Una panoramica completa sull'offerta diesel di Stellantis: dai propulsori ai prezzi, con le varianti di Alfa Romeo, Fiat, Peugeot, Opel, Citroën e DS
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Il gruppo Stellantis ha rimesso il diesel al centro di parte della sua gamma per rispondere a una domanda ancora significativa, in particolare tra chi percorre molti chilometri all’anno.
Dopo un periodo di forte spinta verso elettrico e ibrido, la casa ha ripristinato — senza grandi annunci — la disponibilità dei motori a gasolio nei configuratori europei, introducendo nuovamente numerosi modelli con alimentazione diesel.
In questa guida riepiloghiamo l’offerta attuale: il numero dei modelli, i tipi di propulsore impiegati, i consumi dichiarati e i prezzi di listino più significativi. L’obiettivo è fornire uno strumento pratico per confrontare opzioni e capire dove il diesel rimane competitivo.
La scelta del gruppo non è casuale: domanda di mercato, competitività dei prezzi rispetto all’elettrico e richieste dei clienti professionali hanno spinto a reinserire i motori a gasolio. Dalla fine del 2026 alcune versioni diesel sono tornate disponibili nei configuratori, una mossa che risponde sia a ragioni commerciali sia a valutazioni sulle emissioni in rapporto ai consumi reali. Inoltre, Stellantis ha lavorato per rendere i motori compatibili con carburanti avanzati come l’HVO, che riducono significativamente l’impronta di CO₂ nel ciclo di vita.
I propulsori diesel in gamma provengono da famiglie consolidate: due motori di origine Fiat Chrysler, il 1.6 MultiJet e il 2.2 MultiJet, e tre motori sviluppati nel gruppo PSA, cioè il 1.5, il 2.0 e il 2.2 BlueHDi. Tutti sono a quattro cilindri e, nella lista considerata, non presentano forme di elettrificazione.
Nel complesso la lista conta diciassette modelli diesel venduti nel 2026, con una gamma che va dalle berline compatte ai multispazio e ai SUV.
Qui riportiamo i dettagli delle versioni disponibili più rilevanti, comprensivi di potenza, consumi dichiarati e prezzo di partenza.
L’offerta Alfa mantiene tre modelli con motori a gasolio: la Tonale equipaggiata con il 1.6 diesel da 130 CV con cambio DCT a 6 rapporti (consumo medio 5,3 l/100 km, prezzo base 39.850 euro), la berlina Giulia con il 2.2 diesel da 160 CV (automatico a 8 marce, 5,0 l/100 km, 52.200 euro) e lo SUV Stelvio nella versione 2.2 da 160 CV (8 marce automatico, 5,8 l/100 km, prezzo base 57.300 euro).
Tra i modelli più pratici per lavoro e famiglia troviamo diversi multispazio e veicoli commerciali leggeri. La Fiat Tipo 4 porte con il 1.6 diesel da 130 CV dichiara 4,6 l/100 km e parte da 18.200 euro, risultando il modello diesel più economico. La gamma Fiat Qubo L è offerta con il 1.5 diesel nei tagli da 100 e 131 CV, con prezzi da 25.850 a 28.850 euro a seconda della potenza e del cambio.
La famiglia francese comprende la Peugeot 308 e la 308 SW con il 1.5 diesel da 131 CV (consumo 4,9 l/100 km) con prezzi di listino rispettivamente di 33.620 e 34.620 euro. I multispazio Rifter e Berlingo condividono motorizzazioni e pianali con soluzioni diesel da 100 o 131 CV. DS propone la N°4 e la DS 7 entrambe con il 1.5 diesel da 131 CV, consumi intorno a 5,2–5,5 l/100 km e prezzi di partenza rispettivamente di 39.900 e 45.900 euro.
Opel offre la Astra e la variante Sports Tourer con il 1.5 diesel 131 CV (consumi 4,9–5,1 l/100 km) a partire da 32.950 euro, oltre al Combo nelle versioni da 100 e 130 CV con prezzi da 26.850 a 30.580 euro. La Zafira rimane disponibile con il 2.2 diesel da 150 e 180 CV, con consumi dichiarati intorno a 6,2–6,9 l/100 km e prezzi di listino nei pressi di 39.850–41.950 euro.
Il ritorno del diesel in Stellantis è una risposta pragmatica a esigenze reali: chi percorre molti chilometri, chi utilizza vetture per lavoro o cerca un prezzo d’acquisto più contenuto rispetto all’elettrico può trovare nel gasolio una scelta sensata. La presenza di motori omologati per carburanti avanzati e la disponibilità di propulsori consolidati permettono al gruppo di offrire opzioni diverse e adattarsi a un mercato ancora frammentato tra elettrico, ibrido e termico.
Per chi valuta un acquisto è importante comparare consumi reali, costi di gestione e vincoli locali alla circolazione: il diesel moderno resta competitivo in termini di autonomia e consumo, ma la scelta migliore dipende sempre dall’uso effettivo dell’auto.