Pininfarina Model “Y”: la berlinetta aerodinamica su base Fiat 600 D in asta

La Pininfarina Model "Y" è una berlinetta aerodinamica unica su base Fiat 600 D, progettata da Alberto Morelli; sarà venduta all'asta Bonhams il 13 giugno 2026 a Reno

Roberto Conti

Venti anni a vendere case che costano quanto un appartamento normale in altre città. Ha visto famiglie fare fortuna e altre perdere tutto nel mattone. Conosce ogni trucco degli annunci immobiliari e ogni clausola nascosta nei contratti. Quando analizza il mercato immobiliare, lo fa da chi ha firmato centinaia di rogiti, non da chi legge i report delle agenzie.

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Pininfarina Model “Y”: concept unico all’incanto a Reno

Una concept che sfidò gli schemi produttivi degli anni Cinquanta sarà offerta all’incanto il 13 giugno 2026. Si tratta della Pininfarina Model “Y”, una berlinetta sperimentale realizzata sulla base della Fiat 600 D.

Il prototipo fu progettato per ottenere prestazioni aerodinamiche superiori rispetto alle vetture contemporanee. Il veicolo è stato conservato nella collezione di Bill Harrah e rappresenta un esemplare unico nella storia del design automobilistico.

La vendita sarà gestita da Bonhams presso il National Automobile Museum di Reno.

L’evento mette in evidenza l’interesse dei collezionisti per prototipi storici che documentano sperimentazioni tecniche e stilistiche fuori serie.

In continuità con il paragrafo precedente, la meccanica rimane quella della compatta torinese, ma il valore storico e tecnico risiede nella carrozzeria. Si tratta di un progetto che unì ricerca accademica e capacità artigianale, realizzando soluzioni non convenzionali per il periodo.

Il nome originale dell’opera è Berlinetta aerodinamica Fiat 600 D modello “Y”, oggi proposta al pubblico come Pininfarina Model “Y”.

Gli appassionati e i collezionisti concentreranno l’attenzione sulle scelte estetiche e funzionali che anticiparono tendenze successive nel design automobilistico, con particolare riguardo alla scocca portante e all’integrazione tra forma e funzione.

Origini del progetto e firma tecnica

Il progetto è attribuito all’ingegner Alberto Morelli, docente al Politecnico di Torino, che dagli anni ’50 svolse studi sull’aerodinamica applicata all’automobile. Dopo esperimenti come la M100 e la concept denominata “X” con disposizione non convenzionale delle ruote, Morelli concepì per Pininfarina la Model “Y” nel 1961.

La carrozzeria univa i risultati della ricerca con soluzioni adattabili a una piattaforma produttiva come la Fiat 600 D.

L’approccio tecnico mirava a ridurre la resistenza dell’aria senza compromettere l’usabilità stradale. In particolare, la profilatura della scocca e l’integrazione degli elementi portanti anticiparono scelte che sarebbero diventate comuni nel design successivo. La carrozzeria fu progettata per garantire produzione seriale e facilità di montaggio, minimizzando lavorazioni speciali.

La scelta di utilizzare una piattaforma esistente mirava anche a contenere i costi e a favorire l’omologazione. Sul piano pratico, il progetto combinò soluzioni sperimentali con vincoli industriali, segnando un punto di incontro tra ricerca accademica e produzione di serie.

Obiettivi di ricerca

Il concept nacque per valutare l’impatto della carrozzeria sulle prestazioni di una vettura compatta. L’obiettivo principale era misurare il coefficiente di resistenza aerodinamica e verificarne gli effetti su velocità e consumo.

Per raggiungere questo scopo il progetto adottò superfici raccordate, un frontale carenato e l’integrazione di elementi allora distinti. Tali soluzioni miravano a ottimizzare il flusso d’aria senza modificare la meccanica sotto il pianale.

La scelta tecnica intendeva dimostrare che una carrozzeria studiata poteva compensare la limitata potenza del motore. I test puntavano a migliorare il rendimento e l’efficienza complessiva mantenendo la piattaforma originale.

Caratteristiche estetiche e soluzioni tecniche

Dalla continuità con i test precedenti emerge una carrozzeria che privilegia scorrevolezza e riduzione della resistenza all’aria. Nel mercato automobilistico la location è tutto: la forma della carrozzeria definisce le prestazioni. I particolari costruttivi mirano a contenere il coefficiente di resistenza senza alterare la piattaforma originale.

Il frontale è raccordato al parabrezza e il profilo sfuma verso la coda lunga, con linee che ricordano una piccola monovolume a due porte. I paraurti tradizionali sono sostituiti da rostri arrotondati e i tre fari anteriori sono carenati sotto una cupola di plexiglas per minimizzare le turbolenze.

Le maniglie a filo carrozzeria e i fanalini posteriori incassati contribuiscono a migliorare l’efficienza aerodinamica e la stabilità alle alte velocità.

Prestazioni aerodinamiche

La carrozzeria contribuì a ridurre in modo significativo la resistenza aerodinamica. Grazie a queste soluzioni il prototipo raggiunse un Cx di 0,27. Tale valore era sorprendente per un periodo in cui le vetture di serie oscillavano intorno a 0,40-0,45.

Per dare un termine di paragone, decenni dopo una berlina moderna come la BMW Serie 3 del 2009 avrebbe registrato un Cx leggermente inferiore, pari a 0,26.

Il confronto evidenzia quanto avanzata fosse la ricerca applicata alla carrozzeria della Pininfarina Model “Y” rispetto agli standard produttivi del suo tempo.

Il coefficiente di resistenza aerodinamica condizionò la stabilità e l’efficienza ai regimi elevati. I benefici includevano minori consumi alle velocità autostradali e miglior controllo delle turbolenze posteriori. Questi risultati anticiparono soluzioni poi diffuse nella produzione seriale.

Meccanica, valore storico e prospettive d’asta

Dopo i risultati aerodinamici ottenuti, la base meccanica rimane quella della Fiat 600 D.

Si tratta di un motore quattro cilindri posteriore raffreddato a liquido da 767 cc e circa 25 CV, con prestazioni coerenti con l’epoca. La carrozzeria aerodinamica del prototipo contribuì tuttavia a migliorare l’efficienza complessiva rispetto alla versione standard, anticipando soluzioni poi adottate in produzione.

La provenienza dalla collezione di Bill Harrah, che annoverava oltre 1.400 vetture, aumenta il valore storico e collezionistico dell’esemplare. I dati di mercato e le valutazioni degli esperti indicano che la stima d’asta sarà influenzata più dalla rarità e dall’importanza tecnica che dalla semplice meccanica.

Analisti e appassionati ipotizzano cifre potenzialmente nell’ordine di milioni di euro, considerata l’unicità del pezzo; la vettura è attesa in cataloghi e aste specializzate, dove il contesto collezionistico definirà il prezzo finale.

Impatto e eredità

La Pininfarina Model “Y” conferma il valore della collaborazione tra mondo accademico e carrozzeria nella ricerca applicata al design automobilistico. Il progetto ha anticipato soluzioni pratiche per ridurre il coefficiente di penetrazione aerodinamica, creando un ponte tra le sperimentazioni degli anni Cinquanta e Sessanta e il design funzionale delle decadi successive.

La vendita pubblica del 13 giugno 2026 rappresenta un’opportunità per valorizzare questo patrimonio storico e tecnologico. La vettura arriverà in cataloghi e aste specializzate, dove il contesto collezionistico definirà il prezzo finale. Il pezzo resta un documento tangibile della capacità progettuale italiana e attende il nuovo custode che ne riconoscerà l’unicità.