Dal 2026, gli incentivi per l'acquisto di auto elettriche cambiano. Scopri le nuove opportunità per il retrofit, la ricarica domestica e il noleggio sociale
Il panorama degli incentivi per il settore automobilistico sta subendo una profonda trasformazione.
Con l’entrata in vigore del nuovo DPCM automotive, il governo ha delineato una nuova strategia per sostenere la mobilità sostenibile fino al 2030, con un investimento complessivo di oltre 1,3 miliardi di euro. La novità più significativa riguarda lo spostamento delle risorse verso la filiera produttiva e la ricerca, mentre per i privati le agevolazioni si concentrano su usato e mobilità alternativa.
Questa riforma segna un cambiamento radicale rispetto al passato, con un approccio più mirato alla sostenibilità e all’innovazione tecnologica.
Vediamo nel dettaglio le principali novità introdotte dal decreto.
Una delle notizie più discusse riguarda l’assenza di bonus per l’acquisto di auto elettriche per i privati. Al loro posto, il decreto introduce il bonus retrofit una misura pensata per chi desidera rendere più ecologica la propria auto attuale. Chi decide di installare un impianto a GPL o metano su un veicolo di categoria M1 (omologato almeno Euro 3) potrà beneficiare di un contributo fisso: 400 euro per il GPL e 800 euro per il metano.
Lo sconto verrà applicato direttamente dall’installatore sul prezzo dell’operazione.
Questa misura ha l’obiettivo di ridurre le emissioni inquinanti, offrendo al contempo un sostegno economico significativo. Il risparmio per gli automobilisti può arrivare fino al 60%, rendendo il retrofit una scelta conveniente e sostenibile.
Per chi ha già optato per la mobilità elettrica, torna il bonus colonnine. Fino al 2030, cittadini e condomini potranno beneficiare di un contributo pari all’80% della spesa per l’acquisto e l’installazione di infrastrutture di ricarica domestiche.
Il tetto massimo è fissato a 1.500 euro per le singole persone fisiche, mentre sale a 8.000 euro per le installazioni sulle parti comuni degli edifici condominiali.
Questa agevolazione rappresenta un passo importante verso la diffusione della mobilità elettrica, rendendo più accessibile l’installazione delle colonnine di ricarica nelle abitazioni private.
Tra le novità più interessanti del decreto c’è l’avvio sperimentale del noleggio a lungo termine sociale.
Questo programma è dedicato ai cittadini con un ISEE inferiore a 30.000 euro e prevede contratti di durata non inferiore a 3 anni per veicoli nuovi Euro 6 con emissioni di CO2 non superiori a 135 g/km.
Per accedere al programma è obbligatoria la rottamazione di un vecchio veicolo (fino a Euro 4) di proprietà dell’utente o di un familiare convivente da almeno 12 mesi. Un grande vantaggio riguarda il fine contratto: l’utente avrà il diritto di riscatto del veicolo con uno sconto di almeno il 10% rispetto al valore medio di mercato.
La gestione operativa di questo piano sarà affidata all’ACI.
Questa misura rappresenta un’opportunità concreta per chi desidera accedere a veicoli nuovi e sostenibili, con un impatto economico contenuto.
Il decreto introduce anche novità per le due ruote e i veicoli commerciali. A partire dal 1° gennaio 2027, l’acquisto di moto e motorini elettrici o ibridi sarà incentivato con uno sconto del 20% sul prezzo (fino a 2.000 euro), che salirà al 30% (fino a 3.000 euro) in caso di rottamazione di un vecchio mezzo Euro 0, 1, 2 o 3.
Per quanto riguarda le imprese, sono previsti contributi per l’acquisto di veicoli commerciali (N1 e N2) nuovi a basse emissioni. Gli importi variano in base alla massa del mezzo e al tipo di alimentazione, con premialità maggiori per i veicoli elettrici (BEV) e a idrogeno (FCEV).
La seguente tabella riassume gli incentivi previsti in base alla massa e all’alimentazione del veicolo:
Massa | Rottamazione | Auto elettriche a batteria o a idrogeno | Alimentazioni tradizionali
0-1,49 t | Sì | 4.000 euro | 2.000 euro
1,5 – 2.39 t | Sì | 8.000 euro | 3.000 euro
2,40 – 3,49 t | Sì | 14.000 euro | 4.500 euro
3,5 – 4,24 t | Sì | 18.000 euro | 8.000 euro
4,25 – 7,2 t | Sì | 20.000 euro | 10.000 euro
Infine, il decreto stanzia fondi consistenti per le imprese della filiera automotive attraverso accordi per l’innovazione e mini contratti di sviluppo. L’obiettivo dichiarato è promuovere la riconversione industriale verso tecnologie per la mobilità sostenibile, autonoma e connessa, cercando di mantenere competitiva la produzione nazionale in un mercato europeo che corre verso la decarbonizzazione.
Questa strategia mira a rafforzare il settore automobilistico italiano, favorendo l’adozione di tecnologie avanzate e sostenibili.