Un quadro chiaro e trasparente per misurare impatto ambientale e sociale dei prodotti cosmetici e wellness, basato su oltre 50 criteri e sviluppato con il contributo di 22 stakeholder
Il Green Impact Index nasce come uno strumento pratico per quantificare l’impatto ambientale e sociale dei prodotti nel settore cosmetico, degli integratori alimentari e del wellness e healthcare.
Progettato per offrire maggiore trasparenza ai consumatori e alle aziende, questo indice si fonda su una metodologia riconosciuta: la AFNOR Spec 2215. Dietro la sua costruzione ci sono il contributo e l’esperienza di 22 aziende, associazioni e federazioni, che hanno collaborato per definire criteri chiari e applicabili.
Il valore aggiunto del sistema è la capacità di sintetizzare informazioni complesse in risultati comprensibili, utili sia per la comunicazione al pubblico sia per l’analisi interna.
L’indice considera più di 50 parametri diversi, coprendo aspetti che vanno dall’origine degli ingredienti alla filiera produttiva, passando per le condizioni sociali degli stabilimenti. In questo modo, il Green Impact Index non si limita a valutare un singolo aspetto, ma dà una fotografia globale del profilo sostenibile di un prodotto.
Il cuore dell’analisi è rappresentato da criteri che indagano due macro-aree: l’impatto ambientale e l’impatto sociale.
Sul fronte ambientale entrano in gioco parametri come l’origine degli ingredienti, l’efficienza energetica della produzione, la gestione dei rifiuti e la scelta del packaging. Sul piano sociale si valutano le condizioni di lavoro, il rispetto dei diritti umani lungo la filiera e le pratiche di acquisto responsabile. L’obiettivo è trasformare dati tecnici in indicatori comunicabili, utili per confrontare prodotti diversi e per promuovere scelte di miglioramento.
La struttura metodologica si basa sulla AFNOR Spec 2215, che fornisce linee guida per la valutazione sistematica dei prodotti. La costruzione dell’indice ha coinvolto 22 stakeholder — imprese, associazioni e federazioni — per assicurare che i criteri fossero pratici e rilevanti. Tra questi criteri figurano indicatori quantitativi e qualitativi, applicati in modo coerente per garantire trasparenza e comparabilità. Questo approccio collaborativo aumenta la robustezza del sistema e facilita l’adozione da parte di aziende di diverse dimensioni e specializzazioni.
Un elemento spesso segnalato è la percentuale di ingredienti naturali: ad esempio, molti prodotti valutati riportano valori come il 86% di ingredienti di origine naturale, un dato che aiuta a comprendere la componente botanica o derivata da risorse rinnovabili. Altrettanto importanti sono le pratiche produttive: lo standard richiede che la produzione avvenga in stabilimenti certificati secondo norme ambientali come la ISO 14001 e/o la ISO 50001.
Queste certificazioni attestano l’attenzione all’efficienza energetica e alla gestione ambientale, aspetti che pesano significativamente nella valutazione complessiva.
La dimensione sociale è valutata con la stessa attenzione: la presenza di stabilimenti con alti standard sociali è un criterio privilegiato, così come la trasparenza sulle condizioni di lavoro e sulle politiche di responsabilità sociale d’impresa. Un caso esemplare è quello della marca Avène, appartenente al Gruppo Pierre Fabre, che ha ottenuto il livello più elevato — “Exemplary” — della Certificazione AFNOR per la responsabilità sociale e per l’iniziativa Responsibility Europe, confermando un impegno consolidato verso lo sviluppo sostenibile.
L’adozione del Green Impact Index porta benefici concreti: per le aziende significa disporre di uno strumento di autovalutazione e comunicazione efficace; per i consumatori rappresenta una guida affidabile nella scelta dei prodotti. L’indice facilita la comparazione tra referenze diverse e favorisce pratiche di miglioramento continuo, incentivando l’adozione di ingredienti sostenibili, processi produttivi più virtuosi e politiche sociali responsabili. In ultima analisi, è uno strumento che traduce impegni tecnici in messaggi chiari e verificabili.
Per rendere l’uso del Green Impact Index ancora più efficace è essenziale la diffusione tra operatori del settore e la formazione su come interpretare i risultati. Le aziende possono integrare i punteggi nelle etichette di prodotto o nei report di sostenibilità, mentre le istituzioni di certificazione e le associazioni di categoria possono supportare la standardizzazione dell’approccio. L’obiettivo condiviso rimane quello di promuovere una filiera più sostenibile e più trasparente, dove consapevolezza e responsabilità guidano le scelte.