Liberty Media sta valutando l'introduzione di piloti di riserva fissi per ogni team in MotoGP; la misura, ispirata alla F1, apre interrogativi pratici e logistici
La proprietà del Motomondiale, Liberty Media, ha messo sul tavolo una proposta che potrebbe modificare la gestione delle sostituzioni in MotoGP.
Secondo quanto emerso l’08/04/26, l’idea è rendere obbligatoria la presenza di un pilota di riserva designato per tutta la stagione da ogni squadra, un ruolo simile a quello già visto in F1. Questo cambiamento verrebbe ad affiancarsi al sistema esistente, che oggi permette ai team di schierare collaudatori, wildcard o altri piloti sotto contratto in caso di indisponibilità di un titolare.
La proposta ha innescato un acceso dibattito nel paddock, con reazioni contrastanti tra costruttori e corridori.
Da un lato si invocano maggiore organizzazione e continuità; dall’altro emergono preoccupazioni su costi, disponibilità di piloti competitivi e natura del ruolo. In questo articolo analizziamo come sarebbe strutturata la norma, le criticità sollevate da team come Ducati e da piloti come quelli della Yamaha, e quali potrebbero essere le conseguenze pratiche per il campionato.
Con la nuova ipotesi regolamentare ogni squadra sarebbe tenuta a nominare un riserva fisso per la durata della stagione, ossia un pilota pronto a subentrare in caso di infortunio o indisponibilità.
Il concetto prevede che il sostituto sia presente ai Gran Premi con la squadra, partecipa alle attività di paddock e deve mantenere un livello di preparazione adeguato alla classe regina. In termini pratici la regola mira a ridurre l’incertezza sulle sostituzioni e a garantire una procedura uniforme, evitando la necessità di trattative dell’ultimo minuto per reperire un pilota all’occorrenza.
Oggi i team hanno ampia libertà: in caso di assenza un titolare può essere rimpiazzato da un collaudatore, da un pilota proveniente da una wildcard o da un altro corridore sotto contratto con il costruttore.
La novità eliminerebbe questa flessibilità, imponendo un sostituto permanente per ogni squadra. Ciò solleva dubbi sulla reale utilità del cambiamento, perché il ruolo potrebbe sovrapporsi a quello dei collaudatori e generare costi aggiuntivi senza migliorare necessariamente il livello tecnico della sostituzione nei casi più critici.
Dal punto di vista operativo, l’obbligo comporterebbe spese extra per ingaggi, trasferte e alloggi, oltre all’eventuale necessità di mantenere più moto e materiale a disposizione.
Inoltre emerge il problema della disponibilità: come osservato da rappresentanti del settore, non ci sarebbe un ampio margine di piloti al di fuori della griglia attuale capaci di competere a livello di MotoGP. Questo porta a interrogativi concreti su chi possa effettivamente svolgere il ruolo in modo credibile e sostenibile per l’intera stagione.
Tra le principali perplessità vi sono le considerazioni espresse da manager e piloti.
Il team manager di Ducati ha messo in dubbio la fattibilità pratica dell’operazione, facendo notare la scarsità di risorse umane con il livello richiesto e la priorità di altre questioni tecniche e sportive. Un punto citato è il numero – riferito dalla dirigenza – di piloti potenzialmente disponibili fuori dalla griglia, evidenziando che la selezione non è né ampia né semplice.
Dal lato dei corridori, la reazione è altrettanto cauta.
Un pilota ufficiale della Yamaha ha raccontato la difficoltà emotiva e logistica di assistere ai Gran Premi sapendo di non essere in grado di correre per via di un infortunio, e ha espresso riserve sull’idea di dover essere costantemente presente al fianco dei titolari pur senza la certezza di salire in sella. In sintesi, il ruolo rischia di trasformarsi in una presenza fissa che richiede sacrifici personali non sempre giustificati dalla probabilità di competere davvero.
Al momento la proposta è in fase di studio e Liberty Media continuerà il confronto con team e costruttori prima di decidere eventuali implementazioni. Le opzioni sul tavolo vanno dall’introduzione di riserve obbligatorie a un codice di buone pratiche che regoli meglio le sostituzioni senza imporre nuovi oneri fissi. Qualunque decisione dovrà tenere conto dell’equilibrio tra efficienza organizzativa e sostenibilità economica per squadre e piloti.
Un possibile effetto collaterale riguarda le opportunità per i giovani: la funzione di pilota di riserva potrebbe aprire spazi per test rider e talenti emergenti, offrendo esperienze in paddock e la possibilità di inserirsi gradualmente in prove libere o wildcards. Tuttavia, se il ruolo diventasse oneroso per i team, la selezione potrebbe privilegiare piloti già consolidati o legati a sponsor, limitando l’ascensore naturale verso la classe regina.