Tyler Reddick ottiene due successi consecutivi all'inizio della stagione con 23XI Racing, incluse Daytona 500 e Autotrader 400 ad Atlanta
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La stagione 2026 della NASCAR Cup Series si è aperta con un colpo d’occhio che parla di continuità e resilienza: il pilota californiano Tyler Reddick, al volante della Toyota n.
45 del team 23XI Racing — co-proprietà della leggenda del basket Michael Jordan — ha firmato le vittorie nelle prime due prove del calendario. Pubblicato il 23 febbraio 2026, il successo ad Atlanta conferma un avvio di campionato tanto efficace quanto imprevedibile, con momenti decisivi distribuiti tra incidenti, rimescolamenti e finish in overtime.
Partire con due affermazioni in altrettante gare è un risultato raro nella storia della serie: Reddick ha trionfato prima nella Daytona 500, la classica più prestigiosa, e poi nella Autotrader 400 sull’EchoPark Speedway di Hampton, Georgia.
Questa combinazione lo pone tra i pochi piloti capaci di aggiudicarsi le prime due prove dell’anno, un traguardo che non si era visto dal 2009. Il percorso fino alla bandiera a scacchi è stato caratterizzato da strategie di squadra, gestione dei danni e opportunismi sulle ripartenze.
Alla Daytona 500 Reddick ha saputo gestire un finale incandescente, uscendo vittorioso da un duello in volata con Ricky Stenhouse Jr.
e Joey Logano. La capacità di restare nel gruppo giusto al momento opportuno e l’abilità in frenata nella volata gli hanno permesso di prendersi la corsa più iconica del calendario, consolidando fiducia per le gare successive.
L’Autotrader 400 è stata una gara spezzata da numerose interruzioni e da incidenti che hanno rimescolato i valori in campo. La prima fase è andata a Austin Cindric, mentre la seconda ha visto salire la tensione con vari contatti che hanno coinvolto piloti di primo piano.
Tra i protagonisti dei momenti concitati ci sono stati Christopher Bell, Denny Hamlin, Ty Gibbs e Kyle Larson, tutti alle prese con contatti o uscite di pista che hanno influito sulle strategie di rifornimento e posizionamento.
Al giro 160 Reddick è stato coinvolto in un impatto iniziato da Hamlin che ha danneggiato il parafango anteriore destro della sua Camry: nonostante ciò il pilota di 23XI ha mantenuto ritmo e posizione, dimostrando come la gestione dei danni sia fondamentale in un ovale dove anche un danno estetico può tradursi in perdita di velocità.
Un altro momento cruciale è avvenuto al 222° passaggio, quando una carambola ha coinvolto diversi contendenti e ha portato la gara verso una soluzione in overtime.
La parte conclusiva dell’evento ha vissuto una serie di restart concitati. Bubba Wallace è riuscito a prendere la testa della corsa dopo la breve sosta per incidente, ma i tentativi di attacco si sono susseguiti fino a quando, in uno dei restart supplementari, una manovra aggressiva tra Carson Hocevar e Christopher Bell ha scompaginato le chances di qualcuno.
Reddick ha sfruttato l’attimo, portandosi al comando e resistere fino all’arrivo nonostante la carrozzeria danneggiata.
Al traguardo Reddick ha preceduto di misura Chase Briscoe, mentre al terzo posto si è piazzato Ross Chastain. Completarono la top five Carson Hocevar e Daniel Suarez. Il risultato ha confermato la competitività della Toyota nel breve periodo e la capacità di 23XI Racing di trasformare momenti di difficoltà in opportunità di vittoria.
Questo inizio di stagione lancia più di un segnale: Reddick si candida come uno dei favoriti per la lotta al titolo, mentre 23XI Racing conferma di avere risorse tecniche e operative per competere al vertice. La stagione 2026, con la riforma del format che prevede il ritorno alla Chase for the Cup nelle ultime dieci gare e l’eliminazione dei playoff così come noti, potrebbe riservare sorprese e strategie differenti rispetto al passato, rendendo ogni vittoria d’inizio anno ancora più preziosa.
Prossima sfida per la serie sarà il primo appuntamento fuori dagli ovali: la transizione ad un tracciato stradale rappresenterà un banco di prova per team e piloti, chiamati ad adattare assetti e stile di guida dopo un avvio così intenso e segnato da continui cambi di scenario in gara.