Il mondo della MotoGP segue con attenzione il progressivo recupero di Fermin Aldeguer, il giovane pilota del Team Gresini vittima di una caduta lo scorso 8 gennaio. Dopo l’operazione alla diafisi del femore sinistro, Aldeguer ha accelerato il percorso di riabilitazione con l’obiettivo di presentarsi a Goiania per il Gran Premio del Brasile. La notizia del possibile rientro è emersa dai comunicati ufficiali e confermata da osservazioni sui recenti test privati svolti vicino a Murcia.
Il ritorno non è automatico: prima di prendere parte alle libere del week-end, previste per il 20 marzo, il pilota dovrà ottenere il via libera medico che sancirà l’idoneità a competere. Nel frattempo Aldeguer ha ripreso confidenza con la moto su mezzi stradali come la Ducati Panigale V2 e una Yamaha, accumulando chilometri in circuiti regionali per valutare dolori residui e reazioni fisiche nelle staccate, nelle accelerazioni e nelle sollecitazioni laterali.
Il programma di avvicinamento a Goiania
Il calendario di avvicinamento al Gran Premio è costruito su tappe progressive: allenamenti in circuito, impegni pubblicitari e altri test con la moto di produzione. Aldeguer ha completato una giornata intera al circuito di Yepes, a breve distanza da Murcia, dove ha alternato due modelli per verificare sensibilità e tenuta alla guida. Le fonti vicine al pilota hanno riferito che le sensazioni sono state «molto, molto buone» e che il dolore è stato contenuto durante le uscite. Questo tipo di lavoro serve a ripristinare il feeling con la posizione e il controllo della moto, elementi fondamentali per passare successivamente al prototipo ufficiale.
Giornate di test e impegni collaterali
Oltre alla messa in moto, Aldeguer ha in programma una giornata di riprese con uno degli sponsor, incontro che sarà anche occasione per confrontarsi con colleghi come Pedro Acosta. Dopo l’appuntamento promozionale, il pilota tornerà in pista a Cartagena per un’ulteriore sessione con la Panigale V2, condizioni meteo permettendo. Questi test su moto stradali sono pensati come gradini intermedi prima di salire sulla Ducati GP25 durante la prima sessione di prove libere se la visita medica confermerà la sua idoneità.
La valutazione medica e la decisione finale
Il passo cruciale sarà rappresentato dal controllo clinico a Goiania, dove i medici della MotoGP dovranno certificare che Aldeguer possa affrontare le sollecitazioni di una gara. La prassi impone esami specifici per verificare forza, mobilità e assenza di rischi di ri-lesione: solo dopo il certificato di idoneità il pilota potrà partecipare alla FP1 e, se tutto procede bene, proseguire nel weekend. La scelta sarà equilibrata tra la volontà del pilota di tornare e la necessità di tutelarne la salute a lungo termine.
Tempi di recupero e rischi controllati
La frattura alla diafisi femorale in genere richiede un periodo di riabilitazione tra i quattro e i sei mesi, ma ogni atleta reagisce in modo diverso e il calendario di Aldeguer è stato accelerato. Il team ha optato per una progressione cauta ma rapida, combinando fisioterapia, lavoro in palestra e uscite in moto su strada. L’obiettivo è riacquistare forza e sensibilità senza forzare i tempi, perché un rientro prematuro potrebbe compromettere non solo le gare immediate ma anche la carriera futura.
Implicazioni sportive per Gresini e Ducati
Il ritorno di Aldeguer avrebbe un impatto significativo sul Team Gresini e sulla folta pattuglia Ducati in griglia. Dopo una partenza di stagione complicata che ha lasciato la casa di Borgo Panigale senza podi a Buriram, reintegrare un pilota capace di risultati eccellenti come il titolo di miglior debuttante e la vittoria da rookie nel GP Indonesia rappresenterebbe un’iniezione di fiducia. Per il giovane di Murcia si tratta anche di riallinearsi con il ritmo del campionato e con i riferimenti tecnici del box.
In conclusione, il percorso di Aldeguer verso il possibile rientro a Goiania è caratterizzato da tappe concrete: allenamenti mirati, test su moto stradali, impegni promozionali e, infine, la valutazione medica che deciderà l’effettiva presenza in pista il 20 marzo. Se i segnali raccolti fino a oggi si confermeranno, il campione emergente potrebbe tornare a lottare per posizioni importanti, pur mantenendo la priorità della salute come linea guida principale.

