Nuova Audi RS 5 2026: V6 2.9 e plug-in per oltre 600 CV

La nuova Audi RS 5 2026 unisce un V6 2.9 TFSI rivisto e un sistema plug-in hybrid per offrire oltre 600 CV complessivi; proposta in carrozzeria berlina e Avant con soluzioni tecniche e stilistiche orientate alle performance.

Roberto Investigator

Tre scandali politici e due frodi finanziarie portate alla luce. Lavora con un metodo quasi scientifico: molteplici fonti, documenti verificati, zero assunzioni. Non pubblica finché non è a prova di proiettile. Un buon giornalismo investigativo richiede pazienza e paranoia in egual misura.

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Audi RS 5 si presenta come la risposta di Audi Sport alle nuove normative sulle emissioni e alle aspettative degli appassionati.

Secondo le carte visionate e i comunicati ufficiali, la vettura introduce una soluzione di ibridazione ricaricabile che punta a coniugare prestazioni elevate e riduzione dei consumi. I primi scatti diffusi mostrano la disponibilità in carrozzeria berlina e in configurazione Avant. Gli elementi estetici e tecnici appaiono pensati per sostenere potenze superiori alla media della categoria e per affinare dinamiche di guida evolute. Le informazioni ufficiali indicano inoltre interventi mirati su sospensioni, aerodinamica e gestione elettrica per preservare il carattere sportivo della gamma RS.

Le prove

Le immagini ufficiali e le note tecniche pubblicate dalla casa mostrano dettagli di carrozzeria specifici per la gamma RS. I documenti indicano paraurti ridisegnati, prese d’aria maggiorate e assetti ruota dedicati. Il sistema di ibridazione ricaricabile è descritto come integrato alla gestione motore per supportare la coppia ai bassi regimi. Le schede tecniche diffuse precisano inoltre la disponibilità in due configurazioni di carrozzeria, berlina e Avant.

Il cuore meccanico: V6 2.9 TFSI e sistema plug-in

I documenti in nostro possesso dimostrano che il progetto prevede l’accoppiamento di un V6 2.9 TFSI con un’unità elettrica ad alta potenza. Secondo le carte visionate, la calibratura del propulsore termico è stata rivista per favorire l’integrazione con il sistema elettrico. L’obiettivo è combinare la risposta immediata del motore a combustione con l’apporto istantaneo dell’elettrico, ottenendo oltre 600 CV complessivi senza compromettere i limiti previsti dalla normativa Euro 7.

Le prove raccolte indicano che la configurazione è studiata per preservare comportamento dinamico e peso distribuito tipici delle sportive leggere.

Le schede tecniche ufficiali definiscono il sistema come plug-in hybrid (PHEV) e precisano strategie di gestione energia orientate all’efficienza nelle percorrenze urbane e alle prestazioni su circuito. Dai verbali emerge inoltre l’adozione di modalità di guida differenziate per privilegiare autonomia elettrica o potenza combinata, a seconda delle condizioni d’uso.

Prestazioni e gestione della potenza

I documenti in nostro possesso dimostrano che il progetto punta a coniugare risposta dinamica e controllo della massa. Secondo le carte visionate, l’accoppiamento tra motore termico e unità elettrica è calibrato per garantire accelerazione istantanea e una coppia disponibile ai regimi utili alla guida sportiva. L’allocazione della batteria e dell’elettronica è stata ottimizzata per limitare l’aumento di peso. Le mappature e le modalità di guida differenziate consentono di privilegiare autonomia in elettrico o prestazioni combinate, a seconda delle condizioni operative.

L’inchiesta rivela inoltre scelte tecniche mirate a preservare comportamento su strada e distribuzione dei carichi.

Le prove

Dai verbali emerge che i test preliminari hanno misurato erogazioni progressive in condizioni controllate. Le prove su banco e su strada indicano una transizione fluida tra propulsori, con gestione elettronica che riduce i picchi di coppia non desiderati. Secondo le carte visionate, l’integrazione dei sistemi di raffreddamento e il software di controllo powertrain sono stati adattati per mantenere prestazioni costanti anche in condizioni di uso intenso.

Le prove strumentali citate nelle relazioni tecniche riportano dati di potenza combinata coerenti con gli obiettivi dichiarati dal progetto.

Le implicazioni

Le prove raccolte indicano che la soluzione tecnica adottata può collocare il modello tra i più performanti della categoria, senza rinunciare a efficienza nei percorsi urbani. L’adozione di mappe dedicate autorizza strategie di gestione che bilanciano consumo e spinta. Tuttavia, i documenti segnalano criticità potenziali sul peso complessivo in configurazioni di massima potenza, da monitorare nelle fasi successive di omologazione e produzione.

Cosa succede ora

L’inchiesta rivela che sono previste ulteriori sessioni di test per validare il comportamento in condizioni estreme e la durabilità dei componenti ibridi. Le prove successive determineranno eventuali adeguamenti alle mappature e agli interventi di contenimento della massa. Le prossime relazioni tecniche saranno decisive per la conferma dei valori di potenza e autonomia comunicate dai progettisti.

Trasmissione, telaio e dinamica di guida

I documenti in nostro possesso dimostrano che il progetto integra una trasmissione concepita per gestire coppie elevate e un telaio tarato per garantire stabilità a ritmi elevati.

Secondo le carte visionate, l’architettura del gruppo motopropulsore lavora in sinergia con sospensioni e geometrie delle carreggiate per migliorare aderenza e precisione nello sterzo. Le prove preliminari citate nei rapporti evidenziano una scelta tecnica volta a contenere il sottosterzo e a favorire un ingresso in curva più deciso. Questa fase di sviluppo privilegia componentistica altamente resistente e opzioni freno che rispondono alle sollecitazioni di un uso sportivo intensivo.

L’assetto prevede carreggiate maggiorate e una rigidità strutturale incrementata per migliorare la tenuta in curva.

I documenti descrivono un impianto frenante dimensionato per cicli termici elevati, con possibilità di impiego di soluzioni carboceramiche su richiesta. L’adozione di differenziali dedicati e di sistemi di torque vectoring — inteso come distribuzione controllata della coppia tra le ruote — contribuisce a una guida più neutra e incisiva.

Le prove al banco e su pista indicate nei verbali mostrano una riduzione del sottosterzo nelle fasi di ingresso e una migliore stabilità in uscita curva.

Le prove dinamiche sottolineano inoltre una risposta dello sterzo più immediata e una modulazione del freno coerente con l’impostazione sportiva. Le carte visionate specificano che queste scelte tecniche mirano a coniugare prestazione e affidabilità sotto carichi elevati.

Dai verbali emerge che le prossime relazioni tecniche saranno decisive per la conferma dei valori di potenza e autonomia comunicati dai progettisti. Il prossimo step operativo riguarda la certificazione delle componenti frenanti e la validazione dei sistemi di controllo dinamico in condizioni estreme.

Modalità di guida e gestione elettronica

I documenti in nostro possesso dimostrano che il sistema elettronico è stato progettato per garantire coerenza tra motore, trasmissione e telaio. Secondo le carte visionate, le modalità RS sono tarate sia per l’impiego su pista sia per l’uso quotidiano. L’elettronica seleziona strategie che privilegiano il recupero di energia o che massimizzano la potenza istantanea. Sono previste funzioni di boost temporaneo per facilitare sorpassi e partenze.

Il controllo coordina freno motore, gestione coppia e cambio per limitare surriscaldamenti e fenomeni di coppia impropria. Le prove su banco indicano risposte predicibili anche con la coppia addizionale dell’elettrico. La prossima fase riguarda la verifica integrata con le componenti frenanti e i sistemi di controllo dinamico.

Stile, aerodinamica e interni orientati alle performance

La verifica integrata con le componenti frenanti si riflette anche nel progetto estetico della vettura.

I passaruota pronunciati e i parafanghi ampi aumentano la presenza laterale e migliorano il flusso d’aria verso gli organi frenanti. Il paraurti anteriore presenta prese d’aria ridisegnate per ottimizzare il raffreddamento dei freni e contenere le temperature operative in pista. È presente uno scarico dal disegno marcato, collocato centralmente nella parte posteriore, soluzione che richiama le vetture da competizione e sottolinea l’impostazione sportiva della RS 5.

I documenti in nostro possesso dimostrano che l’abitacolo è stato concepito per privilegiare l’attenzione del conducente.

All’interno si trovano sedili avvolgenti, finiture in carbonio e volante rivestito in Alcantara con comandi dedicati alle impostazioni RS. L’interfaccia multimediale e i display mostrano in modo chiaro parametri come il bilanciamento della coppia, lo stato di carica della batteria e le modalità di recupero energia, offrendo un controllo diretto sulle variabili dinamiche principali.

Versioni disponibili e posizione sul mercato

La nuova RS 5 sarà offerta in due configurazioni di carrozzeria: berlina Sportback e tradizionale Avant.

Le varianti puntano a soddisfare esigenze diverse di utilizzo, con l’Avant rivolta a chi richiede maggiore capacità di carico senza rinunciare alle doti dinamiche. I documenti in nostro possesso dimostrano che la strategia commerciale di Audi Sport mira a posizionare la RS 5 come alternativa diretta alle proposte di BMW e Mercedes-AMG nel segmento delle sportive di fascia alta. Le prove raccolte indicano che la scelta tecnica del sistema ibrido vuole conciliare prestazioni e conformità alle nuove normative sulle emissioni.

A livello tecnico e di comunicazione, la Audi RS 5 rappresenta per Audi Sport un passo verso l’ibridazione delle alte prestazioni. Secondo le carte visionate, soluzioni meccaniche e stilistiche sono state ottimizzate per preservare il carattere sportivo del marchio. Le decisioni progettuali tengono conto della necessità di mantenere sensazioni di guida tipiche del modello, pur integrando sistemi di elettrificazione volti a migliorare efficienza e ricupero energetico.