Mugello festeggia 50 anni del gran premio d’Italia

Il Mugello compie 50 anni come teatro storico del MotoGP: rivivi i momenti chiave, i campioni e le attese per il 31 maggio 2026

Marco Pellegrini

Travel journalist, 70+ paesi visitati. Reportage e itinerari fuori rotta.

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Il circuito del Mugello, a Scarperia (Firenze), si appresta a celebrare il suo mezzo secolo di legami con il motomondiale.

La prima edizione sul tracciato toscano risale al 16 maggio 1976, una data che ha segnato l’inizio di una serie di imprese e di duelli memorabili. Da allora il Mugello è diventato sinonimo di spettacolo, curve veloci e un pubblico appassionato che trasforma ogni fine settimana di gara in una festa per gli occhi e per il rumore dei motori.

La ricorrenza sarà celebrata durante il Gran premio d’Italia fissato per il 31 maggio 2026, appuntamento che promette di mettere in primo piano le case italiane e i piloti locali.

Il circuito ha ospitato generazioni di campioni e ha visto alternarsi epoche tecniche diverse: dalle 500cc a carburatore fino alla moderna era del MotoGP con motori e elettronica all’avanguardia. In questa cornice si intrecciano rimonte, pole position leggendarie e momenti che hanno contribuito a costruire la mitologia del luogo.

Un palcoscenico di campioni e cambi di era

Fin dalle prime stagioni il Mugello ha regalato immagini indelebili. Nella gara inaugurale del 1976 la pole fu firmata da Giacomo Agostini, mentre a vincere fu Barry Sheene, già icona delle due ruote.

Negli anni successivi si susseguirono exploit come quelli di Kenny Roberts nel 1978 e di Freddie Spencer nel 1986. La pista ha accompagnato il passaggio generazionale degli anni ’90: il trionfo di Kevin Schwantz nel 1992 e la dominio di Mick Doohan, che ottenne cinque successi consecutivi tra il 1994 e il 1997, testimoniano come il Mugello sia stato teatro di supremazie tecniche e atletiche.

Anni ’90: nuove leve e rivalità

Gli anni Novanta furono anche il periodo in cui emersero piloti come Max Biaggi nelle classi di mezzo e un giovane Valentino Rossi, che ottenne la sua prima vittoria al Mugello in 125cc nel 1997. Questi anni segnavano il passaggio da moto meccaniche più semplici a macchine sempre più performanti, e il Mugello, con i suoi rettilinei e le sue curve veloci, rimaneva il banco di prova ideale per mettere in mostra talenti e sviluppi tecnici.

Dominio, ritorni e l’epoca contemporanea

Il Duemila ha visto il Mugello legarsi indissolubilmente a figure simbolo del motociclismo. Valentino Rossi ha costruito una tradizione straordinaria, totalizzando nove vittorie sul tracciato, di cui sette consecutive dal 2002 al 2008, alternando moto e livree che sono entrate nella memoria collettiva. Successivamente la pista ha visto altri protagonisti: il podio tutto italiano con Loris Capirossi, Max Biaggi e Rossi nel 2000 e, più avanti, la vittoria di Andrea Dovizioso nel 2017 e di Danilo Petrucci nel 2019 con la Ducati, che ha trovato al Mugello un palcoscenico naturale per i suoi risultati.

Gli anni recenti e la supremazia di Borgo Panigale

Negli ultimi anni il circuito ha vissuto un periodo di grande affermazione per la casa di Borgo Panigale: Pecco Bagnaia ha firmato trionfi nel 2026, 2026 e 2026, dimostrando continuità e adattamento alle nuove regole sportive, incluse le gare sprint. L’ultima edizione, nel 2026, ha visto il successo di Marc Marquez a bordo di una Ducati, un segnale dell’eterna capacità del Mugello di sorprendere e rimescolare carte anche tra i campioni affermati.

Celebrazioni, tifosi e attese per il 2026

Per il cinquantesimo anniversario il Mugello ha preparato iniziative commemorative, fra cui materiale grafico e poster celebrativi, oltre a eventi collaterali pensati per il pubblico. La pista è nota per l’atmosfera unica, con tribune colorate e il suggestivo afflusso di tifosi che rendono ogni gp una festa. In molti ricordano il soprannome affettuoso di alcune curve e il fenomeno del cosiddetto Mugiallo, legato alle tifoserie di certi piloti e alle livree storiche.

Guardando al 31 maggio 2026, l’attenzione è alta: la stagione vedrà in primo piano le italiane Aprilia e Ducati, mentre i piloti nazionali puntano a sfruttare il fattore pubblico. Il cinquantesimo anniversario non è solo un’occasione per celebrare il passato, ma anche per osservare come il MotoGP continui a evolversi, tra innovazioni tecniche, rivalità sportive e l’immancabile battito di tifosi che rende il Mugello una tappa imprescindibile del calendario.