Il noleggio incide per circa il 33,6% delle immatricolazioni italiane: il breve termine accelera, il lungo termine mostra segnali misti e i brand cinesi guadagnano terreno nelle flotte
Il mercato automobilistico italiano apre il 2026 con un elemento che ormai detta la direzione: il noleggio.
Nel primo trimestre si registrano 179.017 veicoli targati tramite formule di noleggio, di cui 164.492 sono autovetture (+12,3%) e 14.525 veicoli commerciali leggeri (-11,3%). Complessivamente il comparto raggiunge una quota di mercato pari al 33,6%, confermando che il pay‑per‑use è diventato una componente strutturale delle immatricolazioni nazionali.
Dietro il numero complessivo emergono dinamiche diverse tra i canali: il noleggio a breve termine mostra una spinta netta, mentre il noleggio a lungo termine sembra rallentare se letto in superficie.
Contestualizzare i dati è essenziale per capire se si tratta di una fluttuazione ciclica o di un mutamento più profondo nelle politiche di acquisto delle aziende e dei consumatori.
Nel dettaglio, il canale a breve termine ha segnato un incremento molto forte nelle immatricolazioni di autovetture, pari a +58,3% sul trimestre, effetto di un massiccio restocking delle flotte i cui beni sono stati rinnovati anche in vista delle esigenze turistiche e degli eventi stagionali.
Il risultato del breve termine ha trainato la crescita complessiva del settore, mentre il lungo termine registra una flessione dell’1 canale auto di -3,51%, un dato influenzato anche dal confronto con un trimestre 2026 particolarmente anomalo per alcune captive.
La ripresa del turismo internazionale e l’anticipo dei rinnovi di parco hanno spinto i volumi del noleggio a breve termine, con mesi in cui le variazioni mensili hanno mostrato picchi eccezionali.
Questo canale beneficia inoltre di una maggiore rotazione dei modelli e di una domanda concentrata sulle city car e sui SUV compatti, rendendolo sensibile alla stagionalità ma anche rapido nell’assorbire nuove offerte dal mercato.
Il calo delle targhe nel noleggio a lungo termine va interpretato con cautela: rispetto al primo trimestre 2026 alcune società avevano registrato volumi straordinari, rendendo il confronto percentuale meno rappresentativo.
In termini assoluti il NLT continua a muovere cifre significative e resta il canale dove il rinnovo delle car policy aziendali pesa di più sulle decisioni strategiche.
La composizione delle alimentazioni nei parchi a noleggio mostra tendenze nitide: il diesel perde terreno in modo marcato, attestandosi al 22,6% nel NLT con una riduzione dei volumi del -18,8% e al 10,4% nel NBT.
In controtendenza si inseriscono le plug‑in hybrid (PHEV), che registrano una crescita del +124,8% nel lungo termine e un balzo ancora più pronunciato nel breve termine (+ oltre 300%). Le vetture elettriche pure (BEV) mantengono quote ancora contenute nel NLT (circa 5,51%) e mostrano, in alcuni segmenti, una contrazione delle immatricolazioni.
La diffusione delle PHEV è in parte sostenuta da vantaggi fiscali e dalla minore esposizione al fenomeno del range anxiety rispetto alle BEV.
Il meccanismo del fringe benefit per le auto aziendali ha favorito la scelta delle ibride ricaricabili, che oggi trovano ampio impiego nelle car policy delle imprese.
Per quanto riguarda i modelli più richiesti, nelle flotte a lungo termine rimane in testa la Fiat Panda con circa 6.000 unità, seguita dalla nuova Fiat Grande Panda (vicina alle 4.000 unità) e da modelli come Volkswagen Tiguan, BMW X1 e Peugeot 3008.
Nel noleggio a breve termine la graduatoria è guidata dalla Jeep Avenger, seguita da Fiat Panda, Renault Captur, Fiat Grande Panda e Nissan Qashqai, con distacchi contenuti tra i primi cinque.
Un elemento dirompente è l’avanzata dei brand cinesi, che hanno raddoppiato la loro quota fino al 12,4% complessivo: il NLT ha targato 7.145 auto cinesi, mentre il NBT ne ha immatricolate 10.820.
Sul fronte degli operatori, Leasys consolida il primato nel lungo termine con una quota intorno al 24,37% e una crescita superiore al 30%, seguita da Arval, Ayvens, Volkswagen Leasing e Alphabet. Nel breve termine i grandi gruppi internazionali come Avis Budget Italia ed Europcar si sfidano per la leadership, con Hertz subito alle spalle.
In sintesi, il primo trimestre del 2026 mette in evidenza un mercato in cui il noleggio è ormai un pilastro: il breve termine traina la crescita immediata, il lungo termine rimane essenziale per le politiche aziendali, mentre le scelte di alimentazione e l’ingresso dei brand cinesi ridisegnano le strategie delle flotte.
Le prossime mosse normative e fiscali potrebbero essere decisive per accelerare la transizione verso motorizzazioni più pulite e per stabilizzare il ritmo dei rinnovi.