Il fine settimana di Austin ha messo in luce per Ducati un quadro fatto di luci e ombre: dalla pole conquistata da Fabio Di Giannantonio al mancato podio nella gara lunga, passando per la caduta di Marc marquez e una penalità che ha condizionato la corsa. In un nuovo episodio di Inside Ducati il pilota spagnolo si è confrontato con il team, offrendo un’immagine sincera delle difficoltà di feeling che ha incontrato in Texas.
Parallelamente alle parole di Marquez è arrivato un commento pubblico del direttore generale Luigi Dall’Igna, pubblicato su LinkedIn, che ha definito il weekend americano come un campanello d’allarme per la squadra, invitando a interpretare i risultati con attenzione e a lavorare su alcuni aspetti tecnici e strategici.
Le parole di Marc Marquez sul dopo gara
Nel dialogo con il box, Marquez ha sintetizzato la situazione con una frase netta: la moto presenta criticità, ma anche lui non è al massimo delle proprie sensazioni. Ha spiegato come la caduta del venerdì abbia influito sul suo livello fisico e sul feeling in sella, rendendo più complesso trovare il giusto compromesso di setup. Nonostante questo, Marquez è riuscito a rimontare fino al quinto posto, mostrando grinta e determinazione ma evidenziando al contempo che la combinazione tra mezzo e stato fisico non gli ha permesso di lottare per il podio come avrebbe voluto.
La caduta di venerdì
Durante le prove libere Marc ha avuto una uscita che lo ha costretto a rivedere il programma: ha raccontato di aver toccato velocità molto elevate prima dell’incidente e di essersi ritrovato a gestire gli effetti fisici del crash nei giorni successivi. Questo episodio ha compromesso il suo feeling con la Desmosedici, costringendo il team a cercare modifiche al setup per ritrovare stabilità. Quella caduta è stata uno dei fattori che, combinati con altri elementi, hanno portato a una gara più complicata del previsto.
Il ruolo della penalità e la rimonta
Un altro elemento cruciale è stato l’errore commesso nella Sprint Race, che ha comportato per Marquez un long lap penalty nella gara lunga. La penalità ha costretto il campione a perdere posizioni e tempo prezioso, rendendo più ardua la rimonta contro avversari in forma. Nonostante ciò, Marquez ha dimostrato resilienza e capacità di recupero, chiudendo quinto: un risultato che racconta più di carattere che di effettiva competitività della moto in quel weekend.
L’analisi di Luigi Dall’Igna e i numeri del weekend
Nel post su LinkedIn Luigi Dall’Igna ha tracciato un bilancio prudente e lucido del gran premio degli Stati Uniti: sabato era arrivata una pole con Di Giannantonio e una prestazione molto positiva nella Sprint Race con Pecco Bagnaia al secondo posto, ma la domenica la squadra non è riuscita a piazzare neppure una moto sul podio. La migliore Ducati in gara lunga è stata quella di Fabio Di Giannantonio, quarto, seguita da Marc Marquez quinto. Gli altri risultati: Alex Marquez settimo, Bagnaia decimo, Aldeguer undicesimo e Morbidelli quattordicesimo.
Interpretare i risultati
Dall’Igna ha sottolineato come il weekend contenga segnali differenti che richiedono attenzione: performance individuali positive possono convivere con problemi sistemici da risolvere. Nel suo messaggio il direttore generale ha evidenziato la necessità di lavorare sul posizionamento dei piloti e sulle scelte tecniche, ricordando che gli avversari stanno migliorando costantemente e che la squadra deve reagire per tornare a vincere con continuità.
Prospettive tecniche e obiettivi per il futuro
Dal punto di vista operativo, le priorità individuate sono chiare: ottimizzare il setup per restituire fiducia ai piloti, approfondire l’analisi delle cadute e migliorare il modo in cui si gestiscono eventi come una penalità derivante dalla Sprint. Il confronto tra pilota e ingegneri sarà fondamentale per identificare cambiamenti mirati alla ciclistica e alla messa a punto elettronica, con l’obiettivo di allineare le prestazioni delle sei Desmosedici presenti in pista.
In sintesi, Austin ha fornito a Ducati elementi concreti su cui intervenire: da una parte la conferma della qualità del gruppo, dall’altra la consapevolezza che il lavoro da svolgere è ancora consistente. La squadra parte da queste indicazioni per preparare i prossimi appuntamenti, cercando di trasformare il campanello d’allarme in un’opportunità per tornare ad essere protagonisti.

