Arianna Casoli pronta alla sfida negli Stati Uniti con MKM Racing Development

Arianna Casoli, nota come Lady NASCAR, intraprende un programma negli Stati Uniti con MKM Racing Development per correre nella categoria Late Model e accumulare esperienza sugli short track

Il 26 marzo 2026 segna un nuovo capitolo nella carriera di Arianna Casoli. Dopo oltre un decennio trascorso nella NASCAR Euro Series e l’importante esperienza come prima donna a correre nella NASCAR Brasil, la pilota di Reggio Emilia si trasferisce negli Stati Uniti per un programma focalizzato sulle Late Model con il team MKM Racing Development.

Questo progetto non è solo un cambio di scenario: rappresenta un passaggio storico per le NASCAR International Series e per l’automobilismo italiano, poiché Casoli diventa la prima italiana, dopo Lella Lombardi nel 1977, ad affrontare una competizione NASCAR negli USA. La decisione nasce dalla volontà di ampliare competenze e confrontarsi con gli short track americani, considerati la palestra d’eccellenza per la disciplina delle stock car.

Il progetto e gli obiettivi sportivi

Il programma con MKM Racing Development punta principalmente all’acquisizione di esperienza sugli ovali corti, adattando lo stile di guida europeo alla fisicità delle stock car americane. L’intento è quello di realizzare una transizione graduale: le uscite previste includono tre gare sull’iconico Hickory Motor Speedway, noto come la “Culla delle Stelle della NASCAR”, dove l’intensità di gara e il traffico continuo mettono alla prova ogni pilota.

Primo step: Hickory Motor Speedway

Le prime gare a Hickory serviranno come banco di prova per imparare a gestire le traiettorie su ovale, modulare l’acceleratore nelle curve e affrontare il costante contatto ravvicinato. Per Casoli, con oltre 100 partenze nella NASCAR Euro Series e più di 50 vittorie di classe, si tratta di trasformare una consolidata esperienza in competenze specifiche per le Late Model americane.

La complessità tecnica degli short track

Gli short track impongono un diverso approccio rispetto ai circuiti stradali europei: la guida diventa più tattica, la gestione gomme è cruciale e il margine di errore è minimo. Le vetture Late Model, con oltre 400 cavalli e una struttura leggera senza ausili elettronici, richiedono precisione e costanza nella guida, oltre a una grande capacità di adattamento mentale alle dinamiche del gruppo di gara.

Caratteristiche delle Late Model

Le Late Model si distinguono per la loro semplicità meccanica e per l’enfasi posta sulle abilità del pilota: assenza di controlli elettronici, telaio rigido e potenza elevata. Su un ovale breve come quello di Hickory (0,363 miglia), la lotta corpo a corpo, i doppiaggi e la pressione costante rendono ogni sessione estremamente intensa e formativa per chi punta a misurarsi con la vera cultura delle stock car americane.

Significato umano e culturale del trasferimento

Il progetto assume anche un valore simbolico: la partecipazione femminile alle categorie top della NASCAR resta limitata, specialmente per chi decide di proseguire una carriera oltre i quarant’anni. Il percorso di Casoli, vincitrice di cinque Lady Trophy e di un Legend Trophy, rappresenta quindi un esempio concreto di come determinazione e continuità possano aprire nuove strade per le donne nel motorsport internazionale.

Supporto del team e prospettive

Secondo il proprietario di MKM, il team offrirà una struttura formativa consolidata, frutto di esperienza ai massimi livelli della NASCAR e di una presenza costante nei campionati late model del Sud-Est americano. L’obiettivo del gruppo è guidare Casoli nella curva di apprendimento, fornendo feedback tecnici e strategie operative per velocizzare l’adattamento agli ovali.

Per Arianna la sfida ha anche una forte componente emotiva: riconnettersi con l’adrenalina e con la soddisfazione personale persa nella stagione precedente è un incentivo importante. Con il soprannome di Lady NASCAR, la pilota vuole dimostrare che non esistono limiti di età per inseguire un sogno e, soprattutto, che il cambiamento può essere l’elemento che riaccende la passione per la competizione.

Scritto da Sofia Rossi