MotoGP: Qatar in bilico e Liberty Media cambia calendario e formato

Le minacce nella regione del Golfo mettono in dubbio il GP del Qatar; nel frattempo Liberty Media, proprietaria dal luglio 2026 con l'84% di Dorna, ridefinisce calendario, spettacolo e finale di stagione

Sofia Rossi

Otto anni in laboratorio tra provette e microscopi in centri di ricerca farmaceutica d'eccellenza. Poi ha capito che la vera sfida era un'altra: far arrivare la scienza a chi ne ha bisogno. Durante la pandemia ha tradotto paper scientifici in articoli che tua nonna poteva capire - senza perdere un grammo di accuratezza. Quando leggi un suo pezzo sulla salute, sai che dietro c'è chi ha davvero indossato il camice.

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La crescente instabilità in Medio Oriente ha iniziato a influenzare anche il calendario della MotoGP.

Dopo l’avvio stagionale con il GP di Thailandia del 28 febbraio-1 marzo e con i round programmati in Brasile (20-22 marzo) e negli Stati Uniti (27-29 marzo), il Gran Premio del Qatar in programma per il 10-12 aprile è oggi sotto osservazione a causa di tensioni e attacchi nella regione che coinvolgono infrastrutture aeree e urbane.

La promozione del campionato è gestita da MotoGP Sports Entertainment (nuova sigla di Dorna) e, dallo scorso luglio 2026, dal gruppo Liberty Media, che detiene l’84% delle quote.

Questa doppia emergenza — sicurezza sul campo e riorganizzazione strategica — mette sotto pressione decisioni delicate sulla logistica, sugli accordi commerciali e sul posizionamento delle gare nel calendario mondiale.

Rischio e possibili riprogrammazioni per il GP del Qatar

L’attività militare nella regione ha provocato attacchi con droni che hanno colpito obiettivi come l’aeroporto di Doha, aumentando i livelli di allerta. Di conseguenza, gli organizzatori stanno valutando di non cancellare immediatamente il round di Losail ma di riprogrammarlo nelle fasi finali della stagione.

Tra le ipotesi emerse c’è lo spostamento del GP del Qatar al weekend del 7-8 novembre, trasformando la gara in parte della tripla finale insieme all’Australia e alla Malesia.

Scenari alternativi e impatti logistici

Una riproposizione del GP di Losail a novembre comporterebbe effetti a catena: il calendario dovrebbe essere ritoccato per evitare sovrapposizioni e gestire spostamenti di staff e materiale. Si parla di uno slittamento di Portimão dal weekend del 14-15 novembre al 21-22 novembre e di una chiusura del mondiale a Valencia il 28-29 novembre; ciò implicherebbe anche lo spostamento del test collettivo ufficiale 2027 al 30 novembre o al 1° dicembre.

MotoGP Sports Entertainment preferisce esplorare tutte le opzioni di movimentazione prima di considerare la cancellazione definitiva, viste le pesanti ricadute economiche e sportive.

La strategia commerciale di Liberty Media

Parallelamente alla gestione delle emergenze, Liberty Media sta imprimendo una svolta al format della MotoGP: più show, maggiore attenzione al pubblico giovane, e un posizionamento globale che tende a ridurre la predominanza europea. Le modifiche non riguardano solo comunicazione e intrattenimento, ma anche il calendario e gli aspetti tecnici, con cambi importanti attesi dal 2027.

L’obiettivo dichiarato è trasformare il weekend di gara in un evento multiforme, dove la corsa resta centrale ma affiancata da musica e spettacoli per attrarre nuovi fan.

Adelaide e il ritorno al circuito cittadino

Una delle mosse più discusse è lo spostamento, dal 2027 al 2032, del GP d’Australia da Phillip Island al tracciato cittadino di Adelaide. Si tratta del ritorno a un circuito cittadino per la MotoGP dopo decenni: la scelta risponde a logiche commerciali e di spettacolo, perché un centro urbano attira più pubblico e opportunità di intrattenimento.

Liberty Media mira a posizionare proprio Adelaide come gara conclusiva del mondiale a partire da novembre 2027, spostando progressivamente l’importanza di Valencia verso metà stagione nonostante il contratto di Cheste in scadenza a fine 2031.

Conseguenze sportive ed economiche

I cambiamenti ipotizzati avranno impatti concreti: dal punto di vista economico, lo spostamento o la cancellazione del GP del Qatar comporterebbe significative perdite per promotori, sponsor e indotto locale. Sul piano sportivo, la riorganizzazione del calendario potrebbe liberare slot: ad esempio il MotorLand Aragón è stato indicato come possibile cedente di una data che permetterebbe il ritorno del GP d’Argentina, benché Termas de Río Hondo presenti problemi strutturali ed economici.

Nel frattempo, la concentrazione crescente di appuntamenti fuori dall’Europa e la riduzione dell’incidenza spagnola (che nel 2026 conta quattro GP: Jerez, Catalunya, Aragón e Valencia) segnano una nuova direzione per il Motomondiale.

In conclusione, la MotoGP si trova in un periodo di transizione complesso: le tensioni nel Golfo obbligano a scelte operative immediate sul GP del Qatar, mentre l’azione strategica di Liberty Media promette una trasformazione a medio termine del format e del calendario.

Decisioni definitive sono attese a breve, ma è già chiaro che il prossimo biennio segnerà un cambiamento significativo nell’identità e nella geografia del campionato.