Ezio Mascheroni, un'icona del motociclismo e maestro dei motori, ci ha lasciati, ma il suo straordinario contributo e la sua passione per le moto rimarranno impresso nella storia del settore.
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Il mondo dei motori varesino piange la perdita di Ezio Mascheroni, figura chiave che ha contribuito a scrivere le pagine più emozionanti della storia motociclistica italiana.
Nato nel 1936, Mascheroni ha lasciato un’impronta indelebile nel motociclismo, in particolare durante gli anni d’oro della Cagiva, dove la sua visione e competenza hanno permesso al marchio di competere con i giganti giapponesi.
Prima di approdare a Cagiva, Ezio Mascheroni aveva già accumulato una notevole esperienza come capo tecnico presso Aermacchi-HD. La sua carriera decollò quando incontrò Claudio Castiglioni nel 1980, un incontro che avrebbe cambiato il corso della storia della motocicletta italiana.
Con il debutto di Cagiva nel campionato mondiale, Mascheroni iniziò a sperimentare, modificando motori Yamaha per creare una moto in grado di sfidare i suoi avversari giapponesi.
Quella collaborazione portò a risultati straordinari, riportando una moto italiana alla vittoria nel campionato 500 nel 1991 con Eddie Lawson. Questo rappresentò una vera e propria rinascita per il motociclismo italiano, che per quasi vent’anni era stato dominato dai marchi nipponici.
L’epoca d’oro continuò anche nel 1994, quando John Kocinski si piazzò terzo in una stagione che vide il trionfo di Mick Doohan.
Mascheroni aveva il suo regno personale presso gli stabilimenti di Schiranna, dove i segreti della meccanica erano gelosamente custoditi. Questo ambiente, caratterizzato da un’atmosfera di intensità e concentrazione, era accessibile solo a pochi eletti, tra cui amici e clienti speciali.
Lì, il rumore dei banchi prova echeggiava costantemente, segno che l’innovazione non conosceva sosta.
Le moto progettate da Mascheroni emergevano solo in occasioni particolari, come le piene del lago, che si verificavano in autunno e primavera. Durante questi momenti, le motociclette venivano esposte all’aperto come in un’inaspettata mostra, simbolo di un’attesa e di un’anticipazione che caratterizzavano il lavoro del maestro.
Negli anni 2000, i motori F4 rappresentarono il fulcro della produzione di Cagiva. La corsa alla potenza era costante, sia per le motociclette destinate alla strada che per quelle da gara, in competizioni come l’endurance e il campionato nazionale di Superbike. Mascheroni, con il suo occhio esperto, continuava a trovare il modo di estrarre il massimo da ogni motore, spingendo i limiti della tecnologia e dell’ingegneria.
Negli ultimi anni della sua carriera, Mascheroni ha collaborato con suo figlio Maurizio per fondare H.R.T., un’azienda che non solo produceva motori vincitori per go-kart, ma si dedicava anche alla creazione di repliche storiche. Tra le sue creazioni, sei esemplari della MV Agusta 500 tre cilindri degli anni ’70, oggi stimati a oltre 200.000 euro, rappresentano un tributo alla sua genialità e alla passione per il motociclismo.
Il pensiero di un incontro tra Mascheroni, Castiglioni e Tamburini, intenti a discutere di moto contemporanee, suscita un sorriso. La loro visione avrebbe certamente influenzato il futuro del settore, continuando a ispirare generazioni di appassionati.