La scena sul podio di Phillip Island ha raccontato molto più di una semplice vittoria: al fianco di Nicolò Bulega c’era il suo capo tecnico, Tommaso Raponi, salito a ricevere il trofeo dei team dopo un avvio di stagione dominante nel Mondiale Superbike. Raponi, 61 anni, originario di Fontana Liri, porta con sé oltre trent’anni di esperienza seguendo le competizioni motociclistiche: dall’inizio come meccanico fino al ruolo di capo tecnico nelle squadre di vertice.
La tripletta con la Ducati dell’Aruba.it Racing Ducati non era scontata, soprattutto considerando che la stagione è iniziata con una moto sostanzialmente nuova. Quel successo è stato però la conferma di un lavoro di squadra accurato: test limitati, scelte tecniche precise e una conduzione del team che ha saputo trasformare potenzialità in risultati concreti sul circuito australiano.
Dal territorio alle corse: la formazione di un tecnico
Il percorso di Raponi è l’emblema di come una passione coltivata sul territorio possa portare ai palcoscenici internazionali. Fin da ragazzo seguiva le gare e i team locali, sviluppando una predilezione per la meccanica che lo ha spinto a cercare esperienze importanti. Tra i passaggi determinanti ci sono le collaborazioni con personalità come Fabrizio Guidotti e l’esperienza nel Motomondiale con il Team Gresini, tappe che hanno consolidato competenze tecniche e capacità organizzative.
Apprendere sul campo
La scuola di Raponi è stata la pista e il paddock: ore di lavoro su moto, rapporti umani con i piloti e continui aggiustamenti tra pista e officina. Il ruolo di capo tecnico si costruisce con la pratica, la capacità di leggere i feedback del pilota e la competenza nel tradurre sensazioni in scelte meccaniche. Questo processo, ripetuto per anni, ha permesso a Raponi di arrivare a gestire scenari complessi a livello iridato.
Il ruolo all’interno di Aruba.it Racing Ducati
Da cinque stagioni Raponi è parte integrante dell’Aruba.it Racing Ducati, team di riferimento nel mondiale delle derivate dalla serie. All’interno della squadra ha trovato un ambiente che valorizza competenza e passione: figure come Serafino Foti, oggi manager, e il patron Stefano Cecconi rappresentano un contesto professionale che favorisce il lavoro di squadra. Per Raponi il team è diventato quasi una seconda casa, dove il confronto tecnico si unisce a un rapporto umano consolidato.
Il rapporto con il pilota
Il legame tra Raponi e Nicolò Bulega si fonda sulla fiducia reciproca: il capo tecnico lavora per estrarre il massimo potenziale dal pilota e dalla moto, calibrando setup, strategie e interventi tecnici. Secondo Raponi, la sinergia umana è tanto importante quanto la competenza tecnica: raggiungere il cento per cento delle possibilità del binomio pilota-moto richiede stima, rispetto e confronto continuo.
Vita lontano dai box e bilanci personali
La stagione sportiva è una vita in movimento: tra gare, test, call e riunioni, il lavoro impone spostamenti continui. Nonostante questo Raponi mantiene un legame saldo con Fontana Liri, dove trascorre il poco tempo libero restaurando alcune moto per «non perdere la manualità». La dedizione al lavoro è condivisa dalla famiglia: la moglie Deborah ha sostenuto sin dall’inizio la sua scelta professionale, accettando la vita itinerante che il ruolo comporta.
In casa c’è anche una passione che si trasmette alla generazione successiva: la figlia Elisa segue le corse come tifosa di Formula 1 e ha scelto di studiare Ingegneria Meccanica all’Aquila, una decisione personale e non imposta. Questo elemento sottolinea come il mondo dei motori abbia influenzato, senza forzature, le scelte familiari.
Un consiglio per chi vuole emergere
Raponi sintetizza il suo insegnamento in poche parole: credere nel proprio obiettivo e fare della passione un lavoro. Il segreto, secondo lui, è l’entusiasmo nel mettersi in gioco—anche per un semplice test— e la costanza nel perseguire miglioramenti. La sua storia dimostra che, partendo da una realtà locale non necessariamente «di motori», si può arrivare ai massimi livelli del motociclismo mondiale con dedizione, umiltà e metodo.

