Valentina Rodini racconta la frase che le ha permesso di andare oltre la paura

Valentina Rodini parla del momento decisivo prima di una finale olimpica, della disciplina maturata nello sport e del cambiamento del programma olimpico che ha cancellato la sua categoria dei pesi leggeri.

Francesca Lombardi

Francesca Lombardi, fiorentina, prese appunti tecnici dal primo box di un circuito toscano e da allora firma approfondimenti sui motori. In redazione sostiene un approccio metodico alle prove su pista, cura il format 'tecnica e cronaca' e conserva i fogli di appunti del debutto tecnico in autodromo.

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In un confronto pubblico dedicato allo sport e al turismo, Valentina Rodini ha ripercorso momenti chiave della sua carriera spiegando come una frase semplice le abbia permesso di domare la paura nei minuti che precedevano una finale olimpica.

La sua testimonianza ricostruisce non solo l’emozione di quell’istante ma anche l’evoluzione del rapporto con lo sport dopo il massimo risultato internazionale.

L’ex canottiera ha inoltre affrontato il tema delle trasformazioni nel programma olimpico, ricordando la decisione che ha escluso la sua categoria, i pesi leggeri e mettendo a fuoco il nuovo ruolo istituzionale assunto all’interno della federazione e del Comitato Olimpico.

I minuti prima della finale: la frase che ha cambiato tutto

Rodini descrive i momenti immediatamente precedenti alla gara come una sospensione di tensione in cui la mente oscilla tra il desiderio di scappare e la necessità di agire. Mentre era in acqua per il riscaldamento, a pochi minuti dalla partenza, sentì crescere il peso dell’ansia fino a desiderare di tuffarsi per sottrarsi al disagio. Proprio in quel frangente una compagna le ricordò una semplice indicazione: «Ricordati di andare oltre la paura».

Quel richiamo divenne un mantra che le ridiede lucidità: accettare il timore ma non lasciarsi bloccare da esso. La consapevolezza che partire era l’unica opzione per poter sperare nella vittoria le diede la serenità necessaria a scattare al comando della gara.

Un punto di vista sulla gestione dell’ansia

Il racconto di Rodini offre una lettura pratica del controllo emotivo nello sport d’élite: la paura non è un segnale da negare ma un elemento da attraversare.

Questo approccio mette in luce il valore dell’allenamento mentale e della fiducia nella preparazione, aspetti che l’atleta considera ormai parte integrante dell’allenamento quotidiano tanto quanto la tecnica e la resistenza.

Dal podio alle istituzioni: nuovi ruoli e responsabilità

Dopo i successi in gara, Rodini ha intrapreso un percorso che l’ha portata anche a svolgere compiti di rappresentanza. Attualmente ricopre la carica di consigliere federale nella Quota Atleti della federazione di canottaggio e fa parte della giunta del Comitato Olimpico.

In queste sedi ha potuto osservare il funzionamento dell’organizzazione sportiva dall’altra parte della barricata: se da atleta l’attenzione è concentrata sull’esecuzione tecnica, nel lavoro istituzionale emerge la complessità delle scelte e la catena decisionale che regge una competizione internazionale.

Questa esperienza le ha consentito di comprendere meglio come nascono i programmi e le iniziative che sostengono lo sport: progettare eventi, valutare risorse e costruire politiche per gli atleti sono attività che richiedono visione e responsabilità.

Rodini sottolinea il privilegio di poter contribuire a questi processi e il valore formativo che hanno avuto per la sua crescita personale.

Il cambiamento nel programma olimpico e l’addio ai pesi leggeri

Un tema concreto affrontato dall’atleta riguarda la revisione del programma olimpico che ha portato all’esclusione della categoria dei pesi leggeri. Al suo posto entrerà in scena una disciplina nuova, il canottaggio da mare caratterizzata da imbarcazioni più pesanti e da una sequenza che include tratti di corsa oltre alla navigazione.

Questo riassetto impone scelte difficili per chi pratica specialità rimaste fuori dal programma: per Rodini significa la fine della possibilità di partecipare alle prossime Olimpiadi nella sua categoria di riferimento.

Per promuovere la nuova disciplina in Italia è stato lanciato un open day gratuito con l’obiettivo di far conoscere il canottaggio da mare al pubblico e agli appassionati. La novità tecnica e atletica di questa specialità potrebbe però avvantaggiare atleti con profili differenti rispetto a quelli del canottaggio tradizionale, dato il peso delle barche e le componenti di corsa richieste prima e dopo la fase in acqua.

Rodini conclude ricordando come la disciplina, la fiducia negli allenatori e la capacità di portare a termine gli allenamenti siano strumenti che lo sport le ha lasciato per la vita quotidiana. Anche se non gareggerà nella prossima edizione dei Cinque Cerchi a causa della riorganizzazione delle discipline, continua a investire energie nel promuovere la pratica e a operare all’interno delle istituzioni sportive per supportare le nuove generazioni.