Formula 1: il calendario provvisorio 2026 svelato a Ginevra
A Ginevra, il 13, la Formula 1 ha presentato la bozza del calendario per la prossima stagione. All’evento — cui hanno partecipato rappresentanti dei team, promotori dei Gran Premi e dirigenti della governance — sono state illustrate anche alcune novità logistiche e regolamentari che potrebbero influenzare i piani operativi delle squadre. L’obiettivo dichiarato è rendere gli spostamenti più sostenibili ed efficienti, ottimizzando tempi e costi.
Cosa cambia e perché conta Il calendario non è solo una lista di date: incide direttamente sulla programmazione tecnica e finanziaria dei team. Stabilire quando si gareggia significa organizzare le finestre per gli aggiornamenti aerodinamici, pianificare le prove in pista e coordinare il trasporto dei materiali. Una sequenza ben studiata può ridurre tempi morti e costi logistici, mentre una programmazione disordinata impatta sulle risorse e sulla continuità nello sviluppo della vettura.
Sul piano organizzativo, le date influenzano anche gli accordi con i promotori locali e le emittenti televisive, con ripercussioni sui ricavi. La FIA ha richiamato l’attenzione sulla necessità di contenere i trasferimenti indiscriminati tra continenti, favorendo invece raggruppamenti geografici che permettano di concentrare le tratte intercontinentali. Restano però alcuni passaggi da completare: la bozza è soggetta a conferme formali e potenziali modifiche fino alla versione definitiva.
Le sedi e la struttura provvisoria del calendario La bozza presentata conserva molte delle piste europee tradizionali e conferma appuntamenti in Asia e nelle Americhe, inseriti nelle consuete finestre stagionali. Sono previste anche alcune new entry e proposte ancora in trattativa. Per ottimizzare la logistica, diversi eventi subiranno spostamenti contenuti nel calendario: l’intento è ridurre i tempi di trasferimento fra gare consecutive e abbassare così l’impatto economico e ambientale delle trasferte.
Fondamentale sarà il coordinamento con circuiti e autorità locali, soprattutto per ottenere permessi legati alla sicurezza e alla gestione dei flussi di pubblico. Finché non si chiuderanno le negoziazioni contrattuali e non arriveranno le autorizzazioni necessarie, alcune date e sedi resteranno incerte.
Come è stato pensato il calendario La costruzione del calendario si basa su tre pilastri: la disponibilità dei circuiti, le finestre logistico-operative tra gli eventi e i vincoli normativi locali. Raggruppare le gare per area geografica sembra la strada più efficiente: i dati interni indicano che questa strategia può ridurre i costi di trasporto del materiale tecnico anche del 15-20%. L’idea è concentrare le trasferte intercontinentali in blocchi, così da dare respiro alle squadre e alle loro risorse.
Pro e contro del piano provvisorio I vantaggi attesi sono concreti: costi logistici più bassi, maggiore prevedibilità per le fasi di sviluppo tecnico e una gestione più sostenibile delle trasferte. Sul fronte negativo, permangono i rischi di sovrapposizioni locali e le complessità legate alle approvazioni amministrative. La buona riuscita dipenderà molto dalla rapidità con cui si otterranno i permessi e dall’efficacia del coordinamento tra promotori, circuiti e istituzioni.
Impatto sulle operazioni dei team Le squadre hanno già iniziato ad adattare i loro piani in base alla bozza. Le finestre temporali indicate per le prove e la possibile sequenza di gare consecutive condizionano il ciclo di sviluppo aerodinamico, la gestione del personale e la logistica degli spostamenti. Sono previste anche sessioni di test approvate dalla FIA per valutare l’impatto delle modifiche regolamentari; i team dovranno preparare report e protocolli di verifica per documentare i risultati e agevolare le valutazioni di conformità.
Aspetti commerciali e rapporti con i promotori Liberty Media ha illustrato le ricadute commerciali del calendario, sottolineando come la scelta delle date cerchi di massimizzare l’esposizione mediatica, conciliando esigenze sportive e vincoli commerciali. Le trattative con i promotori proseguono, con particolare attenzione alla sostenibilità e alla sicurezza degli eventi. Alcune sedi, tuttavia, richiedono ancora autorizzazioni o interventi infrastrutturali prima di ottenere la conferma definitiva.
I prossimi passi FIA e Liberty Media confermano che il calendario rimarrà provvisorio fino alla ratifica. Per arrivare alla versione definitiva servono ulteriori intese con le autorità locali, completamento delle verifiche logistiche e approvazioni di sicurezza sui tracciati. Nei prossimi mesi sono attesi sopralluoghi tecnici, controlli infrastrutturali e la formalizzazione di accordi commerciali.
Cosa cambia e perché conta Il calendario non è solo una lista di date: incide direttamente sulla programmazione tecnica e finanziaria dei team. Stabilire quando si gareggia significa organizzare le finestre per gli aggiornamenti aerodinamici, pianificare le prove in pista e coordinare il trasporto dei materiali. Una sequenza ben studiata può ridurre tempi morti e costi logistici, mentre una programmazione disordinata impatta sulle risorse e sulla continuità nello sviluppo della vettura.0





