Dal 1987 al 1992 la Lancia Delta ha dominato le competizioni, passando per le versioni 4WD, Integrale, Integrale 16v e, nella sua variante più estrema, la Deltona. Dopo il trionfo di questi modelli, la casa automobilistica ha dovuto concentrare le risorse su Alfa Romeo ma l’interesse degli appassionati per una nuova evoluzione della Delta non è mai svanito.
Le due proposte per una Delta più estrema
Negli anni ’90 il regolamento FIA consentiva di omologare contemporaneamente una versione a 2 porte (2P) e una a 4 porte (4P) a patto che entrambe fossero realmente messe in vendita. La prima idea prevedeva la produzione di una piccola serie di Deltona a due porte. Un cambio di carrozzeria avrebbe aumentato la rigidezza torsionale, ridotto il peso complessivo e permesso una escursione maggiore della sospensione posteriore, migliorando così la competitività in gara.
Motore più leggero e telaio in alluminio
La seconda proposta era più ambiziosa: una produzione limitata a 5.000 esemplari con motore alleggerito, basamento in alluminio e assenza dei contralberi di serie. Il nuovo motore doveva essere ispirato al Delta S4 del Gruppo B, la cui versione sportiva era stata realizzata da Abarth in soli 200 esemplari. Il risultato atteso era una significativa riduzione di peso a sbalzo sulle ruote anteriori, una migliore distribuzione dei carichi e una maneggevolezza più incisiva.
Il progetto rimasto in cassetto
Nel 1992 una Deltona fu modificata per diventare una vettura a due porte, ma la decisione dei vertici del Gruppo Fiat di abbandonare le competizioni sportive portò alla chiusura del reparto corse dell’Abarth. Il sogno della “Due porte” si trasformò in una cabriolet esclusiva per l’Avvocato Agnelli. In un incontro successivo con il campione Miki Biasion il progetto venne discusso nuovamente; Biasion, con l’entusiasmo tipico di un giovane pilota, propose di unire le due idee in una sola, mantenendo la filosofia originale ma reinterpretandola in chiave moderna. Nonostante l’entusiasmo, la vettura non entrò mai in produzione e rimase un capitolo segreto nella storia della Lancia.
Rallylegend 2026: il raduno delle leggende
Il 2026 segna la 24ª edizione di Rallylegend un evento che riunisce 150 auto ammessi alla gara, a cui si aggiungono i partecipanti del Memorial Bettega e le 25 vetture del Group B Tribute portando il parco partenti a circa 170-175 unità. La scelta di ridurre il numero di veicoli rispetto alle 185 della precedente edizione è stata dettata dalla volontà di garantire una gestione più fluida e una sicurezza ottimale.
Team ufficiali e protagonisti
Tra i tre team ufficiali del Mondiale Rally confermati, troviamo Martiņš Sesks per M-Sport FordDani Sordo per Hyundai Motorsport e Nicolay Gryazin per Lancia Corse HF. Gryazin piloterà la Lancia Ypsilon Rally2 mentre Sordo tornerà al volante della Hyundai i20 N Rally1, accompagnato da Patricia Saiz. Oltre ai team, la griglia ospita leggende come Stig BlomqvistMarkku Alen e Miki Biasion tutti pronti a rivivere la gloria dei loro anni d’oro.
Tributo al Group B
Il Group B Tribute celebra il quarantesimo anniversario di questa epoca mitica con 25 vetture, di cui 16 partecipano alla gara. Modelli come l’Audi Sport Quattro, la Lancia Delta S4, la Lancia Rally 037, la Peugeot 205 T16 e l’Opel Manta 400 sono protagonisti, offrendo al pubblico uno spettacolo unico. La presenza di piloti storici – Blomqvist, Alen, Biasion e il carismatico Giorgio Mela al volante della sua Audi S1 E2 – aggiunge ulteriore prestigio all’evento.
Gli organizzatori, Paolo Valli e Vito Piarulli, hanno sottolineato l’importanza di questo mix tra passato e presente, evidenziando come la riduzione dei partecipanti consenta maggiore sicurezza senza sacrificare la spettacolarità. Con le 150 vetture in gara, le 16 del Memorial Bettega e le 25 del Group B, il Rallylegend 2026 promette di essere una delle edizioni più memorabili della storia del rally.








