovi ingressi

Nel paddock non mancano le voci di mercato che potrebbero influenzare gli equilibri a medio termine.

Tra i rumor più caldi c’è quello che riguarda Francesco Bagnaia e una possibile futura collaborazione con l’Aprilia a partire dalla rivoluzione tecnica successiva. Spostamenti del genere non incidono solo sulle singole scelte dei box, ma anche sulle sinergie di sviluppo tra pilota e squadra.

Allo stesso tempo arrivano volti nuovi e ruoli inediti: Toprak Razgatlioglu, con il suo eccellente curriculum nel WorldSBK, approda nella top class con una moto del team Prima pramac yamaha, mentre Diogo Moreira rappresenta l’emergere di nuove nazionalità, portando il Brasile di nuovo nella griglia della MotoGP dopo anni.

Prospettive e cosa osservare durante la stagione

Guardando avanti, la stagione sarà decisa da chi saprà coniugare performance di punta e costanza: le vittorie richiedono sia ritmo gara che gestione degli imprevisti. Sarà cruciale monitorare l’affidabilità tecnica, la capacità di adattamento alle novità regolamentari e la gestione degli infortuni che possono cambiare rapidamente i piani dei team.

Attenzione anche alle scelte strategiche nei box: collaborazioni recenti, come quella tra KTM e figure tecniche di spicco, potrebbero restituire risultati tangibili in pista.

Infine, gli sviluppi di Yamaha e i progressi di Honda saranno indici importanti per capire se il dominio di Marquez sarà sfidato con continuità o se si tratterà di singole incursioni di altri team.