Nel mondo della mobilità contemporanea convivono due direttrici principali. Da un lato progetti di personalizzazione ad alte prestazioni, come il pacchetto Largenda applicato alla Lamborghini Urus Performante, che puntano a massimizzare potenza e stile. Dall’altro emergono concept radicali a emissioni zero che ridefiniscono il significato di veicolo e di uso urbano. Gli esperti del settore confermano che l’obiettivo resta bilanciare estetica, performance e processi produttivi avanzati. Il confronto tra soluzioni ibride di lusso e progettualità sostenibile determinerà le evoluzioni del mercato automobilistico.
Il processo Largenda: design tradizionale e ingegneria di precisione
Dopo il confronto tra soluzioni ibride di lusso e progettualità sostenibile, il team ha orientato l’intervento sul design e sull’efficienza aerodinamica. LARTE Design con il pacchetto Largenda non intende alterare il linguaggio visivo del modello, ma esaltarne proporzioni e funzionalità. Nel mondo del beauty si sa che l’attenzione al dettaglio fa la differenza; nel settore auto la stessa logica si applica alla carrozzeria, dove ogni elemento influisce su prestazioni e percezione.
La fase iniziale combina metodi artigianali e processi digitali. Si utilizza la modellazione in scala reale con argilla per valutare luci, volumi e continuità dei piani di carrozzeria direttamente sul veicolo. Questo approccio pratico riduce il rischio di soluzioni che risultano corrette solo sullo schermo e favorisce coerenza visiva a 360 gradi. Gli esperti del settore confermano che la sinergia tra prototipazione fisica e simulazioni numeriche è essenziale per tradurre il progetto in una produzione ripetibile e precisa.
Scansione 3D e prototipazione
Dopo il primo studio estetico, il progetto passa alla fase di ingegneria digitale, che consolida la sinergia tra prototipazione fisica e simulazioni numeriche. L’auto viene sottoposta a scansione 3D per acquisire geometrie e tolleranze con precisione millimetrica. I prototipi sono prodotti mediante stampa tridimensionale e sottoposti a ripetuti controlli di qualità su materiali, accoppiamenti e finiture. Queste operazioni consentono di integrare componenti nuovi senza compromettere la struttura originale della Urus e di fornire dati certi per la produzione ripetibile.
Componentistica e materiali: leggerezza e integrazione
Il pacchetto Largenda comprende 18 elementi progettati per un montaggio integrato sulla carrozzeria della Urus Performante. Le parti come il tetto e lo spoiler sono in carbonio, scelta mirata a ridurre la massa e a migliorare le prestazioni dinamiche. Il diffusore e gli alettoni sono stati riprogettati per ottimizzare il flusso d’aria e aumentare la stabilità alle alte velocità. Anche le prese d’aria ricevono interventi tecnici: la loro geometria è raffinata per favorire il raffreddamento e l’efficienza aerodinamica, senza modificare gli attacchi originali. Le soluzioni impiegate mantengono l’integrità strutturale e forniscono dati per una produzione ripetibile.
Made in Germany: produzione e know-how
Prosegue la filiera produttiva con la costruzione dei componenti interamente in Germania. Le lavorazioni avvengono negli stessi stabilimenti che forniscono marchi di alta gamma come Koenigsegg, Porsche e Mercedes-AMG. Questa scelta garantisce processi di produzione avanzati per il carbonio e un controllo qualità capillare. Sono requisiti essenziali per interventi su modelli a vocazione sportiva come la Urus Performante. I processi adottati mantengono l’integrità strutturale e permettono una produzione ripetibile e tracciabile.
Dall’elaborazione alle visioni elettriche: quando il futuro si progetta altrove
Dai processi che garantiscono una produzione ripetibile e tracciabile emergono anche proposte radicali per la mobilità. Tra queste si distingue il Project Arrow canadese, che presenta concept costruiti con tecnologie additive e pensati per sostenibilità, produzione locale e guida autonoma. Gli esperti del settore confermano che tali iniziative non mirano a modificare modelli esistenti, ma a sviluppare piattaforme nate elettriche e digitali, progettate fin dall’origine per integrazione software e nuovi processi produttivi.
Vector e Borealis: due approcci distinti
Project Arrow presenta due concept con obiettivi divergenti e complementari. Il primo, Vector, è un crossover sportivo focalizzato su performance e integrazione digitale. Il secondo, Borealis, nasce come navetta urbana progettata per la mobilità completamente autonoma. Entrambi i progetti sfruttano la stampa 3D per componenti e strutture, con l’intento di dimostrare la capacità produttiva nazionale e la fattibilità di nuovi processi industriali.
Vector: sportività e integrazione digitale
Vector punta su un equilibrio tra potenza e leggerezza strutturale. Adotta un powertrain elettrico e soluzioni di guida avanzata per massimizzare risposta e dinamica. Il progetto enfatizza la progettazione per integrazione software fin dall’origine e l’uso di materiali e geometrie ottimizzate mediante produzione additiva.
Borealis: mobilità urbana autonoma
Borealis è concepita come piattaforma per servizi di trasporto nelle aree urbane. Prevede sistemi di guida completamente automatizzati e l’assenza di comandi manuali, per favorire l’integrazione con infrastrutture intelligenti. Il concept privilegia spazi interni modulari e soluzioni pensate per operare in scenari di smart city.
Entrambi i concept mantengono la continuità con la visione digitale del progetto, orientata a piattaforme nate elettriche e progettate per aggiornamenti software e produzione scalabile. Sono previsti ulteriori test e validazioni per valutare trasferibilità industriale e compatibilità con l’ecosistema urbano.
Sfide e prospettive comuni
Nonostante le differenze tra un pacchetto d’elaborazione per un SUV sportivo e concept innovativi, emergono temi ricorrenti. Tra questi figurano integrazione tecnologica, materiali avanzati, controllo qualità e sostenibilità industriale. Restano sfide significative: la scalabilità produttiva della stampa 3D, la gestione delle autonomie energetiche e il quadro normativo che accompagna la diffusione della guida autonoma. Particolare attenzione richiedono le soluzioni senza volante, per le implicazioni tecniche e giuridiche che sollevano.
Lavorare su una Urus performante con approcci come Largenda o investire in concept elettrici come quelli del Project Arrow significa percorrere strade diverse verso lo stesso obiettivo. Entrambe le direzioni mirano a veicoli più efficaci, sicuri e compatibili con gli obiettivi ambientali e commerciali. Sono in programma ulteriori test e validazioni per valutare la trasferibilità industriale e la compatibilità con l’ecosistema urbano, passaggi ritenuti decisivi per la diffusione su larga scala.

