Toyota elimina modelli non profittevoli sotto la guida di Kenta Kon

Toyota sta rivedendo la sua gamma di modelli sotto la guida del nuovo CEO Kenta Kon, con l'obiettivo di eliminare varianti non profittevoli e migliorare l'efficienza

Francesca Lombardi

Francesca Lombardi, fiorentina, prese appunti tecnici dal primo box di un circuito toscano e da allora firma approfondimenti sui motori. In redazione sostiene un approccio metodico alle prove su pista, cura il format 'tecnica e cronaca' e conserva i fogli di appunti del debutto tecnico in autodromo.

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Toyota, il più grande costruttore automobilistico del mondo, sta intraprendendo un percorso di semplificazione della gamma sotto la guida del nuovo CEO Kenta Kon.

Durante l’assemblea annuale degli azionisti, Kon ha indicato l’eccessiva complessità della lineup come uno dei principali ostacoli all’efficienza e alla redditività del gruppo. L’obiettivo è eliminare varianti e progetti che non generano valore reale, senza però rinunciare alla varietà di motorizzazioni che da sempre caratterizza Toyota.

Questa mossa strategica rappresenta un intervento chirurgico più che una rivoluzione, ma i primi segnali, come lo stop allo sviluppo della Lexus LF-ZC elettricamostrano che la mannaia è già all’opera.

Kon, ex responsabile finanziario con la reputazione di uomo dei contiha visitato i centri di ricerca e sviluppo notando un proliferare di opzioni che fanno lievitare i costi senza un beneficio proporzionato per clienti o azienda.

La complessità della gamma Toyota

Toyota offre oggi una delle gamme più ampie del settore, con berline, SUV, pick-up, veicoli commerciali e modelli storici come la Land Cruiser Serie 70ancora in produzione dopo oltre quarant’anni.

Questa ricchezza di scelta, unita a numerose varianti tecniche e configurazioni per ogni powertrain, ha generato un carico crescente di specifiche e attività di sviluppo.

Il primo esempio concreto di questa strategia di semplificazione è l’abbandono della Lexus LF-ZCuna berlina elettrica premium prevista come punta di diamante tecnologica. La domanda incerta non giustificava l’impegno di risorse, riflettendo una valutazione pragmatica: mantenere solo ciò che aggiunge valore reale.

L’approccio multi-energia e il focus sui costi

Kon non intende imporre una sterzata improvvisa verso l’elettrico puro. Toyota continuerà a investire in benzina, diesel, ibrido e plug-in hybrid, con priorità assoluta all’aumento della capacità produttiva dei modelli ibridi, particolarmente richiesti in mercati come Stati Uniti e Giappone. Kon ha chiarito che la semplificazione riguarderà solo le attività inefficienti, senza frenare bruscamente alcuna tecnologia.

In qualità di esperto finanziario, il suo obiettivo principale è migliorare i margini: vendere meno varianti ma più redditizie.

Questo approccio si inserisce in un contesto in cui Toyota mantiene il primato mondiale per volumi di vendita (oltre 10,5 milioni di unità nel 2026), pur registrando un calo degli utili netti per il terzo anno consecutivo e avendo perso il primato di società giapponese più capitalizzata.

Prospettive per clienti e competitività

Per i clienti di Toyota, il cambiamento non dovrebbe tradursi in una drastica riduzione di scelta, ma in una gamma più mirata e meglio calibrata sulle reali esigenze di mercato.

Eliminare progetti poco performanti libera risorse da destinare a innovazioni ad alto impatto, come il rafforzamento della produzione ibrida e lo sviluppo di nuove tecnologie.

Toyota conferma così la sua strategia multi-tecnologica, che Akio Toyoda ha sempre difeso sostenendo che le auto elettriche pure raggiungeranno una quota soltanto limitata del mercato globale. Il successo della nuova direzione dipenderà dalla capacità di Kon di bilanciare rigore sui costi e mantenimento dell’attrattiva del marchio.

Se ben eseguita, questa potatura potrebbe rendere Toyota più agile e profittevole senza intaccare la sua posizione di leader mondiale.