Presentazione dei nomi più interessanti della MotoGP 2026, con riepilogo dei trasferimenti, delle aspettative e dei principali spunti emersi dai test pre stagionali
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La stagione di Motogp 2026 si presenta come un equilibrio tra consolidamento tecnico e qualche novità di spessore: poche mosse sul mercato ma nomi che attirano l’attenzione del pubblico.
In questo articolo riassumiamo i piloti da seguire, i cambi di sella più rilevanti e le indicazioni tecniche arrivate dai test, con uno sguardo sia sui veterani sia sugli esordienti.
La griglia 2026 porta con sé due ingressi di alto profilo: Toprak Razgatlıoğlu e Diogo Moreira. Il turco Toprak, tre volte campione del mondo in Superbike, affronta il salto nella classe regina con la Yamaha del team Prima Pramac, sostituendo Miguel Oliveira e formando una coppia di riferimento con Jack Miller.
Il brasiliano Diogo Moreira, campione in carica della Moto2, sale invece su una Honda con il team Pro LCR, prendendo la sella lasciata da Somkiat Chantra e affiancando Johann Zarco. Questi innesti sono i due principali movimenti rispetto alla stagione precedente e modificano il panorama competitivo in modo significativo.
Entrambi gli esordienti avranno il compito di accumulare chilometri e adattarsi ai nuovi pacchetti: Toprak dovrà trasferire l’esperienza Superbike su una moto da MotoGP, mentre Moreira segue il percorso più tradizionale di crescita dalla Moto2 alla classe regina.
In entrambi i casi la pressione per dimostrare subito valori elevati è forte, ma il potenziale è concreto.
Oltre ai debuttanti, la lista dei protagonisti include sia campioni in attività sia talenti in ascesa. Tra i nomi caldi figurano Fabio Quartararo (Yamaha, n.20), che potrebbe vivere l’ultima stagione con la casa dei tre diapason prima di un possibile cambio; Franco Morbidelli (Ducati, n.21) che punta alla continuità con il team VR46; e Raúl Fernández (Aprilia, n.25), indicato come possibile sorpresa grazie alle prestazioni recenti.
Non mancano i grandi protagonisti su Ducati: Francesco Bagnaia (n.63) e Marc Márquez (n.93) mantengono il ruolo di favoriti, mentre piloti come Álex Márquez (n.73), Fermín Aldeguer (n.54) e Fabio Di Giannantonio (n.49) rappresentano il ricambio e la competizione interna sulle Desmosedici. Marco Bezzecchi (Aprilia, n.72) e Pedro Acosta (KTM, n.37) completano l’elenco dei nomi con potenziale da podio.
Fabio Quartararo: campione del mondo 2026, in sella alla Yamaha dal 2019; cerca la moto per tornare stabilmente al vertice. Marc Márquez: obiettivo riconfermarsi tra i più vincenti dell’era moderna dopo il recupero e il rientro in Ducati. Pedro Acosta: giovane con grandi aspettative e un futuro già indirizzato verso Ducati a partire dal 2027.
I test hanno fornito indicazioni utili per capire lo stato di forma dei pacchetti: a Sepang Marc Márquez è tornato in pista dopo lo stop e ha mostrato buone sensazioni, mentre Alex Márquez è emerso con tempi solidi nelle simulazioni.
La Honda ha evidenziato punti forti e alcune aree da migliorare, in particolare il grip posteriore, mentre la Yamaha ha dovuto gestire problemi tecnici che hanno limitato i giri di prova e la continuità del lavoro sul nuovo motore V4.
Ad alzare l’attenzione ci sono anche fattori specifici: l’esperienza positiva di Joan Mir con la Honda, la curiosità sulla collaborazione tra KTM e Jorge Lorenzo che potrebbe influire sulle prestazioni di Maverick Viñales, e la ricerca di conferme da parte di Ducati sulle scelte del pacchetto 2026.
Non tutti i piloti hanno potuto completare i programmi: Fermín Aldeguer era assente per un problema fisico e salterà il primo round, sostituito da Michele Pirro sulla Ducati del team gresini. Jorge martin ha raggiunto i test ma dovrà ottenere il via libera dai medici prima di scendere in pista, mentre altri come Toprak e Diogo Moreira hanno sfruttato le sessioni per accumulare chilometri preziosi in vista dell’inizio del campionato.
Nel complesso, la MotoGP 2026 si avvia con una griglia che unisce esperienza e rinnovamento: pochi grandi trasferimenti, ma scelte tecniche e prove che renderanno le prime gare decisive per delineare gerarchie e ambizioni. Seguire i test e i primi round sarà fondamentale per capire chi potrà realmente impensierire i leader e quali squadre avranno fatto i passi avanti più efficaci.