La conquista del titolo mondiale di Moto2 da parte di Diogo Moreira è più di una vittoria personale: con una rimonta che gli ha permesso di recuperare 61 punti su Manuel Gonzalez, Moreira ha consegnato al Brasile il suo primo iride nelle categorie del motomondiale che oggi contano (Moto3, Moto2 e MotoGP). Questo successo apre la strada al suo approdo in MotoGP, dove proverà a confermarsi ai massimi livelli, accompagnato dall’attenzione dei tifosi e dal riconoscimento dei campioni del passato come Alex Barros.
Il trionfo del brasiliano aggiorna una speciale classifica: sono ora 20 le nazioni che hanno colto almeno un titolo piloti nelle tre classi regine (o nei loro antenati: 125, 250, 500). Nel conteggio non sono state considerate categorie non più attive come 50, 80 e 350, né le competizioni per derivate di serie (Superbike, Supersport, Supersport 300), per mantenere il confronto focalizzato sulle classi ufficiali del motomondiale. Il risultato restituisce una fotografia storica delle nazioni che hanno lasciato un segno nel circus.
Dalla singola vittoria agli aneddoti più emozionanti
Al vertice della graduatoria ci sono stati lunghi periodi di dominio nazionale, ma molte nazioni compaiono con un solo titolo conquistato. In particolare, Austria, Brasile, Colombia, Finlandia e Ungheria condividono la posizione 16 con un titolo a testa. Tra gli episodi che restano impressi c’è il caso tragico di Rupert Hollaus, campione della 125 nel 1954 con la NSU e premiato postumo dopo l’incidente nelle qualifiche; oppure il destino spezzato di Jarno Saarinen, campione della 250 nel 1972 su Yamaha, che aveva iniziato l’anno successivo vincendo i primi tre GP. Più recenti sono i successi sudamericani: David Alonso ha dominato la Moto3 nel 2026 con 14 vittorie sulla CFMoto, mentre nel 2026 è stato il turno di Diogo Moreira in Moto2 sulla Kalex.
La classifica intermedia: eroi meno citati e grandi ritorni
Al centro della tabella trovano spazio nazioni con due o tre titoli: Nuova Zelanda, San Marino, Svezia e Venezuela vantano due successi ciascuna, grazie a figure come Hugh Anderson (125 con Suzuki) e Kent Andersson (125 con Yamaha). Il Venezuela, dopo il titolo nella 350 di Johnny Cecotto non conteggiato qui, ha celebrato Carlos Lavado in 250 nel 1983 e ancora qualche anno dopo. Rhodesia e Sudafrica figurano con tre titoli utili al conteggio attuale: esempi illustri sono Gary Hocking (500, MV Agusta) e Kork Ballington (250 nel 1978 e 1979 con Kawasaki). Anche la Svizzera è presente con quattro titoli, tra questi i tre di Luigi Taveri nella 125 e il successo moderno di Thomas Luthi nella 125 nel 2005.
Da Francia e Giappone fino all’Australia
Più in alto nella graduatoria emergono nazioni con un patrimonio di campioni: Francia e Giappone sono appaiate a quota otto, grazie a campioni recenti come Johann Zarco (double Moto2 2015-2016) e Ai Ogura (Moto2 2026). L’Australia, con undici titoli, ha scritto pagine memorabili attraverso nomi come Mick Doohan (cinque titoli consecutivi nella classe regina) e Casey Stoner (due titoli MotoGP). La Germania conta dodici affermazioni, mentre gli Stati Uniti sono a 17 grazie a campioni storici della 500 e della MotoGP come Eddie Lawson e Nicky Hayden.
I dominatori storici: Regno Unito, Spagna e Italia
Il Regno Unito ha scritto una parte enorme della storia con 31 titoli e leggende come Mike Hailwood e Phil Read. La Spagna, seconda nella graduatoria con 50 titoli, deve molto a figure come Ángel Nieto, Alex Crivillé e i successi moderni di Marc Márquez, Jorge Lorenzo e Joan Mir; molti di questi piloti hanno corso con impianti frenanti Brembo. Infine l’Italia domina con 71 titoli e campioni che fanno parte della leggenda, capitanati da Giacomo Agostini e completati da numeri importanti come Valentino Rossi e Carlo Ubbiali.
Il ruolo dei fornitori: perché Brembo è fuori classifica ma onnipresente
Al di là delle bandiere, esiste una costante tecnica che attraversa le vittorie: il contributo dei fornitori di componenti. Brembo è citata a parte perché, pur non essendo una nazione, è presente in gran parte dei successi: l’azienda vanta oltre 100 titoli complessivi nelle tre classi e 37 affermazioni nella 500/MotoGP, inclusi gli ultimi 32 consecutivi secondo i conteggi storici. Da qui il ruolo cruciale della tecnologia frenante nel determinare risultati e sicurezza sulle piste.
Chi potrebbe entrare nella lista nei prossimi anni
Lo sguardo al futuro indica potenziali nuove bandiere nell’albo d’oro: dalla Turchia con Toprak Razgatlıoğlu o i fratelli Oncu, al Belgio con Barry Baltus, fino ad Argentina, Malesia, Repubblica Ceca, Irlanda o Indonesia, nomi presenti negli elenchi piloti delle stagioni recenti. Un elemento sembra invece scontato: protagonisti e outsider dovranno confrontarsi con le sfide tecniche e, molto spesso, con componenti frenanti firmati Brembo.

