La McLaren ha dato a Leonardo Fornaroli la possibilità di guidare una monoposto di vertice per la prima volta, portandolo in pista al Circuit de Barcelona-Catalunya nell’ambito del programma Testing of Previous Cars (TPC). In due giornate intense il giovane pilota ha affrontato una sessione di apprendimento pratica che integra il lavoro svolto quotidianamente al simulatore e la preparazione richiesta dal suo incarico come pilota di riserva del team. L’esperienza è stata concepita per fargli acquisire sensibilità e routine necessarie quando si trova al volante di una Formula 1 reale, anche se si tratta di una vettura di una generazione precedente.
Durante il test Fornaroli ha completato 110 giri, pari a circa 512,200 chilometri, al volante della MCL60 usata in pista dalla squadra nella stagione 2026. L’obiettivo non era solo percorrere chilometri, ma lavorare su differenti condizioni operative: dal pieno di carburante alle simulazioni con serbatoio alleggerito, analizzando riscontri tecnici e sensazioni che poi vengono tradotte in parametri utilizzabili al simulatore. Questa prima esperienza su una F1 costituisce un tassello concreto nel percorso di formazione previsto dal Driver Development Programme del team.
Il significato del test in pista
Il banco di prova di Barcellona non è stato solo un rito di passaggio simbolico, ma una sessione strutturata per valutare adattabilità e progressi. Il test ha permesso a Fornaroli di confrontarsi con la complessità di una monoposto di Formula 1, imparando a leggere il comportamento dell’assetto e a gestire la diversa risposta alle variazioni di carico e carburante. Questa esperienza pratica aiuta inoltre a migliorare la capacità di correlare le informazioni del volante con i modelli virtuali, rendendo il lavoro al simulatore più preciso e utile per il team.
I numeri e le condizioni affrontate
I dati non raccontano solo distanza, ma tipologie di run e obiettivi: i 110 giri comprendono prove di performance, simulazioni di gara e sessioni di raccolta dati per telemetria, tutte finalizzate a far crescere la confidenza del pilota. Affrontare sia turni con alto carico di carburante sia stint a serbatoio scarico ha permesso di valutare come cambino trazione, frenata e comportamento aerodinamico, elementi fondamentali per chi supporta la squadra dall’interno come reserve driver.
Il percorso di sviluppo nel Driver Development Programme
La partecipazione a sessioni TPC rientra nella strategia formativa di McLaren per costruire un profilo di pilota completo. All’interno del Driver Development Programme si alternano attività al simulatore, incontri tecnici con gli ingegneri e uscite in pista su vetture di stagione precedente per consolidare ritmi e metodo. Per Fornaroli questo percorso significa non solo migliorare la guida, ma anche imparare a comunicare efficacemente con il team e a contribuire al lavoro di setup e analisi, competenze richieste al ruolo di pilota di riserva.
Simulatore e supporto nel weekend di gara
Il lavoro al simulatore resta centrale: i dati raccolti in pista vengono usati per calibrare i programmi virtuali e affinare la correlazione tra sensazioni reali e parametri digitali. Il supporto che Fornaroli fornirà al team durante i weekend di gara comprende anche questa attività propedeutica, oltre alla prontezza a salire sulla vettura in caso di necessità. L’esperienza diretta al volante facilita la traduzione delle sensazioni dal mondo reale al modello di simulazione, migliorando la qualità del feedback tecnico fornito agli ingegneri.
Feedback del team e prospettive future
Dal quartier generale di Woking sono arrivate valutazioni positive: secondo i dirigenti il pilota ha mostrato rapida capacità di adattamento e costanza di rendimento, qualità già emerse nelle categorie giovanili. Questo primo test su una F1 rappresenta per Leonardo Fornaroli un punto di partenza concreto, non un traguardo definitivo; il programma include ulteriori sessioni TPC e un’intensa attività in simulatore per sviluppare progressivamente tutte le competenze richieste ad un membro della scuderia. Terminata la prova in Catalogna, il pilota si è recato in Giappone per prestare supporto al team durante il weekend di gara, continuando così il percorso di integrazione nella struttura McLaren.

