Renault Racoon: caratteristiche, design, dimensioni, motore

Metà rana metà disco volante appollaiato su un telaio avventuroso, la Renault Racoon non ha lasciato un'impressione duratura.

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Immaginata nel 1992 dal team di designer di Patrick Le Quément, la concept car Renault Racoon fece la sua prima apparizione in pubblico proprio trent’anni fa, nel marzo 1993, al Salone dell’Auto di Ginevra.

Il veicolo, che all’epoca non era ancora definito un SUV, era un piccolo 4×4 di 4,11 m, le stesse dimensioni della prima Renault Captur, lanciata esattamente 20 anni dopo. Il Racoon è alto, con 2,12 m sotto il tetto.

Renault Racoon: caratteristiche della concept car

Design organico

Il suo stile è chiaramente in linea con la tendenza biodesign allora in voga, ovvero con forme morbide e flessuose ispirate alla natura.

Una sorta di ciottolo levigato su una base tecnica che evoca il superamento di tutti gli ostacoli possibili e inimmaginabili.

In breve, nulla doveva fermare il Racoon, nemmeno gli specchi d’acqua, il che è logico per una macchina il cui nome significa procione nella lingua di Shakespeare.

In origine, il veicolo doveva essere anfibio. Si trattava di una caratteristica troppo restrittiva per un prototipo da esposizione, e le specifiche furono presto disattese.

Un motore V6 da 262 CV!

Questa antenata della Captur, vicina alla natura per il suo aspetto da batrace, non ne dimostrava un profondo rispetto con una meccanica poco ecologica nonostante i suoi pneumatici verdi.

Infatti, era equipaggiata con il meglio del momento, ovvero un motore 3.0 V6 a benzina da 262 CV, una potenza di tutto rispetto erogata alle quattro ruote con un gruppo di pneumatici asimmetrici (20 pollici all’anteriore e 21 al posteriore) attraverso una trazione integrale.

Tutti elementi tecnici che la Renault Captur non ha mai avuto. Futuristica fino alla fine della bolla che ne ricopre gli interni, la Racoon ha evocato anche l’universo della fantascienza e in particolare i dischi volanti come quello venduto a caro prezzo durante l’ultima edizione di Rétromobile lo scorso febbraio.

A bordo, nessun touch screen ma già gli inizi di un head-up display su una doga di vetro e una tappezzeria originale (vedi la nostra galleria fotografica) ormai diventata kitsch.

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