Panoramica sulla MotoGP 2026: Marquez favorito, Ducati dominante e una schiera di competitor pronti a complicare la battaglia per il titolo
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La stagione della Motogp 2026 si apre con un clima di attesa: il calendario partirà dal Gran Premio di Thailandia e proseguirà fino a novembre, confermando un formato lungo e intenso.
Al centro dei pronostici resta la dominante presenza di Ducati, che si presenta con una linea di piloti molto competitiva tra team ufficiali e satellite; questa distribuzione di forze rende la casa di Borgo Panigale il punto di riferimento per il campionato.
In parallelo c’è la narrativa personale di Marc Marquez: campione in carica dopo la stagione 2026, il pilota spagnolo è considerato il principale candidato alla conferma del titolo. Le sue parole dai test e dalle presentazioni lasciano intravedere fiducia, ma anche realismo sulle condizioni fisiche e sul lavoro ancora da fare.
Marc Marquez arriva al 2026 con lo status di favorito per vari motivi: il successo nel 2026 ottenuto con alcune gare di anticipo, la capacità di adattarsi alla Desmosedici e la serenità mostrata dopo aver superato anni difficili. Tuttavia, dalle sessioni di prova emergono questioni importanti: Marquez ha ammesso che la sensazione in sella non è ancora perfetta e che la gestione di lunghe long run resta una sfida.
Questo mix di esperienza, talento e piccoli limiti fisici determina un quadro in cui la sua leadership è credibile, ma non priva di fragilità.
I test svolti a Sepang e gli ultimi preparativi a Buriram (in programma il 21 e 22 febbraio) saranno fondamentali per capire la reale condizione del campione. Marquez ha evidenziato come la moto sia migliorata durante l’inverno ma ha anche sottolineato la necessità di progressi graduali: la messa a punto aerodinamica e la possibilità di tornare su scelte tecniche precedenti offrono margini di manovra, mentre il suo approccio cauto riflette la volontà di non forzare il ritorno fisico.
Dietro Marquez non mancano candidati con qualità e ambizioni: Marco Bezzecchi su Aprilia ha dimostrato nelle ultime stagioni di poter competere costantemente, grazie anche a una RS-GP capace di regalare velocità e stabilità; la sua annata precedente ha portato vittorie e podi che lo pongono come alternativa concreta. Pecco Bagnaia, due volte campione del mondo, rimane un pilastro della lotta al titolo, anche se le previsioni lo danno leggermente più indietro rispetto al passato; la sua esperienza resta però un fattore chiave nelle gare lunghe e nelle sfide mentali.
Anche Alex Marquez va considerato un protagonista: vicecampione del mondo, è passato a una Ducati ufficiale con il team Gresini e dichiarazioni pubbliche sia sue sia del fratello confermano che la sua figura è ormai parte integrante del gruppo dei contendenti. Tra i giovani, occhi puntati su Pedro Acosta (KTM) e Fermin Aldeguer (Gresini): entrambi possiedono talento grezzo e potenziale per ottenere risultati importanti.
Va comunque segnalato che Aldeguer è alle prese con il recupero da una frattura al femore e potrebbe saltare i test di Buriram e il primo Gran Premio in Thailandia, un dettaglio che altera le carte in tavola per le parti satellite.
Oltre alle condizioni fisiche dei piloti, la stagione 2026 presenterà sfide tecniche: l’evoluzione della GP26 rispetto alla GP25, le scelte aerodinamiche e la gestione del motore sono aspetti che peseranno sui risultati.
Ducati ha lavorato intensamente durante l’inverno e i primi riscontri sono positivi, ma ogni circuito proporrà prove diverse e i test invernali non bastano a garantire un dominio assoluto. In questo contesto, squadre come Aprilia e KTM possono cogliere opportunità in gara se riusciranno a sviluppare costanza.
Dal punto di vista umano, la motivazione dei piloti farà la differenza: Marquez stesso ha spiegato di sentire oggi meno pressione personale rispetto all’anno della conquista del nono titolo, ma mantiene la volontà di lottare al massimo per il team.
Questa miscela di serenità e ambizione potrebbe trasformarsi in un vantaggio competitivo se la forma fisica seguirà il progresso tecnico.
I prossimi test e il primo appuntamento al Chang International Circuit saranno il primo banco di prova per verificare se le impressioni invernali si trasformeranno in prestazioni concrete.