Il mercato automobilistico americano ha mostrato segnali preoccupanti per il marchio italiano: nel periodo compreso tra luglio e settembre 2026 la casa madre ha registrato un totale di 54 immatricolazioni su tutto il territorio degli Stati Uniti. Si tratta di un dato incredibilmente basso per un mercato che conta più di 330 milioni di abitanti e che, di norma, assorbe milioni di unità ogni anno.
Vendite di Fiat nel terzo trimestre 2026: numeri che sorprendono
Di queste 54 vetture, 52 erano la Fiat 500e modello elettrico lanciato poco più di un decennio fa. Le restanti due auto erano versioni 500X non ancora vendute e rimaste nei concessionari. La media si traduce in un’auto venduta ogni due giorni una frequenza quasi irrealistica per un brand con più di 300 punti vendita sul territorio nazionale. A titolo di confronto, alfa romeo ha totalizzato 569 unità nello stesso periodo, superando di oltre dieci volte le performance della Fiat.
Declino storico e fattori di mercato
Il contrasto con gli anni precedenti è netto: nel 2025 le vendite del marchio erano state di 321 veicoli, mentre nel picco più alto tra il 2011 e il 2015 la Fiat superava i 46.000 esemplari annui negli USA. Il calo dell’83% tra il 2025 e il 2026 è stato alimentato da una gamma ridotta l’assenza di modelli SUV o crossover, e una preferenza dei consumatori americani per veicoli più spaziosi e potenti. Inoltre, il prezzo della 500e e la sua autonomia limitata hanno diminuito l’appeal rispetto a concorrenti elettrici più capienti.
Strategie future di Fiat e Stellantis negli USA
Stellantis ha annunciato l’intenzione di rilanciare la presenza del brand negli USA tramite i progetti Grizzly e Grizzly Fastback che arriveranno sotto il nome di Chrysler. Questi nuovi SUV, costruiti su piattaforme già sviluppate per la famiglia Fiat, dovrebbero colmare il vuoto lasciato dalla scomparsa di modelli più grandi. Parallelamente, la casa sta puntando su varianti della Grande Panda e su versioni potenziate della 500, ma al momento queste proposte rimangono limitate al mercato europeo.
Il modello 500e: perché non convince gli americani
La 500e combina un design iconico con un’autonomia di circa 200 km, un valore ben al di sotto delle aspettative della clientela statunitense, abituata a percorrere migliaia di chilometri senza ricarica. Inoltre, il costo di listino supera quello di molte city-car concorrenti, rendendo difficile la competizione in un segmento dove il prezzo conta più dell’estetica. L’assenza di versioni ibride o di SUV elettrici ha aggravato la situazione, lasciando la Fiat senza un’offerta adeguata a rispondere alle tendenze di mobilità sostenibile vigenti negli USA.
Prospettive e scenari possibili
Se la strategia di introdurre i nuovi SUV sotto il marchio Chrysler avrà successo, la Fiat potrebbe riconquistare una porzione di mercato, soprattutto nei segmenti medio-bassi dove la concorrenza è meno affollata. Tuttavia, il percorso rimane incerto: il brand deve affrontare tariffe doganali residue, una rete di concessionari che attualmente detiene scorte invendute, e la necessità di adeguare la percezione del consumatore verso veicoli più grandi e tecnicamente avanzati. Per il 2027, gli analisti prevedono una possibile stabilizzazione dei numeri, ma solo se i nuovi modelli riusciranno a colmare il divario di prezzo-autonomia-spazio che ha penalizzato la 500e finora.
