Da Costa firma la vittoria al suo 150° start in Formula E e Jaguar celebra una doppietta con Evans al secondo posto
La tappa di Madrid della Formula E ha offerto uno spettacolo serrato, deciso da mosse tattiche e da sorpassi all’ultimo respiro.
In una corsa ricca di colpi di scena Antonio Felix Da Costa ha raccolto il successo nel suo centocinquantesimo avvio nella serie elettrica, precedendo il compagno di squadra Evans e Pascal Wehrlein, autore di un sorpasso decisivo all’ultima curva.
L’evento ha messo in luce l’importanza della strategia di squadra e di alcuni elementi tecnici come l’Attack Mode e il timing dei pit stop: i verdetti della pista si sono decisi tanto negli specchietti quanto nelle accelerazioni finali.
La pole position è andata a Nick Cassidy, primo al via con la sua Citroën che ha centrato la prima pole nella massima serie elettrica. La partenza, però, è stata turbata da un contatto tra Nyck De Vries e Wehrlein che ha lesionato l’alettone della Mahindra e ha comportato una penalità di cinque secondi per l’olandese. Anche Rowland ha ricevuto una penalità che lo ha portato a scontare un drive through, complicando il suo weekend.
Intanto Dan Ticktum ha bruciato molte posizioni: partito dalla nona piazza ha risalito fino al secondo posto, dimostrando ottima velocità in rimonta.
Al quinto giro l’Attack Mode ha dato la carica a Felipe Drugovich, il quale grazie all’extra potenza è risalito fino a guidare temporaneamente la corsa. Tuttavia la svolta vera è arrivata con la finestra dei pit stop: verso la fine dell’undicesimo giro Da Costa è rientrato per primo e il box Jaguar ha replicato in massa, guadagnando terreno.
Questa scelta anticipata ha funzionato come un classico undercut, consentendo al portoghese di sorpassare virtualmente chi si sarebbe fermato più tardi.
Dopo i cambi gomme le posizioni si sono ricomposte con Max Günther a condurre momentaneamente, ma la sua resistenza si è esaurita poco dopo. I piloti che avevano anticipato il pit stop hanno beneficiato non solo di pista libera ma anche del vantaggio di non avere ancora consumato tutta l’extra potenza disponibile, un fattore tecnico che ha permesso loro di accumulare secondi preziosi.
A due giri dal termine il gruppo di testa contava sei piloti in lotta, ma sia Sébastien Buemi che Edoardo Mortara hanno perso contatto con i leader, lasciando davanti Da Costa, Ticktum, Wehrlein ed Evans.
Nel finale Ticktum ha tentato di difendere il podio conquistando sorpassi decisivi, ma Pascal Wehrlein non ha mollato: al penultimo tratto dell’ultima curva ha infilato un sorpasso spettacolare su Ticktum, strappandogli la terza posizione.
Il traguardo ha mostrato un gruppo compatto, con ben quattro piloti racchiusi in meno di un secondo, a testimonianza dell’equilibrio della gara.
La giornata ha sorriso a Jaguar: oltre alla vittoria di Da Costa e al secondo posto di Evans, la squadra ha raccolto conferme sulla bontà delle proprie scelte di strategia. Tra i protagonisti da segnalare anche la rimonta di Ticktum, che ottiene il suo miglior risultato stagionale nonostante la beffa finale.
Sul versante opposto, DS Penske non ha raccolto punti, prolungando una fase complicata con soli due punti nelle ultime quattro gare; il team lascerà la serie a fine stagione, con l’ingresso di Opel (sempre sotto l’ombrello di Stellantis).
Infine, la delusione per De Vries è stata grande: dopo una qualifica positiva l’olandese è stato penalizzato e ha subito la rottura dell’alettone, terminando la gara in diciottesima posizione. Anche Rowland, costretto al drive through, ha chiuso lontano dai punti.
La corsa di Madrid conferma come in Formula E non solo la velocità pura ma soprattutto la strategia e la gestione dell’energia siano decisive per il risultato.