Il gran premio degli Stati Uniti sul Circuit of the Americas si apre con un venerdì ricco di eventi: la sessione mattutina è stata segnata dalla caduta di Marc Marquez alla curva 10, con conseguente bandiera rossa, mentre il pomeriggio lo vede protagonista con il giro più veloce delle practice. Il weekend del 27-29 marzo 2026 mette in evidenza un mix di recuperi, sorprese e problemi tecnici, con la classifica dei tempi che racconta tanto dell’equilibrio della stagione: dalla solidità di Pedro Acosta alla forma di Fabio Di Giannantonio, fino alle difficoltà delle squadre ufficiali Yamaha e KTM.
La prima giornata ha confermato inoltre la presenza di una nutrita pattuglia italiana in piena forma: sono ben cinque i piloti passati direttamente in Q2, segnale della competitività nazionale. Allo stesso tempo il venerdì ha evidenziato come la strategia di lavoro e l’uso delle mescole possano condizionare i tempi sul giro e il passo gara, con alcuni big concentrati su simulazioni di gara piuttosto che sul giro secco.
Mattina difficile: caduta e indicazioni di setup
Durante le FP1 Marquez ha perso il controllo alla curva 10, scivolando contro le barriere e provocando una sospensione temporanea dell’attività. Nonostante qualche abrasione lo spagnolo è tornato in pista e ha chiuso la sessione con un incoraggiante quarto tempo, a meno di quattro decimi dal leader. La vetta delle FP1 è stata appannaggio di Pedro Acosta, autore di un 2:01.715 che gli ha permesso di precedere di soli 103 millesimi Fabio Di Giannantonio. Tra i nomi positivi spiccano Jorge martin e Raul Fernandez con l’Aprilia Trackhouse, mentre la Ducati ha mostrato consistenza di passo con piloti come Alex Marquez e Marco Bezzecchi. In ombra, invece, le official Yamaha con Fabio Quartararo 18° e Toprak Razgatlioglu 19°.
Strategie e mescole
Molti team hanno orientato il lavoro del mattino su long run e prove di usura, privilegiando le gomme medie usate per raccogliere dati sul consumo e sul comportamento nel corso dei giri. Questa scelta ha penalizzato alcuni crono sul giro secco ma fornisce indicazioni preziose per la gara: la differenza tra simulazioni e tentativi da qualifica si è vista chiaramente nei nomi in cima alla classifica, a dimostrazione che il bilanciamento tra tempo e affidabilità resta fondamentale al Cota.
Pomeriggio: Marquez al vertice e i cinque italiani in Q2
Nelle sessioni pomeridiane Marquez ha ribaltato il copione firmando il miglior tempo con un 2:00.927, vicinissimo al record della pista, e mostrando un ritmo compatto. Alle sue spalle si è piazzato Ai Ogura (+0.053) con l’Aprilia Trackhouse, mentre Fabio Di Giannantonio ha confermato la bontà del feeling con la Ducati. Completano la top 10 e l’accesso diretto in Q2 piloti come Bezzecchi, Alex Marquez, Pedro Acosta, Jorge Martin, Francesco Bagnaia, Luca Marini ed Enea Bastianini, portando il totale degli italiani passati direttamente alla fase decisiva a cinque unità. Fuori dai dieci sono rimasti invece nomi importanti come Joan Mir, Fermin Aldeguer e lo stesso Raul Fernandez, oltre a Franco Morbidelli che ha chiuso 20° a oltre un secondo e mezzo.
Segnali e preoccupazioni
La giornata ha lanciato segnali contrastanti: mentre Marquez sembra tornato competitivo sul giro secco e l’Aprilia conferma il buono stato di forma, la Yamaha ufficiale affronta una fase complicata. Anche la KTM ha mostrato risultati altalenanti tra team ufficiale e satellite, mettendo in luce come l’equilibrio tra assetto, elettronica e gestione pneumatici resti decisivo al Cota, dove le frenate e le accelerazioni richiedono un set-up molto preciso.
Caratteristiche del tracciato e previsioni meteo
Il Circuit of the Americas è lungo 5,513 km e, secondo i tecnici Brembo, rientra nella categoria dei circuiti mediamente impegnativi per i freni con un indice di difficoltà pari a 3: presenta 3 frenate High, 3 Medium e 4 Light, e i piloti usano i freni per circa 37 secondi a giro, pari al 30% della durata della gara. La staccata più impegnativa è la curva 12: la velocità scende da 334 km/h a 69 km/h in una manovra di circa 6,5 secondi e 325 metri, durante la quale la leva dei freni può vedere un carico di 5,3 kg e la pressione arrivare a 11,3 bar con decelerazioni intorno a 1,5 g.
Il meteo previsto per il weekend è variabile ma generalmente favorevole: venerdì 27 marzo soleggiato con temperature tra 14° e 29° e precipitazioni al 20%, sabato parzialmente soleggiato con 13°-22° e solo il 10% di probabilità di pioggia, mentre domenica 29 marzo si attendono condizioni soleggiate con temperature 13°-27° ma con un rischio di precipitazioni al 48%, elemento da tenere sotto controllo in vista di qualifiche, sprint e gara.

