Un viaggio tra immagini e tecnica che ripercorre oltre sette decenni di corse, uomini e innovazioni
La potenza di uno scatto capace di trasmettere movimento è al centro di questo libro che mette insieme immagine e memoria: un racconto per fotografie che celebra i 500 GPPirelli nella storia della Formula 1.
Le pagine funzionano come una pellicola ferma, dove ogni fotografia suggerisce accelerazioni, frenate e sorpassi; la materia stessa delle immagini riporta alla superficie la sensazione di velocità. Tra bianco e nero e colori intensi, il volume costruisce una narrazione visiva che non si limita ad esporre, ma invita il lettore a completare il racconto con i propri ricordi.
La storia comune di Pirelli e della Formula 1 affonda le radici in una data precisa: il 13 maggio 1950 a Silverstone, quando le prime gare del neonato campionato videro pneumatici Pirelli ai piedi dei protagonisti di quegli esordi.
Da lì si sviluppa un percorso fatto di presenze intermittenti e di ritorni decisivi, fino al ruolo attuale di fornitore globale. Il libro ricostruisce questi passaggi storici in modo sintetico ma denso, alternando dati, riferimenti e immagini che restituiscono la persistenza di un rapporto che è insieme tecnico, sportivo e culturale.
Le fotografie documentano volti che hanno segnato epoche diverse: campioni come Ayrton Senna, Michael Schumacher, Juan Manuel Fangio o interpreti recenti come Max Verstappen e Lewis Hamilton compaiono accanto a figure meno attese ma ugualmente centrali.
Il volume non si limita alle vittorie: mette in luce il coraggio e il rischio che hanno accompagnato molte carriere, ricordando anche le tragedie che hanno inciso sulla storia dello sport. Ogni immagine è un invito ad ascoltare la cronaca di quei giorni, tra duelli in pista e gesti tecnici che la macchina fotografica ha cristallizzato.
Nel racconto del libro la gomma emerge come protagonista tecnica oltre che simbolica.
Termini come graining e marbles diventano parole chiave per capire come le mescole influenzano le prestazioni e le strategie di gara; il testo affianca alle fotografie commenti che spiegano questi concetti come se il lettore fosse in officina. Dalle scelte delle mescole alla gestione del degrado, il volume spiega che la corsa è anche un laboratorio di innovazione, dove ogni scelta sulle pneumatici ha conseguenze decisive sulla gara e sulla sicurezza.
Tra i materiali più rilevanti troviamo un servizio fotografico inedito di Darren Heath realizzato al gran premio 2026 di Silverstone, realizzato per celebrare il settantacinquesimo anniversario del campionato: immagini che uniscono memoria e sguardo attuale, mostrando come il fascino della pista rimanga intatto. Accanto ai grandi scatti ci sono sequenze che rivelano il lavoro dei tecnici, dei meccanici e degli ingegneri, figure spesso invisibili ma decisive: il libro ricorda che la gara è frutto di un impegno collettivo, dove ogni dettaglio conta.
Il volume, edito da Marsilio Arte per la Fondazione Pirelli, combina fotografie a testi firmati da testimoni diretti e giornalisti: contributi di figure come Jean Todt, Stefano Domenicali, Giorgio Terruzzi e altri offrono punti di vista diversi sulla storia raccontata. Le sezioni con dati, statistiche e cronologie permettono al lettore di confrontare immagini e numeri, trasformando la lettura in un’esperienza densa e informata. Il libro funziona quindi sia come album visivo sia come documento di riferimento per appassionati e addetti ai lavori.
L’insieme delle fotografie e dei testi costruisce un affresco nel quale emergono più registri: la tecnica, la poesia del gesto sportivo e la dimensione umana dei protagonisti. Le storie individuali si intrecciano con i progressi tecnologici, mostrando come la corsa sia stata da sempre un laboratorio di innovazione industriale e culturale. Il libro invita a guardare oltre l’azione in pista, a cogliere il rapporto tra prodotto e performance, tra imprenditoria e passione sportiva.
Chiudendo il volume, il lettore trova anche riflessioni di autori contemporanei come Gianni Montieri, che coniuga letteratura e sport nel proprio percorso professionale. Montieri, nato a Giugliano e residente a Venezia, scrive per testate come minima&moralia e Esquire Italia, e nei suoi contributi la memoria personale si fonde con l’evocazione delle immagini, offrendo un finale che è al tempo stesso intimo e collettivo. Il libro si propone dunque come un invito: sfogliarlo è tornare a sedersi in tribuna, respirare l’odore dell’asfalto e capire perché la Formula 1 continua a emozionare.