Il primo trimestre del 2026 ha evidenziato un leggero ma netto rallentamento del mercato del noleggio a lungo termine in Italia. Secondo i dati forniti dal MIT e analizzati dal Centro Studi UNRAE, nei primi nove mesi dell’anno sono stati stipulati 773.000 contratti, pari a una diminuzione del 7,1% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Contratti in diminuzione: chi è più colpito?
Il calo si distribuisce in modo differenziato tra i vari segmenti. I privati hanno firmato 112.000 contratti, un decremento del 4,1%, mentre le aziende ne hanno siglati 660.000, con un ribasso del 7,5%. All’interno del tessuto aziendale, le imprese non-automotive rappresentano la fetta più consistente, ovvero il 66,3% della domanda totale (512.917 contratti), ed anch’esse registrano una flessione del 7,5%.
Il noleggio a breve termine (NBT) è l’eccezione positiva: ha subito una contrazione più marcata del 13,2% nella quota di mercato, ma nel terzo trimestre ha raggiunto un incremento del 29% rispetto all’anno precedente, ponendosi al 11,5% del totale delle soluzioni di noleggio.
Quali veicoli e quali motorizzazioni dominano?
Il profilo delle autovetture più richieste ha mostrato una netta preferenza per i SUV, che rappresentano il 62% dei contratti, con i C-SUV che quasi toccano il 28%. Le berline seguono con il 26,7%, trainate soprattutto dal segmento B. Dal punto di vista della propulsione, le ibride hanno conquistato il 36% del mercato, mentre le elettriche pure hanno registrato un +15,3% di crescita e una quota del 5,8%.
Le ibrido plug-in hanno registrato l’impennata più emozionante: +37,7% di volumi e una quota del 13,4% nelle scelte di lungo termine. Al contrario, i tradizionali diesel e benzina hanno subito forti contrazioni, rispettivamente del 26,8% e del 16,5%. Le soluzioni a GPL e metano rimangono marginali, totali poco più dell’1,5%.
Impatto sul mercato delle immatricolazioni e i modelli più richiesti
Il settore del noleggio sta contribuendo in maniera significativa al boom delle immatricolazioni italiane. Nei primi nove mesi, il noleggio ha garantito il 31,6% delle nuove targhe, con un totale di 443.728 veicoli immatricolati (+5,9% rispetto al 2025). Il trimestre luglio-settembre ha visto 98.682 unità immatricolate (+3,1% YoY), di cui 83.092 auto a noleggio (+7,6%) e 15.590 veicoli commerciali leggeri (-15,5%).
Tra le auto più noleggiate a lungo termine spicca nuovamente la Fiat Panda con 4.864 unità (+59%). A seguire, la Peugeot 3008 (+119,8%) e la Volkswagen Tiguan quest’ultima in calo del 15,1%. Nel segmento a breve termine la BYD Seal U guida la classifica (+31,1%), seguita dalla MG ZS (+150,2%).
Dichiarazioni e prospettive per il futuro
Roberto Pietrantonio, presidente di UNRAE, ha sottolineato la capacità del noleggio a lungo termine di sostenere la transizione ecologica chiedendo l’attuazione dal 2027 di un piano di defiscalizzazione per le flotte aziendali, come previsto nella recente proposta di filiera al Governo.
Italo Folonari, presidente di ANIASA, ha invece evidenziato la necessità di una “stabilità normativa” per evitare che le recenti modifiche ai fringe benefit, all’Imposta Provinciale di Trascrizione e al bollo impediscano ulteriori investimenti. Salvatore Saladino di Dataforce ha ricordato che la fiscalità influenza pesantemente le scelte di alimentazione, facendo pendere la domanda verso le soluzioni più convenienti dal punto di vista fiscale, come le ibrido plug-in e le BEV.
