Un tentato omicidio a Belfast ha scatenato proteste violente e scontri con la polizia. Scopri i dettagli dell'aggressione e le reazioni politiche.
La città di Belfast è stata teatro di violenti scontri e proteste anti-immigrazione dopo un brutale tentativo di omicidio avvenuto nella serata del 9 giugno 2026.
Un video dell’aggressione, rapidamente diffuso sui social media, ha acceso le tensioni già presenti nella comunità, portando a scene di caos e distruzione.
L’incidente, avvenuto in Kinnaird Avenueha visto un uomo di circa 40 anni subire un attacco brutale da parte di un aggressore descritto come di origine somala. Le immagini mostrano l’aggressore, seduto sopra la vittima, mentre tenta di sgozzarla. La vittima è stata ricoverata in gravi condizioni con lesioni al volto, al collo e alla schiena.
Le proteste sono rapidamente degenerate in violenza, con auto e edifici dati alle fiamme. La polizia ha dovuto intervenire massicciamente per contenere la situazione. Il primo ministro britannico Keir Starmer ha definito l’aggressione “ripugnante” e ha invocato una tolleranza zero per episodi di violenza simili.
La leader dei conservatori Kemi Badenoch ha criticato Starmer per la gestione della situazione, mentre Nigel Farageleader di Reform Ukha chiesto la rivelazione immediata dell’identità e dello status dell’aggressore.
“Il pubblico deve conoscere la verità”, ha dichiarato Farage.
L’aggressione di Belfast arriva in un momento di alta tensione nel Regno Unito, segnato da recenti episodi di violenza e disordini. Solo pochi giorni prima, una manifestazione a Southampton aveva protestato contro la gestione da parte della polizia dell’omicidio di Henry Nowakun 18enne bianco ucciso da un giovane sikh. L’evento aveva visto la partecipazione di figure dell’estrema destra britannica, tra cui Tommy Robinson.
La polizia dell’Irlanda del Nord ha precisato che l’aggressore ha raggiunto la Francia dalla Somalia nel febbraio 2026, poi si è trasferito a Dublino e infine a Belfast, dove ha ottenuto asilo e un visto quinquennale nel settembre 2026. Le indagini sono ancora in corso per determinare il movente dell’attacco.
La vicepremier nordirlandese Emma Little-Pengelly ha lanciato un appello alla calma, chiedendo alle persone di protestare in modo pacifico.
“La violenza non aiuta la causa, la danneggia”, ha dichiarato. Anche la ministra per la giustizia Naomi Long ha condannato la violenza, affermando che “non c’è posto per teppisti mascherati che invadono le nostre strade”.
Nonostante gli appelli alla calma, i disordini si sono estesi ad altre parti del Regno Unito, con manifestazioni e violenze segnalate in Scozia e Southampton. La situazione rimane tesa, con la polizia in stato di massima allerta per prevenire ulteriori episodi di violenza.