Crescita del mercato camion a gennaio 2026: +4,0% trainata dai mezzi medi e leggeri

Gennaio 2026 segna un aumento del 4% per i veicoli industriali: forte crescita nelle fasce medie e leggere e stabilità per i pesanti oltre 16 t. UNRAE chiede politiche chiare e strumenti abilitanti

Il mercato italiano dei veicoli industriali inizia il 2026 con segnali incoraggianti. I dati del Centro Studi e Statistiche di UNRAE, elaborati sul flusso ministeriale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, registrano a gennaio 2.680 immatricolazioni per mezzi oltre le 3,5 tonnellate: un +4,0% rispetto alle 2.578 dello stesso mese dell’anno precedente. Dietro questo aumento si intravedono dinamiche di segmento eterogenee e l’impatto della transizione tecnologica sui pesi dei veicoli; sarà importante osservare l’evoluzione nei prossimi mesi per capire se la ripresa si consolida.

Il quadro e i numeri principali
L’incremento non è omogeneo su tutta la gamma: è concentrato soprattutto nelle fasce intermedie oltre le 3,5 tonnellate. I mezzi tra 6,01 e 15,99 tonnellate sono saliti da 227 a 295 immatricolazioni (+30,0%), mentre la categoria 3,51–6 tonn. ha registrato uno scatto ancora più rilevante, passando da 51 a 92 unità (+80,4%). Una parte di questo slancio è legata alla diffusione dei veicoli commerciali leggeri a propulsione alternativa, che mantengono capacità operative simili ai mezzi tradizionali ma, a causa di batterie e sistemi di alimentazione, spesso superano la soglia delle 3,5 tonnellate e vengono così conteggiati tra gli industriali.

Il segmento dei pesanti (≥16 tonnellate)
Sui pesanti il mercato mostra sostanziale stabilità: le immatricolazioni per mezzi pari o superiori a 16 tonnellate sono state 2.293, quasi in linea con le 2.300 dell’anno precedente (-0,3%). All’interno della categoria, i carri sono lievemente diminuiti (-3,1%), passando da 939 a 910 unità, mentre i trattori stradali hanno fatto registrare un piccolo incremento (+1,6%), da 1.361 a 1.383. Questo equilibrio suggerisce un parco in fase di rinnovo ordinario più che un’espansione volumetrica, ma i prossimi mesi diranno se la tendenza si confermerà.

Tecnologia, pesi e ricadute normative
La transizione energetica sta cambiando la composizione del parco circolante: molti furgoni elettrici o a idrogeno pesano di più rispetto alle versioni a combustione e finiscono per oltrepassare la soglia che li classifica come veicoli industriali. Il risultato non è soltanto tecnologico, ma anche statistico e amministrativo: variazioni di peso implicano riclassificazioni che possono incidere su tasse, costi di esercizio e requisiti normativi. Per questo motivo sarà cruciale seguire l’evoluzione dei pesi, delle omologazioni e delle norme a valle della diffusione delle nuove motorizzazioni.

L’impatto del Pacchetto Automotive europeo
La revisione normativa in sede comunitaria può modificare emissioni attese, incentivi e le regole che favoriscono l’elettrificazione o l’adozione dell’idrogeno nei mezzi pesanti. UNRAE sottolinea la necessità di un approccio pragmatico e integrato: gli investimenti richiesti sono ingenti, le infrastrutture di ricarica e rifornimento sono ancora scarse e permangono incertezze regolatorie. Tutto ciò rende complessa la pianificazione delle aziende di trasporto e può frenare decisioni di investimento se non arrivano segnali chiari e tempestivi da istituzioni e regolatori.

Richieste del settore e strumenti di supporto
Dal fronte industriale arriva la richiesta di misure concrete per accelerare il rinnovo del parco. Giovanni Dattoli, presidente della Sezione Veicoli Industriali di UNRAE, chiede condizioni che agevolino la transizione e mantengano competitività: stabilità negli incentivi, semplificazioni normative e facilitazioni fiscali per l’adozione di mezzi di nuova generazione. In questa direzione UNRAE giudica positivamente l’istituzione del Fondo pluriennale proposta dal MIT, ma sottolinea l’urgenza di chiarire come saranno utilizzati i 19 milioni di euro già stanziati per la decarbonizzazione del parco, al momento ancora non assegnati. La definizione dei criteri operativi per la ripartizione delle risorse sarà determinante per misurare l’impatto sulle imprese e sugli investimenti infrastrutturali.

Verso una roadmap condivisa
Per ridurre l’incertezza e favorire gli investimenti serve una roadmap chiara, con tempi, strumenti finanziari e indicazioni operative condivise. Una combinazione di finanziamenti dedicati, regole stabili e reti di ricarica/refueling adeguate può abbattere il rischio percepito dagli operatori e accelerare il ricambio del parco, con benefici concreti in termini di emissioni e di efficienza operativa nella logistica.

Il mese di gennaio 2026 ha aperto con indicatori positivi per il mercato dei veicoli industriali, ma il vero banco di prova sarà la capacità delle istituzioni e delle imprese di tradurre questi segnali in politiche e investimenti coerenti. Ora si attendono i criteri definitivi per l’assegnazione delle risorse: saranno questi passaggi a definire ritmi e modalità della transizione verso mezzi più puliti.

Scritto da Francesca Neri
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