Il Governo ha introdotto un intervento straordinario sul prezzo dei carburanti con l’obiettivo di alleggerire l’impatto degli aumenti sul portafoglio dei cittadini e delle imprese. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto-legge n. 33/2026 il pacchetto entra in vigore immediatamente: il taglio delle accise si applica per un periodo di 20 giorni, a decorrere dal 19 marzo 2026 e fino al 7 aprile 2026 incluso. Il provvedimento è finanziato per un ammontare complessivo di circa 527,4 milioni e contempla anche strumenti rivolti a settori specifici.
La misura prevede una riduzione puntuale della componente fiscale che grava sui carburanti e alcuni strumenti di contrasto alla speculazione. In termini pratici il risparmio è stimato intorno ai 25 centesimi al litro per benzina e diesel (pari a circa 24,4 centesimi se si calcola l’effetto dell’IVA) e a 12 centesimi al chilo per il Gpl. Il decreto introduce inoltre misure di monitoraggio e un sistema di sanzioni per chi non adegua i prezzi, mentre per autotrasporto e pesca sono previsti crediti d’imposta mirati.
Meccanismo e impatto immediato
Il cuore dell’intervento è il calo delle aliquote sulle accise: per benzina e gasolio l’aliquota passa da 672,90 euro per 1.000 litri a 472,90 euro per 1.000 litri, con una riduzione di circa 0,20 euro al litro che, includendo l’IVA applicata sull’accisa, si traduce nello sconto effettivo di circa 25 centesimi. Per il Gpl l’accisa è ridotta a 167,77 euro per 1.000 kg. A livello pratico questo si traduce in un risparmio indicativo di circa 12,2 euro su un pieno da 50 litri; una cifra che intende dare un sollievo immediato al consumatore.
Esempi di prezzi alla pompa
Prendendo come riferimento i listini in vigore prima dell’entrata in vigore del decreto, lo sconto dovrebbe portare il prezzo medio del diesel intorno a 1,859 euro al litro e quello della benzina a circa 1,623 euro al litro. Sulle autostrade le medie si attestano rispettivamente a circa 1,925 euro al litro per il diesel e a 1,706 euro al litro per la benzina, valori che scendono sotto la soglia psicologica di 2 euro al litro che era stata superata a seguito delle tensioni sui mercati internazionali.
Misure di prevenzione e contrasto alla speculazione
Accanto allo sconto fiscale il decreto rafforza gli strumenti di vigilanza per evitare comportamenti distorsivi lungo la filiera. Per un periodo di tre mesi le compagnie di distribuzione sono tenute a comunicare e pubblicare i prezzi consigliati, soggetti a controllo da parte del Garante per la sorveglianza dei prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. È previsto un regime di reporting puntuale e la possibilità di sanzionare chi non adegua i prezzi nei termini stabiliti, con verifiche che possono coinvolgere anche la Guardia di Finanza.
Poteri di controllo e procedure operative
Il decreto attribuisce poteri rafforzati per individuare anomalie: il Garante può segnalare alla Guardia di Finanza gli operatori che non hanno recepito il taglio, richiedere dati sul costo giornaliero di acquisto dei prodotti lungo la filiera e, in presenza di elementi sospetti, trasmettere le risultanze alle autorità competenti per l’avvio di eventuali azioni sanzionatorie o istruttorie. L’obiettivo dichiarato è legare il prezzo alla pompa all’andamento reale delle quotazioni internazionali evitando trasferimenti ingiustificati sui consumatori.
Sostegni per autotrasporto e pesca
Il pacchetto include anche misure dirette a comparti particolarmente colpiti dall’aumento dei costi energetici. Per l’autotrasporto è previsto un contributo straordinario sotto forma di credito d’imposta a copertura della maggiore spesa sostenuta nei mesi di marzo, aprile e maggio rispetto al mese di febbraio 2026; i criteri operativi saranno definiti da un successivo decreto del MIMIT. Per il settore della pesca è riconosciuto un credito d’imposta fino al 20% delle spese per carburante sostenute nello stesso periodo. A livello di coperture, il provvedimento destina risorse specifiche per sostenere questi interventi e prevede la rimodulazione di voci di bilancio ministeriali per finanziare la misura.
Durata e scenari futuri
Si tratta di una misura temporanea della durata di 20 giorni che, come indicato nel testo, potrà essere valutata in base all’evoluzione dei mercati internazionali e della situazione geopolitica. Il decreto nasce come intervento rapido per attenuare l’effetto immediato degli aumenti sui prezzi alla pompa, mentre eventuali prolungamenti o modifiche dipenderanno dall’andamento delle quotazioni del petrolio e dalle verifiche svolte dagli organismi di controllo.

