Una MX-5 NC rivestita con una carrozzeria in fibra che richiama l'Aston Martin: meccanica originale Mazda, 26.000 miglia e dettagli artigianali firmati Simpson Design
Davanti a un’auto come questa si verifica subito un cortocircuito visivo: la sagoma e i dettagli d’anteguerra evocano un’icona inglese, ma la struttura sottostante è interamente nipponica.
Si tratta di una Mazda MX-5 di terza generazione (NC) che ha subito una trasformazione estetica radicale ad opera di Simpson Design, un atelier dello stato di Washington. L’operazione non vuole ingannare il pubblico: è piuttosto un esercizio di stile che sovrappone una carrozzeria in fibra di vetro ispirata all’Aston Martin a una meccanica moderna e accessibile.
Questa vettura, che compare su piattaforme di vendita specializzate con documentazione fotografica della costruzione, ha percorso circa 26.000 miglia (circa 42.000 km) e conserva un titolo pulito.
La trasformazione include una verniciatura verde chiaro, un hardtop rimovibile coordinato, e una serie di dettagli artigianali come maniglie prese da modelli storici e ruote a raggi montate con sistema knock-off. Il risultato è un oggetto che fa discutere ma resta guidabile e manutenibile come una normale MX-5.
Alle spalle dell’intervento c’è Simpson Design, una piccola carrozzeria che lavora su trasformazioni estetiche partendo da basi meccaniche affidabili.
L’approccio ricorda quello di alcuni carrozzieri giapponesi specialisti in reinterpretazioni d’epoca: si mantiene la sostanza tecnica della vettura originale e si rielabora la carrozzeria per ottenere un risultato scenografico. Nel caso di questa Mazda MX-5, la carrozzeria in fibra è stata realizzata all’inizio del 2026 e l’auto è stata poi acquisita dall’attuale venditore nel 2026. Le immagini che documentano il processo mostrano fasi di rifinitura, montaggio di fari carenati e riflessi della vernice che sottolineano l’impronta artigianale del lavoro.
La trasformazione include elementi specifici pensati per richiamare l’Aston Martin: una griglia a nido d’ape, prese d’aria sul cofano e parafanghi anteriori ventilati. I fari sono carenati con coperture trasparenti, le maniglie provengono da una Lancia Flavia e i fendinebbia sono presenti ma non collegati elettricamente. All’interno si trovano sedili avvolgenti rivestiti in vinile beige, pannelli di porta originali adattati e inserti in legno sul cruscotto e sulla console.
Un volante Nardi con bordo in legno completa la scenografia, mentre il contachilometri conserva tarature tipiche della MX-5 e strumenti chiaramente riconoscibili.
Sotto la carrozzeria estetica rimane il cuore tecnico della MX-5: un motore 2.0 litri quattro cilindri MZR che sviluppa circa 166 cavalli e una coppia dichiarata che consente una guida vivace su strade secondarie. La trasmissione è un cambio automatico a sei marce, scelto per la comodità d’uso piuttosto che per la sportività pura del cambio manuale, e il telaio conserva le sospensioni a doppio braccio anteriore e multilink al retrotreno tipiche della generazione NC.
Freni a disco su tutte e quattro le ruote e ABS assicurano un comportamento prevedibile e sicuro.
L’auto monta ruote a raggi da 16″ fissate con sistema knock-off e pneumatici Kuhmo Ecsta PA31 nelle dimensioni 195/60. La dotazione include sia la capote in tessuto sia il hardtop verniciato, offrendo versatilità tra guida scoperta e protezione. Elementi come la presa d’aria sul cofano e le coperture dei fari sono principalmente estetici, mentre la scelta di mantenere la meccanica Mazda integra la personalizzazione con la praticità di un servizio di manutenzione accessibile in qualunque officina autorizzata Mazda.
Se l’obiettivo è stupire ai semafori o possedere qualcosa di unico senza la complessità di un’auto d’epoca originale, questa Mazda MX-5 è un candidato interessante. Ne esistono pochissimi esemplari: la serie di Simpson Design comprende una versione roadster come questa e almeno una coupé, rendendo l’auto un oggetto da collezione per chi cerca originalità. Il prezzo d’asta o di mercato rifletterà sia il lavoro artigianale sia la rarità, mentre la meccanica affidabile mantiene i costi di gestione più bassi rispetto a un vero classico inglese.
Prima di valutare un acquisto è fondamentale esaminare il rapporto Carfax che, in questo caso, risulta pulito, e verificare il documento di circolazione (titolo dello stato dell’Oregon per questa unità). Controllare lo stato della carrozzeria in fibra, l’integrità dei fissaggi del hardtop e la perfetta funzionalità degli impianti (fendinebbia collegati o meno, impianto elettrico) è essenziale per evitare sorprese. Infine, considerare che la manutenzione ordinaria può essere svolta come su una normale Mazda, un vantaggio concreto per chi desidera guidare senza l’ansia delle spese di restauro.