panoramica della stagione del motomondiale 1987

Rilettura della stagione 1987 del motomondiale: dai titoli nelle classi principali alle modifiche di calendario e alle scelte tecniche che hanno plasmato quell'anno.

Alessandro Bianchi

Ha lanciato prodotti tech usati da milioni di persone e altri che hanno fallito miseramente. Questa è la differenza tra lui e chi scrive di tecnologia avendola solo letta: conosce il sapore del successo e quello del pivot delle 3 di notte. Quando recensisce un prodotto o analizza un trend, lo fa da chi ha dovuto prendere decisioni simili. Zero hype, solo sostanza.

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La stagione 1987 rappresenta la trentanovesima edizione del campionato mondiale per motociclette, caratterizzata da un calendario esteso e da alcuni ritorni storici.

Il campionato iniziò il 29 marzo e si concluse il 4 ottobre, con la classe regina impegnata su un totale di 15 gran premi. In questo testo vengono ricostruiti i punti salienti di quella annata: i campioni, le scelte organizzative, le modifiche alle procedure di partenza e l’impatto sui diversi campionati di cilindrata.

Calendario, novità logistiche e organizzative

Il calendario del 1987 vide il rientro di GP assenti da tempo e l’introduzione di nuove tappe: ritornarono gare in Giappone e Cecoslovacchia, mentre furono aggiunti eventi in Brasile e Portogallo.

Quest’ultimo, tuttavia, si svolse sul circuito dell’Estoril in Spagna perché la pista portoghese non risultava omologata per gare motociclistiche. Il tradizionale GP del Belgio fu cancellato a causa del mancato adeguamento del circuito di Spa.

Una delle modifiche pratiche più rilevanti riguardò la procedura di partenza: per ragioni di sicurezza si abbandonò la classica partenza “a spinta” con motori spenti, sostituendola con partenze a motori già avviati. Questo cambiamento incise sull’approccio dei team e dei piloti alla fase iniziale di gara e anticipò alcune innovazioni tecniche che sarebbero state formalizzate negli anni successivi.

Impatto delle trasferte oltreoceano

Per contenere i costi e cercare di portare piloti e team oltreoceano, l’organizzazione pianificò due gran premi sudamericani molto ravvicinati alla fine della stagione, riservati però solo alle classi di maggior cilindrata. L’obiettivo era evitare trasferte troppo onerose che in passato avevano privato alcune gare dei protagonisti principali. I risultati furono però deludenti: il GP del Brasile registrò un numero ridotto di partenti e in Argentina ci furono contestazioni legate al circuito ospitante.

Struttura del campionato per classi

Le categorie di minore cilindrata (80 e 125) e i sidecar disputarono soltanto prove europee, riducendo il loro calendario: le gare per 80, 125 e sidecar iniziarono il 26 aprile, con i sidecar che terminarono il 23 agosto e le classi 80 e 125 che conclusero la loro stagione il 13 settembre. Le classi superiori, invece, gareggiarono dall’inizio di marzo fino a ottobre, mantenendo un impegno temporale più lungo.

Il ritorno del GP del Giappone dopo vent’anni, assieme alla presenza di grandi costruttori giapponesi, portò al via molti piloti locali, spesso collaudatori delle case, che parteciparono principalmente all’appuntamento di casa.

Prove e validità dei risultati

Nel corso della stagione non furono cambiate le modalità di attribuzione dei punti, sebbene vennero anticipate alcune modifiche tecniche per l’anno successivo. Alcuni GP furono caratterizzati da condizioni particolari: ad esempio, la gara nei Paesi Bassi fu interrotta e ripresa più volte a causa del maltempo, mentre alcune trasferte registravano assenze illustri dovute a logistica o costi.

Campioni, risultati e classifiche costruttori

In classe regina il titolo andò a Wayne Gardner su Honda NSR 500. Gardner conquistò il campionato andando a punti in tutte le prove, con sette vittorie stagionali, sufficienti per prevalere su Randy Mamola e sull’ex campione Eddie Lawson, che nonostante cinque successi chiuse terzo. Paradossalmente la classifica costruttori vide la Yamaha davanti alla Honda, con 204 punti contro 186.

Nella classe 250 si impose Anton Mang a bordo della Honda NSR 250, riportando il titolo dopo cinque stagioni.

La categoria fu dominata dalla Honda, che ottenne 12 vittorie su 15 gare; tra le eccezioni c’è la prima affermazione Aprilia nel motomondiale, firmata da Loris Reggiani al GP di San Marino.

La 125 vide la netta supremazia di Fausto Gresini su Garelli 125 GP, che vinse dieci delle undici prove in programma; la Garelli si aggiudicò anche il titolo costruttori. In 80cc confermò il titolo Jorge Martínez su Derbi, mentre nei sidecar si impose la coppia Steve Webster / Tony Hewitt con motore Krauser.

Dati di contesto e Le classifiche finali riflettono equilibri tra piloti e costruttori: nella 250 la Honda dominò anche la graduatoria marche, mentre nella classe regina la contrapposizione tra prestazioni individuali e punti costruttori offrì uno spaccato interessante del livello competitivo.

Nel complesso la stagione 1987 rimane ricordata per il mix di ritorni istituzionali, per le scelte operative indirizzate alla sicurezza e per un palmarès che consolidò posizioni di piloti e marchi destinati a rimanere nella memoria del motociclismo mondiale.